CRONACAPRIMO PIANO

Truffe agli anziani, altri due arresti

Scattano le manette a Procida per un 32enne che aveva provato a mimetizzarsi tra i turisti. A Serrara Fontana sempre i carabinieri acciuffano un giovane che aveva portato via a una donna 15.000 euro

La cronaca delle ultime ore racconta una realtà che le forze dell’ordine conoscono fin troppo bene: le truffe agli anziani nelle isole del Golfo non si fermano, nonostante gli appelli, le campagne di sensibilizzazione, gli arresti e la costante presenza dei Carabinieri sul territorio. Ischia e Procida, nel giro di pochissimo tempo, hanno registrato due episodi fotocopia, conclusi entrambi con l’arresto dei presunti responsabili. Una buona notizia, certo, ma che non basta a spegnere l’allarme: la deriva è evidente, il fenomeno cresce e la vulnerabilità delle vittime resta il punto debole che i truffatori continuano a sfruttare.

A Serrara Fontana, poco prima delle 13,00 di ieri, è andata in scena l’ennesima telefonata trappola. Un giovane, tra i 20 e i 25 anni secondo le prime indiscrezioni, avrebbe raggiunto la zona alta del paese, nei pressi del bar Peppina, chiedendo informazioni per orientarsi. Un gesto apparentemente innocuo, che gli investigatori ritengono possa essere stato un modo per studiare il territorio e individuare la vittima. Poco dopo, il ragazzo avrebbe bussato alla porta di un anziano residente, mettendo in scena la solita storia: un parente in difficoltà, un’emergenza improvvisa, la richiesta urgente di denaro. L’anziano, spaventato, avrebbe consegnato quanto richiesto.

Il giovane si sarebbe poi dileguato in taxi, facendo scattare l’allarme. Il maresciallo della stazione locale, allertato dalla vittima, ha coordinato le ricerche che hanno coinvolto strade, vicoli e soprattutto i porti, dove si temeva che il sospetto potesse tentare la fuga. La svolta è arrivata poco dopo: il ventenne è stato fermato dai Carabinieri, intercettato mentre cercava di allontanarsi dalla zona. Si parla di un bottino di circa 15 mila euro, ma al momento si tratta di indiscrezioni. Il giovane in caserma per gli accertamenti di rito è stato tratto in arresto. Si attendono i dettagli delle autorità sul caso.

A Procida, la dinamica è stata diversa ma la sostanza identica: un anziano raggirato, un truffatore in fuga, un arresto lampo. Una 81enne è stata convinta da un finto carabiniere a mostrare tutto il denaro e i gioielli presenti in casa, con la scusa di una rapina appena avvenuta. L’uomo, un 32enne originario di Santa Maria Capua Vetere, ha portato via circa 8mila euro e diversi monili. La figlia della vittima ha chiamato i Carabinieri, che hanno immediatamente avviato le ricerche.

Il truffatore ha tentato di mimetizzarsi tra i turisti vicino al porto, cambiando abiti e lasciando lo zaino usato per il colpo nei pressi di un negozio. Ma il tentativo è fallito: quando i militari hanno chiesto ai turisti se fosse con loro, la risposta è stata unanime: “Non lo conosciamo”. Il 32enne ha provato una fuga timida, subito bloccata. Addosso aveva una busta con gli 8mila euro e i gioielli sottratti all’anziana. La refurtiva è stata restituita, l’uomo arrestato.

Ads

Gli accertamenti hanno poi rivelato un dettaglio inquietante: il 32enne era coinvolto anche in una truffa avvenuta il giorno prima a Capri. Un biglietto datato 4 agosto da Napoli Beverello all’isola azzurra, trovato durante la perquisizione, ha permesso di collegare i due episodi. La vittima caprese ha riconosciuto l’uomo senza esitazioni. Ora il truffatore risponderà anche di quel colpo.

Ads

Due arresti in poche ore, due truffatori fermati, due anziani salvati da un danno ancora più grave. Ma il quadro generale resta preoccupante. La pressione criminale sulle isole è costante, e la tecnica della telefonata truffa continua a mietere vittime, sfruttando paura, solitudine e fiducia. Le forze dell’ordine lavorano senza sosta, ma il fenomeno non accenna a diminuire.

La riflessione è inevitabile: non basta arrestare i responsabili, serve una vigilanza collettiva, una rete di protezione che coinvolga famiglie, vicinato, comunità. Gli anziani non devono restare soli davanti a un telefono che può trasformarsi in un’arma. E le isole, oggi più che mai, devono imparare a riconoscere i segnali, a non abbassare la guardia, a reagire con tempestività.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio