CRONACA

Trasporti Marittimi, a Procida ritornano i “turisti svizzeri”

Un ironico, pungente e naturalmente critico commento del consigliere di minoranza Menico Scala relativo d una serie di dichiarazioni del sindaco Ambrosino e di esponenti del Pd

DI MENICO SCALA *

A Procida, dove il numero di sbarchi in netto aumento, così come scrive il Sindaco Ambrosino, con piacere apprendiamo il ritorno dei mitici turisti svizzeri. Si perché, a sentire alcuni autorevoli componenti del Partito Democratico, sembra quasi che in questi anni i loro rappresentanti (molti dei quali siedono in consiglio comunale da quasi un ventennio) abbiano girovagato in cerca di non si sa cosa e chi. Per questo, e per fare una corretta informazione,  riteniamo doveroso, ripercorrere alcune delle tappe che hanno portato all’attuale vergogna dei trasporti marittimi, quantomeno per rinfrescare la loro flebile memoria.

Tanto per iniziare nel 2011 perdemmo la storica corsa del “vapore” effettuata dalla Caremar a seguito di una singolare protesta di un’associazione di genitori ischitani(sostenuti dall’allora Sindaco Giosi Ferrandino oggi eurodeputato del Partito Democratico, guarda un po’) che sostenevache i propri figli che frequentavano le scuole  superiori di Procida arrivavano troppo presto con la nave Caremar(alle ore 7,15) sul territorio procidano e, nel lasso di tempo tra l’arrivo e  l’inizio delle lezioni rischiavano di vedersi sollecitati alla frequentazione di bar e sale gioco presenti sul porto. A quella iniziativa fu sensibile lo stesso Istituto Nautico, la chiesa locale (don Lello Ponticelli aprì le porte della Chiesa di San Leonardo per accogliere gli studenti, di primo mattino) ed anche il Comune di Procida. Al tavolo dellaRegione, a quel punto, si decise di far arrivare verso le ore 8a Procida la nave Caremar da Ischia e di dirottarla su Pozzuoli. Anche perché la Caremar precisò che la partenza da Procida per Napoli alle 8 non le avrebbe consentito di rispettare il restante quadro orario di quella nave. Su Napoli, quindi, fu invitata ad effettuare lo scalo a Procida la società Medmar che, allora, per quella corsa, come per altre,  aveva l’obbligo di servizio pubblico e quindi era tenuta ad effettuarla da regolamento. Anche perché in quel tempo la Regione Campania si avviava verso un sistema di trasporto marittimo misto tra pubblico e privato a garantire le corse necessarie per le comunità isolane.

Solo la Pro Loco di Procida, con l’allora PresidenteGiaquinto, si scagliò, così come continua a fare oggi, contro quella scelta, inviando una dura nota in regione, paventando una minore sicurezza ed affidabilità per il primo traghetto per Napoli affidato a privati ed anche una difficoltà per turisti e vacanzieri di giornata di poter raggiungere la nostra isola. Questo perché assieme alla partenza per Napoli delle 7,15 perdemmo pure la corsa da Napoli alle 9,30 (la storica “passeggiata”). Infatti, oggi, per chi sceglie di poter fare una visita guidata a Procida o un tour organizzato non gli è consentito, partendo da Napoli, di arrivare sull’isola prima delle ore 12, restando fuori quasi da tutto.

Dal 2011 le cose sono cambiate non poco. La Caremar è stata privatizzata ed affidata agli stessi armatori privati che operavano nel golfo. Per la Regione Campania, con l’avvento del governatore De Luca e del Partito Democratico, non esistono neanche più le corse O.S.P., con obbligo cioè di effettuarle. In questo la Regione è stata molto carente nel tenere conto delle esigenze delle comunità isolane ben sapendo che la Caremar da sola non poteva farcela a garantire ma, di fatto, autorizzando tutti al libero mercato senza più vincoli ne tutele di diritti. Oggi solo la Caremar(peraltro imbottita di soci privati) ha un contratto di servizio con la Regione Campania,  tutti gli altri sono dei privati che fanno quello che meglio credono per i propri profitti.

Ecco perché oggi quelle corse essenziali per la comunità procidana e per garantire adeguati e sicuri spostamenti nelle ore cruciali a pendolari, studenti, lavoratori, utenti di necessità non possono più rimanere in capo ad un privato ma debbono essere effettuate dalla società Caremar che riceve contributi pubblici per garantire la mobilità degli isolani nel golfo di Napoli ed è soggetta ad eventuali penali nel caso di non effettuazione del servizio. Resta il fatto, è sottolineo fatto, che oggi la prima corsa per Napoli effettuata dalla Caremar è fissata alle 13,30 e questo non è più tollerabile.

Su argomenti come i trasporti marittimi e terrestri, così come sulla più generale mobilità isolana, a nostro avviso, sarebbe il caso di avviare, finalmente, (dopo quattro anni di questa amministrazione) un dibattito franco e costruttivo nelle sedi competenti, ovvero il consiglio comunale.

Di certo non saranno i nuovi e vecchi turisti svizzeri a farci tacere!                      

* CONSIGLIERE COMUNALE

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