Statistiche
CRONACA

Un avvocato isolano come difensore della vedova di Rega

Si tratta di Massimo Ferrandino, che ha assistito all’esame autoptico di Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere dei carabinieri ucciso con undici coltellate venerdì scorso a Roma in zona Prati

Una vera e propria tragedia, una vicenda di cui da giorni parla ormai non soltanto l’Italia, ma il mondo intero. Ci riferiamo dell’omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, ucciso da un americano. L’autopsia eseguita sulla salma dell’esponente dell’Arma ha consentito di appurare che sono state undici e non otto, come appariva inizialmente, le coltellate inferte dall’assassino. L’esame autoptico che ha portato a far emergere questo altro dato si è svolto presso l’istituto di medicina legale del Verano a Roma. A causare la morte del carabiniere, dunque, una forte emorragia. La vicenda in questione vede tra i protagonisti anche un nostro concittadino. Si tratta dell’avvocato Massimo Ferrandino, legale di fiducia della vedova di Mario Cerciello Rega, che era presente all’esame. Il professionista, fratello dell’eurodeputato Giosi Ferrandino, ha confermato alle agenzie di stampa che il numero di fendenti era superiore a quello previsto inizialmente e poi relativamente alle indagini tuttora in corso ha voluto sottolineare: “Siamo alle battute iniziali di una indagine delicata e complessa, per questo lasciamo lavorare nella massima serenità gli inquirenti che stanno operando in maniera seria e scrupolosa”. A difendere la vedova Rega ci sono anche Ester Molinaro (che, come abbiamo personalmente appurato, è soltanto omonima del noto avvocato isolano Bruno Molinaro) e un nome di spicco quale il prof. Franco Coppi.

In effetti non ci sono dubbi sul fatto che l’attività investigativa sia ancora agli inizi, anche perché in molti sostengono che la ricostruzione di quanto accaduto convinca decisamente poco. Quello che fin qui appare evidente è che l’ultima frase pronunciata dal carabiniere Mario Cerciello Rega sarebbe stata una richiesta di iuto mentre il giovane turista statunitense lo colpiva a morte. Il suo collega, Andrea Varriale, era impagnato in una colluttazione con l’altro ragazzo americano (ma di origini italiane) Gabriele Natale Hjorth. L’accusa di omicidio pende adesso sul capo di Eider Finnegan Linee, mentre l’amico dovrà difendersi dal reato di concorso in omicidio. Il delitto si è consumato venerdì scorso nella centralissima zona Prati.

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Back to top button
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex