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Un focus sulla scuola del futuro

Presso la Sala Conferenze dell’IPSAR “V. Telese”, si è tenuta una giornata di studio e formazione sul tema dell’Intelligenza Artificiale e dell’innovazione didattica a cura del Prof. Lorenzo Redaelli

Più della metà della popolazione mondiale utilizza oggi l’intelligenza artificiale (AI) e la sua diffusione è aumentata esponenzialmente negli ultimi anni.Ma cosa si intende per intelligenza artificiale? Sostanzialmente è un processo attraverso cui le macchine e i sistemi informatici simulano i processi di intelligenza umana. L’AI funziona analizzando enormi quantità di dati per identificare schemi e relazioni attraverso algoritmi e reti neurali, in modo simile al cervello umano.

Essa viene “addestrata” su grandi set di dati (testi, immagini, audio) e sulla base di quanto appreso, l’intelligenza artificiale può svolgere azioni concrete sempre su nostro comando, come sviluppare testi, creare immagini e video, pianificare lezioni ecc…La più celebre è ChatGPT, ma ce ne sono altre come Meta AI e Google Gemini che stanno avendo un’accelerazione notevole in fatto di utenti. Le nuove generazioni, i cosiddetti nativi digitali, sono sempre più interconnessi tra di loro grazie alle tecnologie più avanzate che permettono di fare attività definite come fantascienza fino a qualche decennio fa. Smartphone, pc e tablet ormai fanno parte della vita quotidiana di ognuno di noi e i giovani hanno una grande dimestichezza con questi strumenti. In tale contesto, l’intelligenza artificiale sta entrando molto velocemente nelle scuole, portando con sé una serie di opportunità, ma anche di interrogativi.Da un lato, gli strumenti di AIpermettono di personalizzare i percorsi di apprendimento, offrire supporto agli studenti in qualsiasi momento e dare agli insegnanti nuovi metodi di lavoro. Dall’altro, però, ci sono vari rischi da non sottovalutare. Un uso poco attento dell’intelligenza artificiale, ad esempio, può indebolire le capacità critiche degli studenti.Di questo e di molto altro si è parlato nell’incontro “Innoviamo la didattica, digitale ed AI in classe”, tenutosi presso l’Istituto Telese a cura del Lorenzo Redaelli, docente, formatore e autore del volume “La classi potenzIAta”. L’evento si è svolto in due sessioni: la mattina il Prof. Redaelli si è interfacciato con gli studenti e le studentesse dell’istituto, mentre nel pomeriggio ha avuto luogo l’incontro di formazione/aggiornamento rivolto ai docenti. Siamo stati alla sessione mattutina in cui c’è stato un momento di incontro/stimolo con le classi presenti. Ad aprire i lavori il dirigente dell’Istituto Telese Mario Sironi che ha posto l’accento sulle possibilità offerte dalle AI e sui pericoli che in esse si nascondono. Per Sironi è necessario utilizzare l’intelligenza artificiale con consapevolezza e i ragazzi in questo percorso devono essere seguiti dai loro docenti.

Per il Prof. Lorenzo Redaelli siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione: «L’intelligenza artificiale, piaccia o no, è una realtà sempre più presente nella nostra società e tra qualche anno sarà impossibile farne a meno. A livello scolastico rappresenta una grande sfida ed è necessario imparare a farne un uso corretto e ponderato. Le AI, come tutti gli strumenti, non sono né positive né negative perché dipende dall’utilizzo che ne facciamo e il mio intervento di oggi è rivolto sia agli studenti che ai docenti». Ha proseguito focalizzando la sua attenzione su alcuni temi: «Grazie all’intelligenza artificiale i professori possono realizzare lezioni interattive e condivise con altri colleghi al fine di rendere più stimolanti i concetti per i ragazzi. Inoltre, come spiego nel mio libro ‘La classe potenzIAtaComprendere e applicare l’Intelligenza Artificiale in classe’, le AI possono servire a un docente per realizzare percorsi di apprendimento personalizzati a seconda degli studenti che si ha di fronte. Lo stesso concetto si può applicare alle classi se si tratta di scuole medie o superiori. L’importante è sapere che l’AI fa cose che noi già sappiamo, ma con la sua velocità di esecuzione ci permette di ottimizzare i tempi e dedicarci ad altri aspetti della didattica. Anche i ragazzi possono trarre notevoli benefici grazie all’intelligenza artificiale. Devono vincere la tentazione di farsi fare i compiti perché hanno accanto un tutor h24 che può aiutarli a capire concetti, procedimenti e nozioni». Il Prof. Lorenzo Radaelli ha concluso: «È fondamentale che le nuove generazioni imparino a usare correttamente l’intelligenza artificiale al fine di entrare nel mondo del lavoro che, oggi più che mai, richiede competenze molto precise. L’intelligenza artificiale non deve farci paura, anzi dobbiamo aprirci a questa nuova realtà e imparare ad usare uno strumento che negli anni a venire ci servirà tantissimo nelle attività quotidiane. Molti di noi usano le AI senza nemmeno accorgersene e credo che una maggiore consapevolezza sia necessaria. La scuola, in questo senso,è cruciale perché svolge un ruolo attivo nella crescita degli studenti e delle studentesse».

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