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Un nuovo inizio per Piazza Maio

Nel luogo simbolo delle ferite lasciate dal sisma e dall’alluvione, inaugurate due nuove aree verdi tra memoria, musica e partecipazione. La commemorazione delle vittime ha aperto una serata che ha restituito alla piazza luci, voci e voglia di rinascita

Per una sera Piazza Maio è tornata a riempirsi di voci, musica, sorrisi e persone. Ma quella vissuta sabato nella zona alta di Casamicciola non è stata una delle tante serate di festa che accompagnano l’estate isolana. Perché il luogo scelto porta ancora addosso i segni di una storia dolorosa: qui il terremoto del 21 agosto 2017 ebbe il suo epicentro e qui, cinque anni più tardi, arrivò anche la devastazione provocata dall’alluvione del 26 novembre 2022. Due tragedie che hanno cambiato il volto del territorio e spezzato complessivamente 14 vite. Proprio da questo luogo l’amministrazione comunale ha voluto lanciare un segnale di ripartenza con l’iniziativa “La ricostruzione parte dalla rigenerazione”. Il momento centrale è stato l’inaugurazione di due nuove aree verdi realizzate dove per lungo tempo erano rimaste le macerie. Spazi destinati ad accogliere attività ludiche per i bambini e, soprattutto quando il percorso della ricostruzione sarà più avanti, anche piccoli eventi. Un primo tassello per restituire vita a una piazza che, nonostante tutto ciò che ha attraversato, conserva intatta la sua particolare bellezza e suggestione.

Prima della festa, però, c’è stato spazio per il silenzio e la memoria. La serata si è aperta con la commemorazione di Lina Balestrieri e Marilena Romanini, le due vittime del terremoto del 2017 che devastò gran parte della zona alta di Casamicciola. Il rito è stato officiato da don Gino Ballirano insieme a monsignor Elieser Antonio Rivero Barrios, vescovo di San Fernando de Apure, in Venezuela, Paese che recentemente ha dovuto a sua volta fare i conti con un terremoto di devastanti proporzioni. La benedizione dei nuovi giardini ha assunto così il significato simbolico di un primo passo verso quella rinascita che la comunità attende ormai da anni. Alla cerimonia ha partecipato l’amministrazione comunale al completo, guidata dal sindaco Giosi Ferrandino. Presenti anche i sindaci di Lacco Ameno e Serrara Fontana, Domenico De Siano e Irene Iacono, e l’assessore regionale Fulvio Bonavitacola in rappresentanza della Regione Campania. «Il futuro può essere roseo – ha detto Ferrandino – abbiamo voluto che un momento di ripartenza partisse proprio da queste aree verdi. Quanto vediamo qui è frutto di rigenerazione urbana ma anche di delocalizzazione condivisa. Sappiamo che il percorso che abbiamo davanti è ancora lunghissimo e siamo coscienti dei disagi che vivono diverse famiglie che sono in condizioni precarie: ribadisco una volta ancora che riterremo conclusa la nostra azione quando ogni famiglia tornerà in una casa, che sia quella ammalorata e poi ricostruita o una nuova abitazione». Assente per precedenti e concomitanti impegni istituzionali il commissario alla Ricostruzione Marcello Feola, che ha fatto giungere il suo messaggio: «A distanza di ben oltre un secolo dalla ricostruzione di Piazza Maio dopo il terremoto del 1883, Casamicciola Terme vive un altro giorno importante all’insegna della rinascita e del futuro; un’occasione in cui si celebra la forza di questo popolo e il supporto delle istituzioni, che sono riusciti a trasformare gli esiti di una tragedia in una nuova opportunità per ripartire, racchiudendo l’importanza della memoria in una preziosa rivisitazione di luoghi cari a tutti. Insieme a tutta la struttura commissariale esprimo al sindaco e all’intera comunità locale la mia più sincera vicinanza e il rinnovo della mia attenzione incondizionata alle esigenze di questa fin troppo provata collettività».

Terminata la parte istituzionale, Piazza Maio ha cambiato volto. Si sono accese le luci e sono arrivati la live music e il dj set, affidati anche ad artisti nati e cresciuti proprio in questa zona, insieme all’open bar e alle degustazioni gastronomiche. La festa è proseguita oltre la mezzanotte, riportando nel cuore della piazza quella vitalità che per troppo tempo era stata sostituita dal silenzio.

Non significa che il percorso sia concluso. La ricostruzione ha ancora molta strada davanti e diverse famiglie attendono di poter tornare definitivamente alla normalità. Ma sabato sera, tra i nuovi giardini, il ricordo di chi non c’è più e una piazza nuovamente popolata, il Maio ha mostrato per qualche ora il volto di ciò che potrà tornare a essere. E forse proprio da qui, dalle luci riaccese dove per anni sono rimaste le ferite delle tragedie, può cominciare davvero un nuovo inizio.

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