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Udienza di convalida per Raffaele Napolitano

ISCHIA. Si svolgerà stamane l’udienza di convalida d’arresto per Raffaele Napolitano, il cittadino isolano accusato di aver cagionato la morte della compagna, Renata Czesniak. Sono ancora tanti gli aspetti da chiarire nella spiacevole vicenda accaduta tra sabato e domenica, culminata nella caduta poi risultata fatale per la 43enne di origine polacca. L’accusa mossa dal pubblico ministero nei confronti di Napolitano è di omicidio “preterintenzionale”, che nel linguaggio giuridico significa aver commesso un delitto di una gravità ulteriore rispetto a quella  che era l’intenzione dell’autore. Resta comunque un’accusa molto pesante, per giunta con l’aggravante: per la difesa dell’indagato, sostenuta dall’avvocato Daniele Trofa, non sarà affatto semplice provare a limitare i danni in questa fase cautelare. L’obiettivo con tutta probabilità è quello di mitigare la misura della custodia in carcere, puntando a ottenere gli arresti domiciliari, ma non ci si nasconde che il sentiero, per la difesa, è davvero molto stretto. Verosimilmente si punterà a evidenziare il contesto nel quale è maturata la tragedia, l’atteggiamento collaborativo nelle fasi successive all’evento, l’apparente assenza dell’uso di qualsivoglia oggetto atto a offendere, come proverebbe anche l’assenza di  segni di violenza sul corpo della donna. Intanto l’indagato si è dichiarato innocente e ha ribadito di non averla mai colpita. Le indagini dovranno diradare i mille dubbi e le zone d’ombra di una vicenda che ha scosso la comunità isolana, dove i due sono piuttosto conosciuti, non solo per il rapporto, eufemisticamente definibile come “burrascoso”, che li legava. Una lite degenerata, una spinta(negata dal Napolitano) o invece un malore durante un’accesa discussione. L’autopsia forse farà luce in un’indagine dove all’azione dei Carabinieri della Stazione di Ischia guidati dal Comandante Angelo Pio Mitrione si è aggiunto l’intervento dei Ris, il Reparto Investigazioni Scientifiche, sbarcati sull’isola per raccogliere ogni minimo indizio utile a chiarire le opacità degli ultimi minuti di vita della donna.  Prematuro, dunque, lanciarsi in ipotesi circa il ruolo di eventuali assunzioni di farmaci, alcol o, peggio, di sostanze stupefacenti, nel dramma consumatosi nell’abitazione di Casapena, dove l’intervento degli addetti del 118 nulla ha potuto per strappare alla morte Renata Czesniak.

 

 

 

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