CULTURA & SOCIETA'

Umberto a Mare conquista la stella Michelin

Il ristorante foriano entra nell’élite della gastronomia nazionale. Un riconoscimento che premia tre decenni di lavoro dei fratelli Regine: la cucina di Vincenzo Pietroluongo porta l’isola sotto i riflettori della Guida Rossa

DI GUIDO INVERNIZZI

La Guida Michelin 2026 porta con sé una notizia destinata a segnare la storia gastronomica dell’isola: il ristorante “Umberto a Mare” di Forio ha ufficialmente ottenuto la sua prima stella Michelin, un riconoscimento che suggella decenni di passione, dedizione e qualità. Per chi conosce la ristorazione ischitana, il risultato non arriva come una sorpresa. Da diversi anni Marco Regine e il figlio Fabrizio guidano questo luogo iconico con un equilibrio raro tra tradizione, ricerca e accoglienza. Il ristorante, affacciato su uno dei panorami più suggestivi dell’isola, è da tempo considerato un “posto del cuore” per ischitani, turisti e appassionati di cucina che cercano un’esperienza capace di unire la magia del luogo alla finezza dei piatti. La stella arriva grazie al lavoro dello chef Vincenzo Pietroluongo, che ha saputo interpretare l’identità del ristorante con una cucina elegante, contemporanea ma profondamente radicata nella memoria gastronomica dell’isola. Un percorso fatto di equilibrio e personalità che ha convinto gli ispettori della Rossa e ha regalato a Forio un motivo in più per essere orgogliosa. Congratulazioni vivissime, dunque, a un team che ha reso grande il nome di Ischia e che con questa stella entra di diritto tra le eccellenze del panorama nazionale. Con Umberto a Mare diventano 4 i ristoranti stellati dell’isola considerando che sono state confermate le due stelle del ristorante Danì Maison, la stella dell’Indaco e la stella verde del Mirto.

Con Umberto a Mare diventano 4 i ristoranti stellati dell’isola considerando che sono state confermate le due stelle del ristorante Danì Maison, la stella dell’Indaco e la stella verde del Mirto

Il successo di Umberto a Mare si inserisce in un quadro regionale estremamente positivo. Secondo i verdetti della Guida Michelin 2026, presentata a Parma, la Campania conferma il proprio ruolo di territorio d’eccellenza, capace di rinnovarsi pur mantenendo intatta una tradizione gastronomica solida e riconosciuta nel mondo. Dopo gli exploit degli ultimi anni, la regione non cresce solo in termini numerici, ma consolida una presenza qualitativa di altissimo livello, arricchita da alcune novità di grande rilievo. Tra queste spicca la stella conquistata da Alain Ducasse per il ristorante dell’hotel Romeo di Napoli, affidato alla mano sapiente dello chef Alessandro Lucassino, interprete fedele ma creativo della visione culinaria del maestro francese. Un traguardo che rimargina la delusione dello scorso anno e segnala la centralità crescente di Napoli nella mappa gastronomica italiana. Oltre alle prime stelle, la Campania può festeggiare anche l’exploit di un suo talento in trasferta: Francesco Sodano, originario di Somma Vesuviana, ottiene la seconda stella Michelin al ristorante Famiglia Rana di Oppeano, in provincia di Verona. Per Sodano si tratta di un ulteriore passo in una carriera già luminosa, segnata dall’esperienza al Faro di Capo d’Orso in Costiera Amalfitana.

L’ottima performance regionale è arricchita da una serie di special award che confermano la qualità del personale di sala e di pasticceria. Il Premio Speciale per il Servizio va a Giulia Tavolaro, storica anima del ristorante Maxi dell’hotel Capo La Gala di Vico Equense, punto di riferimento del fine dining campano. La stella della pasticceria prende invece il volto di Anna Lara Dipino, de La Caravella di Amalfi, erede della tradizione familiare guidata dal padre Antonio. Riconoscimento anche per Fabrizio Mellino dei Quattro Passi di Nerano, giovane figura già affermata nella ristorazione nazionale e internazionale. In questo contesto, la stella assegnata a Umberto a Mare non è solo un traguardo personale, ma anche un simbolo dell’eccellenza diffusa che l’isola d’Ischia può offrire. La notizia rafforza la posizione dell’isola come meta gastronomica d’eccezione, capace di coniugare natura, tradizione e alta cucina. Per Forio e per l’intera comunità ischitana, è un motivo di orgoglio e un riconoscimento al valore di una ristorazione che sa innovare senza perdere la propria identità. E per i fratelli Regine e il loro team, la stella Michelin rappresenta una conferma attesa, meritata e, soprattutto, condivisa da tutti coloro che, negli anni, hanno amato e sostenuto questo straordinario angolo di bellezza sul mare.

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