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Truffe assicurative, non solo Capano e De Muro: ecco gli indagati ischitani

Novanta i soggetti iscritti nel registro dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, molti risultano residenti sulla nostra isola dove evidentemente il sistema poco lecito aveva attecchito e non poco

C’è Pasquale Capano, socio di maggioranza della sala Bingo di Forio. C’è Antonio De Muro, residente proprio all’ombra del Torrione. La truffa alle assicurazioni racconta anche di “isolanità” considerate che delle dieci misure cautelari due ci riguardano e non poco. Ma attenzione, perché in una storia che merita davvero di essere raccontata e approfondita, c’è molto altro, particolari che magari sono sfuggiti agli occhi poco attenti.

L’inchiesta in questione, infatti, presenta ben novanta indagati e molti di questi hanno legame con l’isola, a dimostrazione che un modus agendi che gli investigatori ritengono improntato all’illegalità aveva preso piede anche dalle nostre parti. Nel registro degli indagati risultano iscritti Domenico Ambrosino, Raffaella Ciccarelli, Ciro Colella, Salvatore Cigliano, Stefano Giuseppe Di Palma, Giovanni Giuseppe Di Scala, Giacomo Iacono, Rosita Iacono, Pasquale Lucci, Ciro Scotti, Carmine Matarese. E’ chiaro che va ricostruito il ruolo che ognuno di questi soggetti ha ricoperto nell’ambito di un’attività di indagine decisamente ampia ed articolata: diciamo subito in premessa che nella stragrande maggioranza dei casi potrebbe trattarsi anche di un qualcosa di estremamente marginale e di accuse alle quali gli stessi indagati riusciranno a dimostrare di essere estranei. Ma dall’elenco appare evidente come – a prescindere, lo ripetiamo, dall’entità dei fatti contestati – questa brutta storia abbia messo radici anche a Ischia.

Per capire quale ruolo potrebbero avere svolto gli indagati di casa nostra, è il caso di provare a rimettere ordine in una vicenda giudiziaria che ha suscitato enorme scalpore e che nei giorni scorsi ha visto protagonisti  carrozzieri, avvocati e procacciatori di clienti tutti uniti dal medesimo intento criminoso. Insomma, non mancava davvero nulla e nessuno in quella che era diventata una vera e propria banda dedita alle truffe assicurative e che ha visto la propria attività frenata dai carabinieri della Compagnia di Giugliano e dai colleghi della Stazione di Frattamaggiore a seguito di un’attività investigativa condotta dalla Procura di Napoli Nord. All’appello, ovviamente non mancavano nemmeno i falsi testimoni, vale la pena di ricordare che dieci erano state le persone finite agli arresti domiciliari.

Destinatari delle ordinanze sono stati Pasquale Capano, l’avvocato Francesco Lanzieri, Antonio De Muro, Rosario Dente, Luigi Esempio, Marco Lamagna, Achille Masullo, il meccanico Antonio Sanità e Salvatore Rocco. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Giugliano e della stazione di Frattamaggiore, svolte sotto il coordinamento della Procura diretta da Francesco Greco, sono andate avanti dall’ottobre del 2016 al settembre 2017, permettendo di scoprire almeno trenta episodi di truffa. Nel corso dell’inchiesta sono state denunciate ben novante persone. Il sodalizio, stando a quanto accertato da inquirenti e investigatori, era radicato a Napoli, e si avvaleva di persone disposte ad apparire, all’occorrenza, come responsabili o danneggiati; proprio a questo scopo producevano certificati medici di lesioni avvenute però in altre circostanze. Fondamentale per assicurare il buon esito della richiesta di risarcimento del danno era poi l’intervento dei carrozzieri, che simulavano danni ai veicoli, e degli avvocati, che promuovevano le cause davanti al giudice di pace, facendosi per questo aiutare dai falsi testimoni.

L’organizzazione era gestita da un irreprensibile avvocato e un perito assicurativo, capace di trasformare lesioni domestiche, o quelle che possono capitare magari nei lavoretti fai da tè, in danni fisici derivanti da incidenti stradali. Con relativo pagamento dei danni sia fisici che quelli alle vetture. Insomma il solito salasso fraudolento per le compagnie assicurative e che inevitabilmente finisce per far triplicare i costi assicurativi per gli automobilisti perbene.

Nell’elenco figurano Domenico Ambrosino, Raffaella Ciccarelli, Ciro Colella, Salvatore Cigliano, Stefano Giuseppe Di Palma, Giovanni Giuseppe Di Scala, Giacomo Iacono, Rosita Iacono, Pasquale Lucci, Ciro Scotti, Carmine Matarese

L’indagine era iniziata nell’ottobre del 2016, quando nel corso di un normale controllo dei carabinieri di Frattamaggiore fu fermato un automobilista trovato in possesso di un certificato medico del pronto soccorso del locale ospedale, intestato a un’altra persona. I militari intuirono subito che c’era qualcosa che non andava. Grazie anche alle intercettazioni telefoniche e all’acquisizione di documentazione assicurativa relativa alle richieste di risarcimento, tra l’ottobre del 2016 e il settembre del 2017 riuscirono a delineare nei minimi dettagli i meccanismi della truffa e i ruoli degli arrestati e dei denunciati. Tra questi diversi carrozzieri e falsi testimoni: con la complicità di alcuni avvocati si costruiva a tavolino il finto incidente, tanto da promuovere le cause civili di competenza del giudice di pace, innanzi al quale di volta in volta venivano citate in giudizio le malcapitate compagnie assicurative.

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