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Un largo per Peppe Varchetta, difensore dei diritti dei diversamente abili

di Isabella Puca

Ischia – Sono stati tanti gli amici accorsi per onorare la memoria di Peppe Varchetta, difensore dei diritti dei diversamente abili, al quale, ieri mattina, l’Amministrazione Comunale di Ischia ha voluto intitolare un largo all’interno della Pineta Mirtina. «Giuseppe – ha detto il Sindaco Enzo Ferrandino – era un ragazzo umile e di grande dignità e nella sua breve vita è sempre stato d’insegnamento rispetto a quello che era il suo problema che lui viveva nella quotidianità. Ha sempre vissuto il suo disagio con dignità e orgoglio, non si preoccupava solo per sé, ma ha portato avanti una legittima battaglia civile finalizzata ad abbattere quelle che sono le barriere architettoniche che impediscono gesti quotidiani a chi è in carrozzella». Peppe Varchetta, a bordo della sua carrozzella che chiamava “la sua Ferrari”, accompagnato dalla sua inseparabile cagnolina Duchessa, per gli amici Duchy, amava girare per la sua isola segnalando quelle che erano le barriere architettoniche da abbattere attraverso un gruppo Facebook da lui creato “Passeggio libero”.  «Da uomo delle istituzioni – ha continuano il Sindaco – guardando la grande dignità di Giuseppe mi sento colpevole di non avere avuto la giusta sensibilità rispetto a legittime istanze che pervengono da parte di persone che sono meno fortunate di noi. Grazie al contributo e all’onestà intellettuale dl professore Brischetto, abbiamo intrapreso un dialogo stretto con le Associazioni presenti sul territorio per cercare di essere più incisivi rispetto  a questa attività. Abbiamo risorse esigue, non bastevoli per rendere il nostro paese a barriera zero, ma l’impegno che stiamo cercando di profondere è finalizzato, con la disponibilità di risorse, sia umane che economiche, a migliorare il nostro paese sotto questo punto di vista. Su invito di Gennaro Savio, abbiamo deciso di intitolare questo largo alla sua memoria così che, noi tutti, quando passeremo da questa zona potremo ricordare e moltiplicare gli sforzi per cercare di essere più incisivi per l’eliminazione delle barriere architettoniche». Mariateresa, sorella di Giuseppe insieme col suo papà e con il Sindaco, hanno così svelato la targa tra gli applausi dei tanti presenti. «Oggi – ha detto commossa ai presenti Mariateresa – non c’è sole però vedo tanto amore e sensibilità verso questi problemi di chi vive in carrozzina. Giuseppe ha accettato la sua malattia, era n ragazzo intelligente, ma voleva affrontare la sua vita con dignità e denunciava tutto ciò che glielo impediva. In Gennaro Savio ha trovato un amico e un combattente, qualche battaglia insieme l’hanno vinta qualche altra si vincerà grazie al Sindaco che ha permesso di ricordare Peppe come un combattente». Sulla targa Peppe Varchetta è infatti ricordato come il difensore dei diritti dei diversamente abili. È stata sempre sua sorella a raccontare un aneddoto che ci deve far riflettere su quanto il nostro paese sia purtroppo poco sensibile alla tematica della disabilità. «Rientrando a casa, un giorno, era molto turbato. Dovette stare mezz’ora fermo sul marciapiede perché una macchina parcheggiata sullo scivolo non gli permetteva il passaggio. Prese il numero della targa, aspettò mezz’ora per individuare il responsabile e quando arrivo questa persona lo insultò e lo minacciò. Ricordo che Giuseppe tornò a casa pieno di lacrime, andò dai Carabineri che gli promisero che avrebbe ricevuto le scuse, scuse che ancora sta aspettando. Con questo gesto mi auguro di civilizzare ed educare gli isolani affinché portino rispetto verso chi è più infelice». Non è un caso che la targa è stata apposta proprio lì, quello era, infatti, il largo dove Giuseppe amava andare a passeggiare e dove spesso Gennaro Savio lo intervistava con la sua videocamera per portare alla luce quelli che erano i problemi di chi, come Giuseppe, era diversamente abile. La proposta di quell’intitolazione è partita proprio da Gennaro Savio che, subito accolta dall’Amministrazione Comunale, ha visto ieri il suo compimento. «Ci auguriamo – ha dichiarato Savio – che questo possa essere solo il primo passo, difficilmente in Italia è stato intitolato uno slargo con questa motivazione “un combattente a difesa dei diritti dei diversamente abili”; mi auguro possa essere il primo passo per vivere in un paese senza più barriere. Ora, questo dobbiamo fare per onorare degnamente la memoria di Peppe, fare in modo che questi amici più sfortunati di noi non si debbano trovare umiliati davanti a un ostacolo».

 

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