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Tredici mesi dopo il terremoto, 120 famiglie ancora in albergo

ISCHIA. Dopo 13 mesi dal terremoto che ha colpito Casamicciola e Lacco Ameno sono ancora 806 i nuclei familiari che usufruiscono del Cas – contributo per l’autonoma sistemazione – e 120 le famiglie che alloggiano in albergo. In totale sono 2500 le persone per le quali il Commissariato straordinario per l’emergenza guidato da Giuseppe Grimaldi eroga, attraverso i Comuni di residenza, un contributo. Nel solo mese di luglio per 280 persone che hanno alloggiato in albergo la struttura commissariale ha rimborsato circa 350mila euro. 450mila euro, invece, la somma pagata rimborsata come contributo di autonoma sistemazione per oltre 2mila persone che vivono in un appartamento. Numeri da capogiro che hanno portato in un anno ad un esborso di oltre 6milioni e 500mila euro di rimborso per le strutture alberghiere e 3milioni e 500mila euro come contributo per l’autonoma sistemazione. Come mai a quasi 14 mesi dal sisma ci sono ancora delle persone che vivono in albergo? La domanda l’abbiamo posta al commissario per l’emergenza post terremoto di Ischia Giuseppe Grimaldi. Il 29 agosto 2017, ad una settimana dal sisma, l’architetto Giuseppe Grimaldi fu nominato commissario delegato per l’emergenza terremoto di Ischia con un’ordinanza, firmata dal capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. Due mesi fa, poi, lo stato di emergenza è stato rinnovato. Grimaldi resterà commissario fino al prossimo 21 febbraio. «Ci sono persone che vivono ancora in albergo perché non trovano una casa disponibile per loro».

Architetto ma questa cosa non è credibile. È mai possibile che non ci sono case disponibili per i terremotati sull’isola? Non è credibile.

«Non so cosa dire. Ha ragione, non è credibile, ma è così. Non credo che nessuno delle 280 persone che attualmente non ha casa abbia piacere a vivere in una stanza di albergo e condividere quei piccoli spazi con il resto della famiglia. Per questo, spero che, finita la stagione turistica, sia più semplice trovare un’idonea sistemazione. Non credo che non ci siano abitazioni disponibili sull’intera isola. Evidentemente ci sono problemi legati al fitto rispetto al Cas – contributo per l’autonoma sistemazione».

Che tipo di problema? 

«Non so cosa di preciso ma chi ha una casa può scegliere a chi fittarla. Io non posso ‘requisire’ le abitazioni, o obbligare un proprietario a fittarla a chi ha perso la propria con il sisma. Un proprietario di casa instaura con il proprio affittuario un rapporto privato nel quale io, come Commissario straordinario, non posso entrare. Se il privato non vuole fittare una casa, io non posso ‘obbligare’ nessuno».

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Ma secondo lei la scelta è dei proprietari di casa che non vogliono fittare le proprie case a chi ha perso la propria abitazione durante il terremoto? 

«Un mesetto dopo il sisma fuori una casa ho trovato un cartello ‘Non si fitta ai terremotati’, ho scattato una foto e l’ho inviata alle autorità competenti. Ma non credo che tutti i proprietari siano di questo parere. Può darsi anche che ci sia una domanda eccessiva in termini di fitto e che tutti gli immobili sull’isola siano già fittati. Ma c’è anche chi lucra con fitti molto alti ed insostenibili per chi ha già vissuto il dramma del terremoto. Mi appello alla solidarietà degli isolani: venite incontro a chi ha perso la propria abitazione durante il sisma. Mi rivolgo a tutti coloro che hanno delle case da fittare: mettete a disposizione l’abitazione di chi ha perso la propria durante il sisma, ovviamente non gratuitamente. L’importante è che sia chiesto un fitto che corrisponda al valore di mercato, senza distorsioni. In questo modo anche chi vive in albergo può tornare a vivere una vita dignitosa. Credo che non sia dignitoso vivere in albergo».

Perché? 

«Ognuno di noi, anche se in vacanza, dopo una settimana che dorme, mangia e vive in albergo desidera la propria casa, il proprio letto e le proprie comodità. Immaginiamo i disagi che vivono coloro che da oltre un anno sono in una stanza di albergo. Immaginate quei ragazzi che devono studiare come fanno in una stanza che condividono anche con i propri genitori. Credo che sia insostenibile anche per loro. Per questo credo che nessuno voglia restare a lungo negli alberghi».

Qual è il suo obiettivo? 

«Ogni mese spero che ci siano sempre meno persone a vivere in albergo. E non è solo un problema di spesa. È una questione di dignità».

Francesco Pagano

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