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Turismo, al Manzi le basi di un tavolo permanente per il rilancio dell’isola

CASAMICCIOLA TERME. – Coesione, unità d’intenti, collaborazione. Sono queste le parole su cui si è basata la riunione effettuata ieri mattina presso l’hotel Manzi tra associazione degli albergatori, assessori al turismo e un’ampia fascia di cittadinanza che di turismo vive e che è intenzionata a tutti i costi a trovare la formula giusta per individuare la luce in fondo a un tunnel preoccupante fatto di un’oscura crisi che continua a spaventare, e non poco. Gli addetti ai lavori quelli che a Ischia si occupano di ospitalità non sorridono ormai da tempo. Aspettano senza troppe speranze di radicale mutamento la primavera, sperando in un mutamento radicale. Ma i cambiamenti vanno governati e incentivati.

Negli ultimi anni la stagione turistica si è spaventosamente assottigliata, dai canonici 6 mesi fino agli striminziti 3-4 mesi che caratterizzano il turismo ischitano di questi anni. Troppo pochi per stare tranquilli. Una miseria per poter annunciare la fine di una crisi che pare essere divenuta ormai endemica, complicata da allontanare. Ed ecco quindi, con il giusto anticipo rispetto alla lontana, ma neanche tanto, nuova stagione turistica, che gli addetti ai lavori si organizzano, si incontrano e provano a individuare una strategia comune che possa finalmente portare nuovamente Ischia sulla rotta delle floridità economica, un progetto solido e ben congegnato che possa far riconquistare all’isola il posto che le spetta tra le regine del turismo internazionale.

Luca D’Ambra – neo presidente di Federalberghi Ischia – ha posto, assieme agli assessori al turismo dell’isola, le basi per un osservatorio permanente sul turismo, un tavolo dove i principali protagonisti dell’isola, che siano albergatori, ristoratori, rappresentanti politici e quanti abbiano una buona idea da sottoporre al giudizio comune, possano confrontarsi e decidere, sinergicamente,  da adottare per il sentiero da intraprendere per rafforzare Ischia e renderla appetibile ai turisti della penisola, ma anche a quelli internazionali. Un modo per consentire così un circolo virtuoso economico e sociale che dia una benefica ventata di benessere a un’isola che in quanto a bellezze non ha niente da invidiare alle mete più battute del mondo e che semmai paga lo scotto di aver avuto, nel corso degli anni, da diversi fronti, attacchi che ne hanno intaccato la  reputazione, ma non l’incanto.

Per il neo presidente di Federalberghi Ischia è fondamentale impegnarsi per effettuare un piano di sviluppo territoriale che possa essere davvero risolutivo, innovativo e determinante per le sorti dell’economia isolana. La voglia di coesione – a detta del presidente in carica da pochi mesi e che ha preso il testimone dalle mani di Ermando Mennella – c’è e va valorizzata quanto più possibile. L’incontro ha toccato, tra le altre cose, il tema della tassa di soggiorno, balzello imposto agli ospiti dell’isola che dovrebbe essere reinvestito in decoro urbano, promozione, pulizia, tutti elementi che non solo attirano turisti, ma che permetterebbero anche agli isolani di giovare di un territorio bello da vivere, in tutte le sue sfaccettature. Se non c’è cura per il territorio non c’è nemmeno vita per gli alberghi, questo il claim che sintetizza l’esigenza di questo tavolo di lavoro.

Affermazioni forse banali ma che invece, colpevolmente, sono fin troppo spesso ignorate su un’isola in cui per troppo tempo è mancata una visione comune di intenti che potesse rafforzare il profilo turistico ischitano su un mercato che nell’arco di pochi anni ha cambiato radicalmente volto e che ha premiato soprattutto quelle località che hanno saputo adattarsi, con competenza, velocità e lungimiranza alle nuove esigenze dei viaggiatori del terzo millennio. Ischia si è svegliata tardi, subendo contraccolpi duri, ma nulla è perduto a patto che progetti e assemblee come quelle di ieri mattina al Manzi, che hanno visto il gotha dell’isola riunirsi, possano determinare un cambio di rotta risolutivo e incisivo per il destino turistico dell’isola d’Ischia.

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Antonello De Rosa

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