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Turismo, l’inizio agosto conferma lo stato di salute di Ischia

I dati sui flussi turistici dell’ultimo weekend sono in linea coi precedenti: 36.500 passeggeri in arrivo. Rispetto allo stesso fine settimana dello scorso anno, si registrano circa 5mila arrivi in meno

Siamo ormai al culmine della stagione turistica. I dati raccolti dal Circomare Ischia guidato dal Comandante Andrea Meloni relativi ai tre giorni dell’ultimo weekend parlano di 36.500 passeggeri sbarcati sull’isola, a fronte di 28mila in partenza. Dati che, messi a confronto con quelli dell’analogo periodo dello scorso anno, segnano una leggera flessione: nel 2019 erano stati 42mila i passeggeri in arrivo (33mila quelli in partenza), mentre a livello di veicoli c’è una certa equivalenza, con circa 3500 auto in arrivo e 2200 in partenza.

Fra l’altro, questo è stato il primo weekend con la rimodulazione oraria delle corse serali, misura adottata in modo tale da garantire un maggior distanziamento dei passeggeri nella fascia di maggiore afflusso per le partenze domenicali. I dati del weekend sono in linea con quelli di fine luglio, e come allora la diminuzione si spiega con la generale difficile congiuntura dovuta all’emergenza sanitaria, al punto che la riduzione non è neanche eccessiva. Inoltre, questo è il periodo in cui l’isola diventa meta soprattutto del turismo di provenienza nazionale, anzi, in particolare di provenienza campana: quel turismo “di prossimità” che probabilmente compenserà le perdite dovute alla minore propensione generale agli spostamenti tra una nazione e l’altra, e tenderà forse a minimizzare le differenze con la stagione precedente. Come si ricorderà, a luglio la differenza tra 2019 e 2020 si è attestata sul 25%, e c’è da credere che a fine agosto tale percentuale sia minore.

Certo, proprio in questi giorni, con i fatti di cronaca che hanno innescato l’annuale dibattito circa la (scarsa) qualità del turismo che Ischia è in grado di attirare, è lecito ancora una volta dubitare sugli effettivi benefici di tali flussi per il territorio, ma se non si è mai stati capaci di invertire la tendenza in tempi “normali”, quando i numeri premiavano Ischia pur senza alcuna adozione di una reale strategia comune, è ancora più pleonastico coltivare tali scontati dubbi (e ancor di più le polemiche) in una situazione tutto sommato d’emergenza come quella attuale. Il covid-19, si è detto, potrebbe essere un’occasione per ripensare i logori approcci tradizionali che gli imprenditori locali continuano ad applicare: il pessimismo tende a prevalere, ma per le analisi approfondite ci sarà tempo.

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