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Trasporti merci nel caos, appello al Prefetto

Le isole di Ischia e Procida stanno vivendo una vera e propria emergenza strutturale che rischia di aggravarsi: al collasso il trasporto delle merci e dei rifiuti pericolosi è paralizzato con conseguenze gravissime per economia e sicurezza. La New Atec scrive a Michele Di Bari sollecitando soluzioni non più procrastinabili

Non è più un disagio, non è più un problema tecnico né una contingenza temporanea. Quella che sta vivendo l’isola d’Ischia, insieme a Procida, è una vera e propria emergenza strutturale, destinata ad aggravarsi giorno dopo giorno se non interverranno immediatamente le istituzioni competenti. Il trasporto marittimo delle merci pericolose e dei rifiuti speciali è di fatto al collasso, con conseguenze gravissime per l’economia, la sicurezza e la quotidianità di un intero territorio. Nonostante le compagnie di navigazione assicurino l’invio di navi sostitutive e il rafforzamento delle linee, il problema non si arresta. A certificare nero su bianco la gravità della situazione è la New Atec – Nuova Associazione Trasportatori e Commercianti Isola d’Ischia, che attraverso il proprio legale, l’avvocato Alberto Morelli, ha trasmesso una durissima richiesta formale al Prefetto di Napoli, dott. Michele Di Bari, chiedendo un intervento urgente e non più rinviabile.

Nel mirino la mancata sostituzione della motonave “Giuseppina Prima”, finita temporaneamente ai box. E intanto incombe anche la Pasqua…

Nella nota indirizzata alla Prefettura, l’associazione ricostruisce con precisione i fatti che hanno portato all’attuale paralisi. Tutto ha origine il 27 febbraio 2026, quando la società TRA.SPE.MAR. s.r.l., affidataria del servizio di trasporto marittimo di rifiuti speciali e merci pericolose, ha sospeso improvvisamente le corse della motonave “Giuseppina Prima”, unità che da anni garantiva un servizio essenziale per l’isola. «In data 27 febbraio u.s. la società TRA.SPE.MAR. s.r.l. ha sospeso fino a nuova comunicazione le corse dell’unità “Giuseppina Prima”, affidando il servizio ad altra unità denominata “Don Angelo”», si legge nella richiesta. Una sostituzione che, nei fatti, non è mai avvenuta. La motonave “Don Angelo”, indicata come soluzione tampone, non è entrata in servizio e, anche qualora lo facesse, risulterebbe  inadeguata per stazza e capienza rispetto all’unità sospesa. «La motonave “Don Angelo”, di stazza inferiore e comunque inadatta per il trasporto dei suddetti veicoli, non è entrata in servizio fino alla data odierna», denuncia la New Atec. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: i mezzi adibiti al trasporto merci non riescono più a imbarcarsi, le compagnie di navigazione hanno ridotto drasticamente i posti riservati, e i garage delle navi di linea risultano sistematicamente saturi, soprattutto nelle fasce orarie cruciali. «Tale situazione sta determinando un sopraffollamento dei posti riservati ai mezzi di trasporto merci, tanto che già dopo un paio di settimane le compagnie non hanno più posti disponibili».

La motonave “Don Angelo”, indicata come soluzione tampone, non è entrata in servizio e, anche qualora lo facesse, risulterebbe inadeguata per stazza e capienza rispetto all’unità sospesa

Una condizione che definire insostenibile è riduttivo. Gli autocarri per la raccolta dei rifiuti urbani di tutti i Comuni dell’isola, quelli impegnati nei lavori di ricostruzione post-terremoto 2017 e post-alluvione 2022, e i mezzi per l’approvvigionamento di beni essenzialisono costretti a viaggiare sulle corse ordinarie, insieme ai passeggeri. Una promiscuità forzata che mette a rischio sicurezza, decoro e continuità dei servizi, in un territorio che tra poche settimane entrerà nel pieno della stagione turistica, con la Pasqua a segnare l’inizio dell’afflusso massiccio di visitatori. Il quadro è aggravato da episodi concreti che dimostrano come il sistema sia già al limite del collasso: già dal venerdì pomeriggio risultavano completi i traghetti delle 02:30, 04:30 e 06:20 da Casamicciola e Ischia per Pozzuoli. «Se per una qualsiasi urgenza un utente deve imbarcarsi nelle prime ore del mattino, non vi è possibilità di farlo», si legge in uno dei passaggi più allarmanti della nota. «Dobbiamo attendere prima che accada qualcosa?». Una domanda che pesa come un macigno e che chiama direttamente in causa tutte le istituzioni, non solo la Prefettura. Comuni, Città Metropolitana, Regione Campania: nessuno può più voltarsi dall’altra parte. Per questo la New Atec chiede un atto immediato e concreto: la convocazione urgente dei rappresentanti delle compagnie Caremar, Medmar e Gestour, al fine di individuare una o più unità navali idonee a garantire in sicurezza il trasporto delle merci pericolose verso Pozzuoli, senza discriminazioni tra veicoli e tipologie di carico. La richiesta è accompagnata da un ultimatum chiaro: «Elassi infruttuosamente giorni sette dal ricevimento della presente, la scrivente società si riserva di adottare ogni iniziativa per tutelare i propri diritti, valutando anche forti azioni di protesta».

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L’ultimatum degli autotrasportatori:«Trascorsi sette giorni, adotteremo ogni iniziativa per tutelare i nostri diritti, valutando anche forti azioni di protesta»

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Parole che trovano eco nelle dichiarazioni del presidente della New Atec, Marco Galano, che non usa giri di parole e fotografa uno stato d’animo diffuso tra gli imprenditori isolani. «Ora basta. La situazione è diventata veramente drammatica. Fare impresa in questo modo non è più possibile. Si parla da anni di continuità territoriale, ma ormai non ci crediamo nemmeno più. Se questo problema non si risolve, siamo pronti a fermare i trasporti tra quindici giorni». Un avvertimento che non è una provocazione, ma la conseguenza inevitabile di un sistema che sta fallendo proprio su uno dei pilastri fondamentali della vita isolana: la continuità territoriale. Se non arriveranno risposte rapide e concrete, il rischio non è solo economico, ma sociale e sanitario, con un’isola che potrebbe ritrovarsi bloccata nel momento più delicato dell’anno.

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