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Un business sulle ruspe, le ombre della Di Scala

L’ex consigliere regionale evidenzia i dubbi per l’inusitata differenza tra i costi di demolizione ipotizzati dal Comune e quelli fissati dalla Procura. Nel mirino anche la mancata rotazione nelle nomine di ditte e tecnici incaricati

L’anomalia era stata notata in tutta la sua evidenza già in tempi non sospetti. Tuttavia i contorni della questione assumono sempre più i tratti di una circostanziata denuncia, in questa guerra di nervi sorta intorno alla paventata demolizione della casa del signor Domenico De Siano. I costi dell’operazione di abbattimento, quantificati in circa centomila euro, a dispetto della cifra enormemente inferiore ipotizzata dal Comune di Forio (poco più di ventimila euro) sono stati oggetto di un’attenta riflessione critica da parte dell’avvocato Maria Grazia Di Scala, ex consigliere regionale nelle file di Forza Italia, che ha illustrato le anomalie riscontrate non soltanto nel caso specifico, ma più in generale nell’intero fenomeno delle demolizioni, dietro al quale secondo numerosi addetti ai lavori si delineerebbe un “affare”, al punto da ipotizzare almeno due ordini di opacità:

Ruspa

«Certo, esistono dei punti oscuri – spiega l’avvocato Di Scala – che sono già stati evidenziati. Un affare, perché c’è una enorme discrepanza, non certo nell’ordine delle centinaia di euro, ma addirittura di varie decine di migliaia tra il preventivo stilato dal Comune di Forio per la demolizione, e quello del tecnico indicato dalla Procura, che viene pagato con una somma fissa, il quale ha quantificato l’operazione in una cifra che di fatto è pari a cinque volte quella ipotizzata dal Comune, compreso il suo compenso. Di fronte a tale circostanza, è legittimo porsi due domande: innanzitutto, perché la cifra occorrente viene quintuplicata, se a demolire è la Procura? Si tratta della demolizione di un fabbricato a un solo piano, in una zona tutt’altro che impervia, bensì facilmente accessibile dai mezzi meccanici. Resta quindi incomprensibile l’enorme differenza di costo rispetto alla demolizione condotta dal privato o dal Comune di Forio. Il secondo punto, che rimane oscuro, riguarda la nomina delle stesse ditte e degli stessi tecnici da parte della Procura che per una questione di trasparenza – a prescindere dall’eventuale normativa – sarebbe opportuno seguisse un criterio di rotazione per le ditte e i tecnici incaricati, ad esempio in base alle zone o alla tipologia di fabbricato. Finora, nell’esecuzione delle varie r.e.s.a. mi è capitato di vedere sempre i nomi delle stesse ditte e dello stesso tecnico».

Interrogativi finora senza risposta, che si collocano nell’intricato mosaico della mappa delle demolizioni che grava sui nostri territori, visto che in questo 2021 altri ordini di esecuzione dovrebbero essere applicati in vari comuni dell’isola. Ordini contro cui si sono mossi, come è noto, sindaci, avvocati e consiglieri regionali, per chiedere una difficile sospensiva almeno fino a quando durerà la fase dell’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia. Difficile, vista la fredda reazione in ambienti parlamentari all’annuncio dell’iniziativa: come leggete in altra parte del giornale, è stato fissato a lunedì prossimo l’incontro dei sei sindaci isolani con il presidente della Regione Vincenzo De Luca. Un incontro voluto anche per tentare di concordare una misura per la sospensione degli abbattimenti, ma vista la mancanza di identità di vedute in casa dem, la missione si prospetta a dir poco improba. E a quel punto, per la casa di via Calosirto potrebbe essere ormai troppo tardi.

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