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Tribunale da salvare, gli avvocati a colloquio col sottosegretario

Gli esponenti delle associazioni forensi delle isole minori sono stati accolti al Ministero di Giustizia dal professor Giorgis in vista della proposta di legge per la stabilizzazione delle sezioni distaccate

Continua il percorso a tappe forzate per ottenere la stabilizzazione del tribunale a Ischia. Una stabilizzazione che prescinda finalmente dalle proroghe provvisorie e che consenta finalmente alla sede distaccata di via Mazzella di funzionare realmente, senza più le ormai intollerabili criticità che finiscono per vanificare la funzione del presidio giudiziario e per sfociare in denegata giustizia per i cittadini isolani.

Ieri a Roma si è svolto un nuovo incontro istituzionale tra il Sottosegretario di Stato alla Giustizia, Professor Andrea De Giorgis, e le varie delegazioni delle Associazioni Forensi di Ischia, Elba e Lipari, guidate dall’eurodeputato Giosi Ferrandino, dall’onorevole Lello Topo, dal presidente dell’Ancim sindaco di Forio Francesco Del Deo, dal vicesindaco di Lipari, avvocato Gaetano Orto e dai consiglieri del Consiglio Nazionale Forense Francesco Caia, Giovanni Arena e Piero Melani Graverini per i rispettivi territori della Campania, Sicilia e Toscana. Per l’avvocatura ischitana hanno partecipato alla discussione il Presidente Gianpaolo Buono, il consigliere segretario Francesco Cellammare, la consigliera Alessandra Castellano, l’avvocato Gino Di Meglio e per i giovani avvocati Paolo Scarano.

In rappresentanza dell’avvocatura elbana, erano presenti gli avvocati Anna Rosa Fontana, Chiara Piombino e Giorgio Retali, mentre le isole Eolie erano rappresentate dall’avvocato Gaetano Orto, anche nella veste di vicesindaco e dall’avvocato Alessandro Imbruglia. Sono stati illustrati al Sottosegretario le molteplici criticità che affliggono le Sezioni Distaccate insulari a cominciare dalla mancanza di personale causate anzitutto dalla provvisorietà delle sedi oltre che dal disagio che disincentiva magistrati e amministrativi dal propendere alla loro scelta. Si è quindi posto l’accento sull‘esigenza impellente di stabilizzazione di tali uffici giudiziari e della indizione di un interpello straordinario nazionale per il trasferimento sulle isole di dipendenti di cancelleria operanti nel resto d’Italia, evidenziando che non sussistono costi a carico dello Stato quanto piuttosto a carico dei cittadini e delle pubbliche amministrazioni e che in conseguenza della riforma della geografia giudiziaria e delle inutili proroghe attualmente le piante organiche di queste Sezioni sono ormai vuote e neppure sono state inserite tra le scelte offerte agli assistenti giudiziari dell’ultimo concorso, pertanto non figureranno neppure nel prossimo scorrimento della graduatoria di altri quattrocento assistenti.

Ai propositi di concessione di una nuova proroga, i rappresentanti politici intervenuti e gli esponenti del Cnf e delle tre Associazioni Forensi hanno replicato insistendo per l’adozione di un provvedimento legislativo urgente che sancisca il mantenimento definitivo delle Sezioni Distaccate ed il riconoscimento dello status di sedi disagiate

Ai propositi di concessione di una nuova proroga ventilata dal sottosegretario, i rappresentanti politici intervenuti e gli esponenti del Consiglio Nazionale Forense e delle tre Associazioni Forensi hanno replicato insistendo per l’adozione di un provvedimento legislativo urgente che sancisca il mantenimento definitivo delle Sezioni Distaccate ed il riconoscimento dello status di sedi disagiate, come indicato nella proposta di legge che sarà a breve partorita dal gruppo di studio del Consigli nazionale forense coordinato dal Consigliere Arena con la collaborazione dei delegati delle Assoforensi. Proposta che sarà consegnata al Ministro Bonafede la prossima settimana, probabilmente il 16 dicembre prossimo, in modo che essa giunga su una corsia preferenziale all’esame delle Camere. Il pressing dell’avvocatura affinché si arrivi a un provvedimento legislativo che risolva definitivamente i guai della giustizia isolana è costante: ormai gli incontri istituzionali si stanno susseguendo a ritmo settimanale, mentre le sei amministrazioni isolane una settimana fa hanno emanato quasi all’unisono altrettante delibere di giunta, tutte contenenti la stessa richiesta al Governo e al Parlamento, quella di adottare un provvedimento legislativo che preveda il riconoscimento definitivo dell’isola d’Ischia quale sede disagiata per i servizi sanitari, scolastici, di mobilità, giustizia, ed amministrativi, e contestualmente di richiedere in particolare la definitiva stabilizzazione della sezione distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli, garantendone il funzionamento mediante assegnazione di un idoneo organico di magistrati, personale amministrativo e di cancelleria. Dunque, una legge dello Stato che sancisca tale stabilizzazione, con personale da assumere tramite concorso pubblico oppure interpello nazionale straordinario, e che dichiari sedi disagiate non solo gli uffici giudiziari, ma anche i presidi sanitari come l’ospedale Anna Rizzoli, l’Agenzia delle Entrate, l’Inps, il centro per l’impiego e tutti gli uffici periferici delle amministrazioni centrali. Anche per tali servizi si chiede l’introduzione di incentivi economici o in termini di carriera per chi accetti il trasferimento dalla terraferma alla nostra isola.

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