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Un anno di Case dell’Acqua, che numeri: in giro 66.000 bottiglie in meno

di Corrado Roveda

BARANO. Circa 1000 schede distribuite, oltre i 100mila litri d’acqua erogati in un anno. Tradotti in bottiglie di plastica da 1,5 litri fanno all’incirca 66mila pezzi in meno rispetto al 2015. Mettendole in fila una dietro l’altra ci si copre la distanza che separa Napoli da Berlino, circa 1600 chilometri. Il loro peso è di oltre 2 tonnellate. Ognuna di quelle bottiglie, se conferite in discarica, impiegherebbe in media 500 anni a decomporsi, 1000 anni qualora dovesse finire in mare.

«Direi che i risultati sono incoraggianti» dichiara il sindaco di Barano, Paolino Buono quando legge i dati incrociati di un anno di “Case dell’Acqua” a Barano. Il comune collinare è stato il primo sull’isola a sperimentare il progetto. Importato dal centro Italia, dove è operativo da almeno un decennio con risultati sorprendenti, anche sotto il profilo economico, sembra aver attecchito anche sull’isola. Sia Serrara Fontana che Forio hanno inaugurato le loro. Nei prossimi mesi potrebbe seguire anche Ischia, mentre Casamicciola e Lacco Ameno restano sullo sfondo.

Certo, i numeri sono ancora lontani dai circa 7 milioni di litri d’acqua erogati nella sola Perugia, apripista nazionale sulle politiche di riduzione del consumo di plastica attraverso le case dell’acqua. Ma è più in generale l’Umbria ad essere avanti un decennio rispetto al resto della Nazione, con oltre 12milioni di litri erogati ogni anno, pari a 8,2 milioni di bottiglie di plastica in meno immesse sul mercato, cioè qualcosa come 264 tonnellate di plastica risparmiata o non rimessa in commercio.

«Tra gli obiettivi che ci eravamo fissati quando decidemmo di avviare il progetto – aggiunge il primo cittadino di Barano –  c’era soprattutto il fattore ecologico, oltre al servizio alla cittadinanza. Sapevamo che ci sarebbero state delle ricadute positive, ma confesso che questo dato è sorprendente». Pensata principalmente come una operazione per rimpinguare le casse comunali, il progetto legato alle case dell’acqua di Barano sta insomma avendo ricadute significative soprattutto sull’ambiente e sulla gestione complessiva del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

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Sono appena seimila euro d’incasso complessivo, cifra che rappresenta un bilancio al di sotto delle aspettative, come fanno sapere dalla Casa Comunale. «Sono numeri che non ci soddisfano – spiega il Sindaco Paolino Buono – ma dobbiamo doverosamente fare autocritica per una serie di difficoltà di funzionamento degli impianti in questo primo periodo. Ora tutti problemi sono stati superati e puntiamo a migliorare il servizio così come spero per il tam tam tra i cittadini affinché dia un significativo aumento al numero dei litri erogati».

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Delle due case dell’acqua, quella di Fiaiano sembra dare maggiori problemi. «È collegata direttamente alla sorgente di Buceto, quindi ci sono delle difficoltà tecniche da superare, soprattutto sulla pressione idrica che deve essere costante» suggeriscono dal Municipio di Barano. In un anno si sono contati sette diversi malfunzionamenti. In almeno un paio di occasioni, i punti di distribuzione dell’acqua purificata sono stati fuori uso per una decina di giorni prima che la ditta che ha vinto l’appalto riuscisse a rimetterle in funzione.

«Quando funzioneranno a pieno regime quei dati saliranno ancora» dichiarano fiduciosi dall’amministrazione. Intanto, alcune delle ricadute positive si sono già avvertite sul territorio. Meno plastica significa costi minori per il conferimento in discarica dei rifiuti e, a tassazione invariata, significa più risorse da destinare al territorio per manutenzione, pulizia, spazzamento. Meno plastica ed un paese più pulito, oltre ad acqua pubblica e fruibile a tutti. Sembra quasi un claim da campagna elettorale. Ma su questi temi nessuno ha voglia di speculare. «Siamo politici, ma prima di tutto cittadini e genitori. Il nostro obiettivo è educare all’eco-sostenibilità. A Barano ad esempio abbiamo installato panchine in plastica riciclata. Sono piccoli interventi, ma danno la dimensione dell’attenzione sempre crescente sulle politiche legate all’ambiente e al territorio».

 

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