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Un libro sotto l’albero, i consigli di Imagaenaria

Esiste il regalo perfetto per Natale? Come orientarsi nello tsunami di uscite editoriali? E cosa leggono gli ischitani? Lo abbiamo chiesto alla storica libreria (e casa editrice) indipendente di Ischia Ponte

Il nome è impronunciabile. Jólabókaflód, letteralmente “alluvione di libri”. Una tradizione, nemmeno così antica, che arriva dall’Islanda, dove il Natale è un fiume in piena di romanzi, saggi, raccolte di poesie, manualistica, libri illustrati. Gli islandesi dedicano tutto il 25dicembre alla lettura di ciò che hanno trovato sotto l’albero. Niente pranzi infiniti ma solo lettura, e rigorosamente in carta. Magari davanti a un camino, un tè e un divano.
A pochi giorni dalle feste, il mondo dell’editoria è in fibrillazione anche in Italia. Già da ottobre e novembre vengono lanciati i titoli di punta degli autori più attesi. Quei libri che, complici le feste natalizie, saranno tra i regali più frequenti (e graditi). Ma esiste un libro perfetto da regalare a Natale? Come orientarsi nello tsunami di uscite? E cosa leggono gli ischitani? Lo abbiamo chiesto a Barbara Salamacha e Antonietta Manzi di Imagaenaria, storica libreria (e casa editrice) indipendente fondata da Enzo Migliaccio e situatanei locali al pianoterra del Palazzo dell’Orologio, un bellissimo edificio al centro del vecchio borgo di Ischia Ponte.

Che Natale sarà questo? Siete ottimisti? Per l’editoria e la diffusione della lettura esistono segnali di ripresa oppure no?

Il nostro è un “ottimismo della volontà”, legato all’impegno di offrire un servizio di qualità ogni giorno. In generale, quindi, non ci lamentiamo, ma è innegabile che il contesto economico e sociale sia in sofferenza.
Stefania Auci, Gianrico Carofiglio, Fabio Volo. E poi Aciman, Carrisi, Vespa, De Giovanni, naturalmente la corazzata Ferrante. Anche per voi sono questi i best sellers di Natale o ce ne sono altri che gli isolani hanno già dimostrato – magari a sorpresa – di amare particolarmente?
“I leoni di Sicilia” di Stefania Auci è il nostro libro dell’anno, per vendite ma soprattutto per apprezzamento da parte di un pubblico variegato. Il nuovo, atteso, romanzo di Elena Ferrante sta facendo, come previsto, ottimi numeri. Buoni risultati, naturalmente, anche per “Il lungo petalo di mare” di Isabelle Allende, sempre molto amata.
La vostra top ten, quella che consigliereste anche, ma non solo, come regalo da mettere sotto l’albero.
Dieci titoli di anni e generi diversi, senza classifica: Carrere, “L’avversario”, Adelphi; Handke, “Infelicità senza desideri”, Garzanti; Vilas, “In tutto c’è stata bellezza”, Guanda; Bernhard, “Perturbamento”, Adelphi; Levi, “Se questo è un uomo”, Einaudi; Tokarczuk, “I vagabondi”, Bompiani; Tolstoj, “Anna Karenina”; Harte, “Isola nel sole”, Imagaenaria; I. B. Singer, “Il ciarlatano”, Adelphi; Morante, “La storia”, Einaudi.
A chi vorreste vendere un libro? E quale?
A una persona che pensa che leggere sia noioso e riuscire a farle cambiare idea. Scopre, non so, Calvino e gli si apre un mondo, la vita si espande e non si torna indietro. 

Qual è il libro che identifica Imagaenaria?

Due titoli della nostra casa editrice, due come le facce della luna: “Ischia natura cultura e storia” di Patrizia Di Meglio, che quest’anno abbiamo pubblicato in nuova edizione aggiornata e riveduta; “Racconto sul come scrivere i racconti” di Boris Pil’njak, in particolare la novella “Tutta la vita”.

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Di recente la scrittrice Jacqueline Woodson ha detto che i libri possono essere specchio e finestre. Specchi per vedere riflessi noi stessi, finestre per vedere dentro altri mondi. Vale anche per i lettori isolani? In cosa si identificano e dove amano spalancare lo sguardo?
Tra i nostri lettori c’è sempre molta attenzione per la storia locale e napoletana; in parte per autocompiacimento, in parte forse per il bisogno di cercare un’identità, un orientamento nella confusione. Per il resto, il mercato è globalizzato e anche in una realtà insulare come la nostra, prevalgono le tendenze nazionali, con i grandi nomi che si trovano in rete e in televisione.
Cosa può fare un bravo libraio per far crescere il mercato dei lettori?
Avere basi solide e aggiornarsi, trasmettere passione, affinare l’intuito e coinvolgere ragazzi e giovanissimi. Credere nel valore della conoscenza e della curiosità come uno degli antidoti all’abbrutimento.
Rispetto a dieci, quindici anni fa, i giovani isolani leggono di più o di meno? 
Leggono di più, perché l’offerta su misura per loro si è ampliata in maniera straordinaria. L’universo della rete e dei social ha creato interi filoni dedicati ai ragazzi, producendo numeri importanti.
Un libro per ragazzi a Natale.
“Matilde” di Roald Dahl, perché la vita è un pasticcio ma noi possiamo essere fortissimi.
Uno per i politici isolani.
Siamo combattute tra “Imparo con Topo Tip” e “Giulio Coniglio non dice le bugie”. Alla fine optiamo per “Discorso sulla servitù volontaria” di Etienne de la Boetie.
Siete a Ischia Ponte, borgo finito nell’occhio del ciclone – come se non ci fossero questioni ben più serie – per la polemica sulle luminarie.
Tra un effetto luna park e la desolazione, ci possono essere decorose soluzioni. I visitatori non si spostano “per le luci”, ma sicuramente da una passeggiata nel Borgo antico durante le festività, crediamo sia lecito attendersi un’atmosfera accogliente e adeguata alla bellezza del luogo.

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