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Truffa alle compagnie assicurative, al via gli interrogatori

Il 35enne Antonio De Muro secondo l’accusa avrebbe acconsentito a figurare come parti procurando referti medici

Sono iniziati gli interrogatori per i dieci accusati di truffe alle compagnie assicurative. La maxi operazione ha avuto come scopo quello di reprimere il fenomeno illecito di truffa alle assicurazioni, che prende sempre più piede sul territorio napoletano. Annualmente, infatti, gli automobilisti sono costretti ad assistere inermi all’aumento delle tariffe, a causa delle frodi illecite messe in piedi ai danni delle compagnie. I carabinieri hanno scoperto quella che sarebbe un’associazione capace di confezionare a regola d’arte le truffe alle compagnie assicurative.

Il quadro è intricato, ma chiaro: tutti avrebbero avuto, infatti, un compito chiave. I protagonisti dell’affare risultano essere il 35enne di Forio d’Ischia Antonio De Muro, il 48enne Pasquale Capano di San Giuseppe, l’avvocato 43 enne Francesco Lanzieri di Chiaia e domiciliato a Sorrento, il 46enne Rosario Dente dell’Arenaccia, il 41 enne Luigi Esempio di Borgo Sant’Antonio Abate, il 32enne Marco Lamagna dei Quartieri Spagnoli, il meccanico 40enne Antonio Sanità di Fona, il 49enne Salvatore Sacco dei Decumani, il 48enne Achille Masullo dei Decumani e suo cugino, il 66enne Bruno Masullo. Secondo l’ipotesi accusatoria, Capano sarebbe stato il promotore e l’organizzatore dell’affare. Sarebbe stato proprio lui ad individuare, coordinare e coinvolgere i diversi soggetti. Sarebbero state dapprima reclutate le persone disposte a comparire come responsabili e danneggiati. Poi, sarebbero stati mantenuti i contatti con Sanità. Il meccanico, infatti, avrebbe cambiato i pezzi ai veicoli in modo da simulare gli incidenti. Tutto sarebbe avvenuto con la complicità di due indagati, che risultano intestatari fittizi di diversi veicoli utilizzati nella simulazione. Non meno importante sarebbe stato il ruolo dell’avvocato Lanzieri che avrebbe inviato la richiesta di risarcimento danni alle compagnie assicurative e le eventuali citazioni in giudizio al giudice di pace. L’avvocato avrebbe, inoltre, mantenuto i rapporti con i clienti, fornendo di volta in volta delle direttive per il buon esito dell’attività. Lanzieri, infine, avrebbe acquistato polizze assicurative da terzi per poi utilizzarle nei sinistri.

Sacco avrebbe procurato le false vittime del sinistro stradale, che avrebbero dichiarato di aver riportato lesioni. De Muro e Lamagna avrebbero avuto un ruolo da protagonisti principali, perché avrebbero acconsentito a figurare come parti procurando referti medici. Dente si sarebbe occupato di individuare i soggetti disposti a partecipare all’affare. Il ruolo di Esempio sarebbe stato duplice, perché avrebbe fatto da reclutatore ed avrebbe messo a disposizione i veicoli e una carta PostePay, intestata ad un altro indagato, su cui sarebbero arrivati i risarcimenti delle compagnie. I cugini Masullo, infine, oltre ad adescare terzi disposti a prendere parte al fatto, in alcune occasioni sarebbero stati loro stessi protagonisti figurando personalmente nei sinistri.  

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