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Turismo e futuro: un nuovo modo di pensare e agire

ISCHIA. «Ischia ha le potenzialità per un nuovo grande periodo di sviluppo e conta su un’esperta classe imprenditoriale alla quale bisogna dare fiducia diminuendo pressione delle tasse e sprechi nella pubblica amministrazione. Possiamo reagire al degrado e alla crisi, al gap di servizi e infrastrutture, camminando insieme uniti dal comune obiettivo della rinascita di Ischia»»: è il pensiero di Luciano Venia, promotore del Centro Studi sul Turismo. In vista della stagione 2016 ormai alle porte, il prossimo 4 marzo presso l’Hotel Re Ferdinando (ex Jolly), si terrà un convegno tra tutte le forze sociali ed economiche per confrontarsi su temi e proposte utili per un rilancio turistico dell’isola d’Ischia. Come si legge nell’invito, rivolto a tutti i cittadini, «serve una rivoluzione copernicana. Adesso. Immediatamente. O siamo in grado di dare un colpo d’ala per volare alto oppure saremo costretti al degrado continuo e inarrestabile già sperimentato negli ultimi anni. L’Unione delle forze economiche e produttive (lavoratori del commercio, del turismo e del terziario, professionisti, imprese e stakeholders) e dei cittadini (utenti, studenti, pensionati, contribuenti) è la via maestra da percorrere per allestire un programma partecipato e concreto volto al rilancio del sistema turistico dell’isola d’Ischia da presentare agli enti locali territoriali e alle istituzioni pubbliche.  Dunque per salvare Ischia, mantenere uno sviluppo sostenibile, puntare al benessere e all’interesse generale serve una larga condivisione e il varo di un programma strategico in grado di produrre maggiore coesione sociale e incremento del prodotto. Al fianco delle Istituzioni con un ruolo attivo e propositivo deve misurarsi la forza dei cittadini e prioritariamente quella delle imprese e dei lavoratori. Di ambiente si parla solo per le superate giornate ecologiche con qualche ora di stop al traffico nell’arco di un anno. Nessuna politica per il mare, nessuna visione per i trasporti, nessuna nuova concezione della viabilità. Nessuna implementazione di sistemi coordinati e integrati per la gestione manageriale delle infrastrutture e dei servizi turistici di supporto alla impresa privata. Niente di niente. Nessuna grande politica culturale. Solo parole sentite dire e rimaneggiate ma non comprese, scollegate, vacue, farfugliate e poi dimenticate. Quattro concerti, un po’ di mascherate, un po’ di tarantelle, quattro luci colorate a Natale, cose molto pregevoli ma insufficienti a dimostrare e dispiegare la forza del sistema Ischia. Lo sviluppo sostenibile, lungi dall’essere una definitiva condizione di armonia, è piuttosto processo di cambiamento tale per cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l’orientamento dello sviluppo tecnologico e i cambiamenti istituzionali siano resi coerenti con i bisogni futuri oltre che con gli attuali. Dobbiamo agire per la tutela dei bisogni di tutti gli individui, volti a raggiungere migliori condizioni di vita con la necessità e l’importanza di una maggiore partecipazione dei cittadini, per attuare un processo effettivamente democratico che contribuisca alle scelte». Venia cita la definizione attualmente ed ampiamente condivisa di sviluppo sostenibile contenuta nel rapporto Brundtland, elaborato nel 1987 dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo e che prende il nome dall’allora premier norvegese Gro Harlem Brundtland, che presiedeva tale commissione: «Lo sviluppo sostenibile impone di soddisfare i bisogni fondamentali di tutti e di estendere a tutti le possibilità  di attuare le proprie aspirazioni per una vita migliore. Ebbene ciò significa che abbiamo due missioni importanti da svolgere, assicurare all’isola di Ischia un nuovo lungo periodo di benessere e di sviluppo socio-economico e mantenere integro questo sistema naturale per trasferirlo assieme alle relative opportunità ed attività economiche alle nuove generazioni».

 

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