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Un nuovo volto per la Cappella della Divina Misericordia dell’Ospedale Rizzoli

di Isabella Puca

Ischia – La cappella intitolata alla Divina Misericordia e situata all’interno dell’Ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno ha oggi un altro volto. Tantissimi i volontari e i fedeli che, con padre Neemia, che da marzo svolge il ruolo di cappellano, si sono rimboccati le maniche per restituire un po’ di spiritualità in un luogo dove la preghiera assume una forza diversa da tutti gli altri. Nel vedere le foto del prima e del dopo ci si rende conto che, il lavoro di squadra, può fare davvero tanto. Mancavano i banchi e i fedeli potevano accomodarsi solo su alcune sedie che, spesso, venivano usate dai parenti per sedersi accanto agli ammalati. L’altare e il leggio c’erano, ma erano oggetti di fortuna. «Quando sono arrivato – ci racconta padre Neemia – mancavano tante cose come i banchi. Era un luogo difficile da gestire, ma grazie alla comunità di fedeli che c’è intorno, all’associazione Madonna di Zaro che offre un servizio settimanale di preghiera per gli ammalati e tante altre persone che hanno collaborato, ora la cappella ha un nuovo volto». L’altare è oggi di marmo; è stato recuperato dal Convento di Sant’Antonio alla Mandra dove giaceva nel deposito. «È vero, la figura del sacerdote può indirizzare bene, ma la risposta che ho trovato è stata davvero forte. Hanno lavorato il vecchio altare in marmo della Chiesa di Sant’Antonio e realizzato il nuovo altare della chiesetta». Altri si sono offerti per qualche piccolo lavoro di muratura e di tinteggiatura, altri ancora per mettere in ordine, «c’è stata una grande collaborazione, meravigliosa. Non tutti sono disponibili, in molti aspettano che la chiesa o il sacerdote faccia, e invece qui a Ischia ho trovato un grande spirito e voglia di fare». Il gruppo è partito cercando qualche sponsor e subito ha trovato la disponibilità della Croce Rosa che ha donato i banchi, «era fondamentale per noi avere i banchi, l’ ospedale è un luogo di sofferenza  e di speranza, spesso molti si fermano lì a pregare o a pensare cosa fare dopo aver ricevuto una certa notizia». L’ Associazione Madonna di Zaro ha donato un nuovo leggio, qualche altro  la sedia per il sacerdote. «Ora nella cappella c’è una stampa di Gesù Misericordioso che abbiamo comprato dalle suore. C’è chi ha donato un faretto per illuminarlo e chi una cornice davvero stupenda che ha dato valore al quadro. Col Vescovo, nei giorni scorsi, abbiamo valutato che il luogo ha acquistato valore. In molti si lamentavano che era poco accogliente, freddo e invece questi luoghi parlano della nostra fede e del senso di appartenenza di un popolo. Per quanto può sembrare banale siamo legati a una sistemazione che ci aiuti a entrare in contatto con noi stessi e gli altri».  Il gruppo che ha operato nei mesi scorsi con padre Neemia è entusiasta e con dispiacere si apprestano  a salutare il loro cappellano che, a giorni, lascerà l’isola. «Andrò via, ma tornerò sull’isola molto volentieri. Custodirò con grande affetto questo pezzo di strada fatto con il popolo ischitano, il  cimitero e l’ospedale  sono luoghi fondamentali per la preghiera e avere una cappella dignitosa era importante. Ringrazio chi mi ha dato la fiducia, non sempre i sacerdoti vengono accolti. Io ho trovato grande fiducia mi sono sentito subito accolto. Prima di venire a Ischia ero a New York e non ho trovato quest’accoglienza. Gli ischitani, invece, ci tengono a questi valori e riescono a esprimerli al meglio».

 

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