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Trasporti, j’accuse della Di Scala: «Le compagnie coperte dalla Regione» 

ISCHIA. Intervento di fine anno carico di argomenti quello che la consigliera regionale Maria Grazia Di Scala ha effettuato in Regione. Premio ai comuni inadempienti, caos trasporti, corruzione: i temi toccati dalla consigliera Di Scala, rappresentante in Regione dell’isola d’Ischia, non risparmiano nulla. “Voglio soltanto dire che c’erano degli emendamenti che avevamo presentato anche noi del gruppo di Forza Italia a costo zero. Se fossero stati approvati, probabilmente piccole cose, ma sicuramente avrebbero potuto contribuire a facilitare la vita dei cittadini campani. Se si è invece preferito con il maxiemendamento e lo strumento della fiducia – che sicuramente il Presidente De Luca ha posto per motivi diversi da quelli per i quali la fiducia è stata posta dal Governo Nazionale per ben dodici volte, apprendo da Marciano – fare altro e istituire, ad esempio, un ulteriore fondo che per tre annualità, 2019 – 2020 e 2021, ammonta a totali 3 milioni 832 mila euro per lo spettacolo. Si è preferito premiare ancora una volta i comuni inadempienti nell’adozione dei PUC, prorogando il termine dal 31 dicembre 2018, ormai in scadenza, salvati di nuovo in extremis, al 31 dicembre 2019, addirittura premiando questi comuni inadempienti, concedendo loro, ancora una volta, contributi per ben 500 mila euro per consentire loro il completamento, questo parto che sta avvenendo, di relazione dei PUC. Sarebbe stato molto più pregnante, costruttivo e attinente alla funzione che deve svolgere la Regione andare a sedersi intorno a un tavolo e istituire dei tavoli di concertazione con questi comuni di nuovo inadempienti per l’ennesima volta per portarli, seguendo le linee già dettate dal Regolamento regionale, all’approvazione di questi PUC. Approvare questi PUC significa liberare i cittadini dal giogo delle pressioni che avvengono all’interno degli uffici tecnici dei comuni. Evidentemente questa non è la volontà dell’ente Regione.

Ancora una volta sono premiati gli inadempienti ed è quello che è accaduto. A costo di sembrare petulante devo fare un piccolo passaggio sul trasporto marittimo. So che non è questa la sede, ma lo farò. È quello che accade ancora una volta, però, nel trasporto marittimo. Le compagnie inadempienti, quelle che non consentono il diritto pieno alla continuità territoriale, vengono invece coperte dall’ente Regione, che ancora una volta le copre invece di sanzionarle e di modificare quel regolamento regionale che è stato adottato come una cosiddetta rivoluzione – doveva essere una rivoluzione nei trasporti – nei sensi indicati dall’Autorità per la concorrenza.

Lungi da me prendere le parti del Partito Democratico, però devo fare anche un piccolo passaggio su quello che ha detto la collega del Gruppo dei 5 Stelle a proposito della modifica o pretesa tale dell’emendamento della collega Beneduce. Il dottor Cantone, il Presidente dell’ANAC, stamattina è insorto, e a mio avviso bene ha fatto, contro il Governo nazionale che ha adottato un decreto “spazza corrotti” che non spazza via un bel niente con quelle norme che sono state adottate. Con toni roboanti è stato chiamato “spazza corrotti”, ma Cantone perché è insorto? Perché è stata alzata, in maniera veramente improvvida, la soglia per l’affidamento diretto delle gare da 40 mila a 150 mila euro; Catone, quindi, dice giustamente: siete venuti da me quando Renzi voleva facilitare il meccanismo di svolgimento delle gare, siete venuti a lamentarvi che questo avrebbe facilitato i corrotti dando poteri ai funzionari negli uffici, e questo sta accadendo oggi nel Governo nazionale: vengono facilitati i funzionari, che sono senza controllo assolutamente, i quali possono prendere il telefono e chiamare le ditte che vogliono loro per affidare gare fino a 150 mila euro, non è cosa di poco conto.

Un’ultima cosa voglio chiedere all’assessore Cinque, che ringrazio sempre per cortesia e disponibilità. In questo maxi-emendamento leggo all’articolo 28 che viene modificato il fondo di riserva per le spese obbligatorie e quindi è consentito il prelevamento al 5 per cento del totale delle spese libere inizialmente previste in bilancio. Voglio chiedere all’Assessore, poiché nella penultima seduta di Consiglio io avevo fatto espresso riferimento a questa possibilità di prelievo, se effettivamente, quindi, avevo ragione nel richiamare quella legge regionale del 2017 che oggi il Governo va a modificare, se quindi viene effettivamente ampliata questa possibilità di prelevamento e soprattutto se quegli atti che io ho ritenuto nell’ultima seduta di Consiglio adottati in violazione del limite sono salvi oppure se verranno revocati”.

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