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Tutta la verità sul sottosuolo, ecco i risultati della microzonazione di Casamicciola

ESCLUSIVO - La relazione condotta dai geologi Toscano, Cuccurullo e D’Anna ha monitorato in maniera scientificamente analitica il territorio della cittadina termale martoriato dal sisma del 21 agosto 2017

Sono ufficiali, e contengono tutta la verità. Una verità importante, decisiva per il futuro stesso di Casamicciola Terme e di quell’area che venne fortemente martoriata e devastata dal terremoto del 21 agosto 2017. La relazione illustrativa sulla microzonazione condotta nella cittadina termale è stata portata a compimento, peraltro nei tempi che erano stati garantiti dal commissario alla Ricostruzione, Carlo Schilardi. Un documento di oltre trecento pagine e che porta la firma dei dottori geologi Antonio Toscano, Francesco Cuccurullo e Antonio D’Anna.

Ovviamente, come capirete, parte dello studio resta debitamente ancora molto riservato ma noi ci dedichiamo alle considerazioni finali. Nelle stesse si legge in premessa che “lo studio di terzo livello di microzonazione sismica per il territorio comunale di Casamciciola Terme ha permesso di pervenire ad una microzonazione approfondita del territorio indagato basata su metodologie analitiche di analisi di tipo quantitativo. Lo studio è stato condotto con acribia (termine che indica meticolosa precisione, ndr) sulla scorta di un continuo scambio di informazioni, dati e interpretazioni, con la struttura di supporto coordinata dal CNR IGAG per il centro MS, attraverso differenti fasi operative che possono essere così riassunte: analisi geologica, geomorfologica, litostratigrafica e geologico-tecnica del territorio comunale sulla base della bibliografia recente, lavori pubblici e privati; definizioni di un accurato piano di indagini sia geognostiche che soprattutto geofisiche finalizzate a quantificare la risposta sismica locale in maniera omogenea per il territorio oggetto di studio e che hanno integrato la campagna geofisica pregressa; elaborazione dei dati ottenuti in cantiere con successiva formulazione delle MOPS (Microzone Omogenee in Prospettiva Sismica, ndr) e definizione di un modello del sottosuolo; elaborazione del Modello di sottosuolo definitivo; elaborazione di simulazioni numeriche 1D e 2D (queste ultime a cura del centro MS); definizione della Modellazione sismica terzo livello per l’area di studio; redazione delle tavole conclusive della presente relazione illustrativa”.

Nel passaggio successivo la relazione dei geologi scende nel dettaglio e si legge che “l’analisi effettuata ha permesso di suddividere il territorio di interesse in numero otto microzone omogenee in prospettiva sismica, per le quali sono stati definiti sufficientemente i modelli geologici e sismici, sia delle coperture sia del substrato geologico e a cui sono stati attribuiti i rispettivi fattori di amplificazione del moto sismico. Tutto lo studio di Terzo Livello, pertanto, ha avuto il fine di quantificare l’amplificazione sismica delle microzone ed è stato svolto rispettando quanto indicato dal disciplinare di incarico sfruttando, al contempo e al massimo, tutte le informazioni e le conoscenze disponibili derivante dalle indagini pregresse e quelle svolte”.

Poi gli autori della relazione aggiungono: “Il piano di indagini svolto ha consentito di rilevare, in particolare, profili sismo stratigrafici rappresentativi che hanno consentito di individuare le MOPS in relazione a vari fattori, quali: posizione del substrato sismico; posizione del substrato geologico; spessore delle coperture date da materiale di riporto, depositi di versante ed eluvio colluviali, e sabbie piroclastiche. Per quanto riguarda le instabilità di versante, oltre ad una dettagliata analisi storica, sono stati rilevati – attraverso il rilevamento geologico – due movimenti gravitativi recenti, mentre le frane cartografate dal PAI e dall’IFFI sono state rappresentate senza variazione alcuna . In dettaglio il presente studio di terzo livello di microzonazione sismica ha evidenziato una significativa predisposizione ad effetti di amplificazione sismica in alcune aree del territorio comunale”.

Un aspetto questo particolarmente considerevole, anche se in fondo non stupisce certo. Successivamente i tecnici scrivono che “dalle tre carte di microzonazione sismica di terzo livello redatte si riscontra come le frazioni comunali oggetto di studio mostrino una situazione abbastanza diversificata. Infatti i valori più elevati di FA (per tutti e tre i differenti periodi di interesse presi in esame) sono sempre attribuibili alla MOPS 2002 relativa all’area di Piazza Maio ed alla Zona Rossa, verosimilmente a causa delle particolari condizioni geostrutturali che le caratterizzano e che corrispondono altresì alle aree maggiormente danneggiate dall’evento sismico del 21 agosto 2017 e da quelli storici.

In quest’area il graben strutturale ha consentito l’accumulo di notevoli spessori di materiali eterogenei tipici di depositi di debris flow e debris avalanche, nell’ambito dei quali il fattore di amplificazione è risultato il più elevato riscontrato, compreso tra 2.22 e 3.22, per tutti e tre gli intervalli di periodo considerati. Valori più bassi di Fattori di Amplificazione sono attribuibili invece all’area della Grande Sentinella (MOPS 2001) ed a quella del porto e delle antiche terme (MOPS 2003). Nelle suddette gli effetti di sito sono stati e possono essere determinati anche dall’effetto topografico dovuto alla presenza degli alti strutturali”. Poi si tirano le somme: “La microzona, per le quali gli effetti di amplificazione del segnale sismico sono caratterizzati da una minore discrepanza (da 1.33 a 1.76 nei tre intervalli di periodo considerati), è la MOPS 2005, ubicata alle pendici del Rotaro, contraddistinta da depositi eluvio colluviali e limo sabbiosi con spessori da cinque a venti metri, poggianti su sub strato di lave”.

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