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Tribunale di Napoli, il commosso saluto di Elisabetta Garzo: “Mi sembra di essere rinata”

Lascia la magistratura per raggiunti limiti di età la prima donna presidente del Tribunale partenopeo. Sua la prima sentenza per femminicidio in Italia.

Una carriera segnata da primati, rigore e umanità. Elisabetta Garzo, presidente del Tribunale di Napoli, ha salutato la magistratura nel corso di una cerimonia toccante, tenutasi nella sala Arengario del Palazzo di Giustizia al Centro Direzionale. Il commiato è arrivato per raggiunti limiti di età, ma lo stile e le parole della giudice confermano un impegno che non si esaurisce con l’uscita dalle aule.

Garzo – in tailleur azzurro, perle e turchesi – ha ripercorso i momenti chiave della sua lunga carriera iniziata nel 1979, ricordando collaboratori, colleghi e figure di riferimento, come il compianto magistrato Mino Palmeri. Fu la prima donna alla guida del Tribunale di Napoli e firmò la prima sentenza per femminicidio in Italia, due dei tanti traguardi raggiunti in oltre quattro decenni di servizio.

Nel suo discorso, ha voluto ringraziare uno a uno i suoi collaboratori, chiamandoli per nome e invitandoli ad alzarsi in sala. Tra i presenti, numerose autorità istituzionali: l’arcivescovo di Napoli don Mimmo Battaglia, il Procuratore Capo Nicola Gratteri, il presidente della Corte d’Appello Maria Rosaria Covelli, il procuratore generale Aldo Policastro e quello di Salerno Rosa Volpe, oltre ai vertici delle forze dell’ordine e ai direttori degli istituti penitenziari di Poggioreale e Secondigliano.

Garzo ha parlato con trasparenza anche dei recenti problemi di salute, superati con determinazione: «Mi sembra di essere rinata», ha detto tra la commozione dei presenti, ringraziando il figlio seduto tra magistrati e avvocati. Ha inoltre annunciato la volontà di continuare a offrire il proprio contributo a favore dei detenuti, attraverso un progetto già avviato con l’Unicef: «Ferma non so stare», ha aggiunto con un sorriso.

Non è mancato un passaggio sui ritardi della giustizia, soprattutto per chi si trova in carcere: «Bisogna continuare a lavorare per garantire tempi più umani», ha detto. Un pensiero anche ai giorni difficili del suo insediamento, avvenuto in piena emergenza pandemica, quando fu chiamata a prendere decisioni complesse in uno scenario senza precedenti.

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A raccogliere il testimone sarà, da lunedì 14 luglio, il vicario Gianpiero Scoppa, già ringraziato dalla stessa Garzo per il lavoro svolto insieme. Intanto si apre ufficialmente la partita per la successione, e si fa strada l’ipotesi che anche il prossimo presidente del Tribunale possa essere una donna.

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