CRONACAPRIMO PIANO

Truffa da 5.000 euro, finisce in manette

I carabinieri hanno arrestato il 51enne Massimo La Marca, che aveva raggirato una pensionata con la truffa del finto carabiniere a Procida. Subito dopo aver consegnato il denaro, ha intuito il peggio allertando il 112. L’uomo è stato fermato e il denaro restituito all’anziana donna

Ancora una truffa ai danni di un’anziana. Questa volta, a finire nel mirino della cronaca, è l’isola di Procida. I Carabinieri della locale stazione hanno tratto in arresto Massimo La Marca, 51enne originario di San Gennaro Vesuviano, già noto alle forze dell’ordine, colto in flagranza di reato dopo aver raggirato una pensionata. Secondo quanto ricostruito dai militari della locale Stazione – guidati dal capitano Tiziano Laganà – l’uomo ha contattato telefonicamente la donna fingendosi il nipote, raccontando di aver avuto seri guai con la giustizia in seguito a un incidente stradale. A rafforzare la messinscena, le ha riferito che da lì a poco si sarebbe presentato un presunto “Carabiniere in borghese” per ritirare del denaro utile a coprire multe e spese legali. La cifra richiesta? Circa 5mila euro, motivata da fantomatiche (ed ovviamente inesistenti) violazioni al Codice della Strada. La donna, preoccupata e convinta della veridicità della storia, ha consegnato ben 5250 euro in contanti al falso militare quando questi si è presentato davanti alla porta di casa della vittima designata. È stato solo dopo pochi istanti che il dubbio ha fatto capolino con la donna che ha intuito il peggio: il tempo di contattare il 112 e denunciare l’accaduto. L’intervento dei Carabinieri, quelli veri, naturalmente non si è fatto attendere: La Marca è stato rintracciato e bloccato nel giro di pochi minuti, con ancora in possesso l’intera somma, che è stata subito recuperata e restituita alla vittima che ha potuto tirare così un sospiro di sollievo. L’uomo – che aveva in animo di lasciare l’isola con il primo traghetto o aliscafo utile – ha visto mutare il suo itinerario: in terraferma ci è arrivato comunque ma è stato condotto nel carcere di Poggioreale, mentre è stata avviata la procedura per l’emissione di un foglio di via obbligatorio che gli impedirà di tornare sull’isola.

Il caso di Procida si inserisce in un contesto più ampio e preoccupante che si rimette in moto, guarda caso, con l’arrivo della stagione turistica. Nelle ultime settimane, anche Ischia è stata teatro di episodi analoghi, sempre con anziani come bersagli preferiti. In almeno tre casi documentati tra aprile e maggio, malviventi hanno utilizzato lo stesso copione: telefonate truffaldine con la scusa di un parente in difficoltà e richieste di denaro contante consegnato a falsi rappresentanti delle forze dell’ordine. Per fortuna però anche le campagna di sensibilizzazione hanno sortito il loro effetto e lo scetticismo verso determinate e anomale richieste di denaro aumenta mettendo in condizione le forze dell’ordine di poter intervenire con tempestività e assicurare i delinquenti di turno alla giustizia. Proprio le forze dell’ordine costantemente, anche attraverso le colonne del nostro giornale, rinnovano l’appello alla cittadinanza, soprattutto ai più anziani e ai loro familiari: mai fidarsi di telefonate che chiedono denaro per conto di parenti o istituzioni. Nessun appartenente alle forze dell’ordine viene mai inviato a riscuotere contanti o oggetti di valore presso le abitazioni. È importante informare gli anziani, insistere nel ricordare loro che possono e devono contattare il 112 in caso di dubbi o sospetti. L’attenzione e la collaborazione tra cittadini e istituzioni resta il primo baluardo contro questo tipo di crimini.

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