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Turismo, unità per l’isola: abbiamo già perso decenni

DI BENEDETTO VALENTINO

Nella competizione che ha portato all’elezione del nuovo presidente di Federalberghi vorrei partire da una considerazione (forse) in controtendenza. Va dato un merito a Riccardo Sepe Visconti: essere riuscito con una chiara provocazione a compattare l’associazione di Impresa più importante dell’isola. Con la candidatura di un esterno, completamente fuori dal tradizionale contesto, è infatti riuscito a far ritrovare quella compattezza e unità che erano smarriti da tempo. Con il neo presidente Luca D’Ambra, giovane e dinamico imprenditore dei giardini Ravino, l’associazione può essere rilanciata e assurgere a quel ruolo di guida che gli compete. E allora avrei davvero piacere che fosse proprio lo stesso D’Ambra unitamente al nuovo direttivo a  ritagliare un ruolo per Riccardo Sepe Visconti perché, una volta terminata la battaglia elettorale, è giusto riunire tutte le forze e le risorse, compreso Ermando Mennella che tanto si è prodigato, spesso in solitudine, per non far sfigurare e non far morire questa storica realtà isolana.

Poiché ho seguito sin da ragazzino le cronache locali, ricordo che negli settanta l’associazione albergatori e parimenti quella dei commercianti rappresentavano l’autentico fulcro attorno a cui ruotava l’intera promozione turistica dell’isola ma anche l’intero territorio in tutte le sue sfaccettature. Le associazioni rappresentavano di fatto il braccio operativo dei Comuni e soprattutto dell’azienda turismo. La partecipazione alle fiere, gli eventi, la programmazione erano “cose serie” a cui si dedicavano i vari Raffaele Sena, Michele Morgioni, e tanti altri illustri nostri concittadini. Figure di spessore quali Deuringer, Umberto di Meglio ed altri assicuravano con la guida dell’azienda turismo una programmazione unitaria dell’isola.

Poi, terminata questa fase di autentico splendore l’azienda ha dapprima perso peso poi ha finito con l’essere cancellata, dopo oltre vent’anni caratterizzati da una lunga agonia all’insegna di inutili commissari. Da ben due decenni tutto quanto afferisce la sfera della programmazione e degli eventi è stato delegato ai Comuni con una frammentazione che purtroppo certo non giova all’isola. Anzi, la stessa è assolutamente deleteria ed il calo lento ma inesorabile delle presenze ma soprattutto del target qualitativo dei nostri ospiti sono due indici inequivocabili e per questo facilmente riscontrabili. Ecco perché auspico che il neo presidente D’Ambra possa far ripartire il mio tanto agognato Distretto turistico. Lo strumento c’è , basta attivarlo. Ma, se non piace questo nome, se ne faccia un’altro, ma si faccia qualunque cosa per dare a Ischia un ente unitario. Abbiamo già perso decenni.

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