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Trasporti, non è tutto oro quello che luccica

PROCIDA – Davanti all’aumento dei collegamenti che interessano l’isola di Procida con la terraferma, passato il primo momento di sana soddisfazione, si impone anche una riflessioni. Negli ultimi tempi unitamente all’entrata a regime, dopo la risoluzione delle problematiche nello scalo di Acquamorta, del collegamento con i cugini del Monte di Procida, che, al di la dell’aspetto sentimentale, rappresenta un’alternativa, non solo per il trasporto passeggeri, allo scalo di Pozzuoli, abbiamo appreso che la società di navigazione Medmar, da anni operante nel Golfo di Napoli e che non ha mai visto nell’isola di Procida un attracco strategico ai propri, e legittimi, obiettivi di business, ha richiesto, ed ottenuto dalla Regione Campania, 10 nuove corse sulla tratta Procida – Pozzuoli e viceversa. Questo, a nostro avviso, se sulle ali dell’entusiasmo può apparire come una ulteriore opportunità per i cittadini utenti, procidani e turisti, porta una serie di questioni di non poco conto probabilmente sfuggite ai componenti dell’Amministrazione Comunale.

In primo luogo, sorvolando sul chiacchiericcio che vuole tale scelta “a dispetto” come conseguenza di richieste fatte da compagnie operanti in loco per quanto riguarda lo scalo ischitano, ci chiediamo se, aumentando ulteriormente le operazioni di attracco/sbarco nel porto commerciale di Marina Grande  (tra Laziomar e Medmar sono oltre 25 al giorno) sussistono le condizioni di sicurezza. Da anni, infatti, si segnala l’urgenza di procedere ad un dragaggio per i bassi fondali esistenti ed ovviamente aspettiamo risposte precise su tale questione anche perché, qualora nei mesi autunnali ed invernali, dovessimo assistere (così come, purtroppo, per il passato) a sospensioni di corse “perché nel porto di Procida non ci sono condizioni di manovrabilità”, già da subito annunciamo che denunzieremo il tutto alle competenti Autorità Giudiziarie.

Il porto se è sicuro lo è sempre non solo quando fa comodo (in estate)!!! Per ultimo, ma non per questo meno importante, ci chiediamo, che fine faranno gli imprenditori locali che da anni, non senza fatica, cercano di trovare spazio in un mercato che, almeno di facciata era a più concorrenti, ed oggi si ristringe sempre di più nelle mani (considerato i vari intrecci societari) di pochissimi? Che senso tiene, se non uno spreco di risorse, fare delle corse “fotocopia” anticipando di dieci minuti quelli già esistenti? Che fine faranno coloro che, da anni, trovano in tali attività sostentamento per loro stessi e le loro famiglie? Infine, quando tutto il mercato sarà in mano a un solo competitore, siamo certi che sarà un vantaggio?

GRUPPO CONSILIARE PER PROCIDA

 

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