ARCHIVIOARCHIVIO 5

Un ponte immerso nel degrado, lo scempio del borgo antico

Di Antonio Lubrano

Le feste sono passate, e pure l’Epifania  che se le è portate tutte via, come recita il vecchio detto popolare che puntualmente ogni anno lo si riesuma fra tanta nostalgia.  Ciò che invece è rimasto, e servirà da monito ed incentivo per i responsabili, è la critica, prima pacata e poi sprezzante e piena di sdegno,  dei numerosi  turisti, quelli di qualità, che hanno trascorso le vacanze di Natale, capodanno e Befana , nella nostra isola, grazie alle belle giornate di sole che hanno favorito il “pienone”  e la riuscita di tutte le iniziative natalizie previste in cartellone.  La critica, accompagnata da espressioni di condanna, rivolta alle autorità amministrative e politiche di Ischia, ha avuto come unico obiettivo lo stato di evidente degrado in cui versa da più anni  l’antico Ponte Aragonese che congiunge il Borgo di Celsa di Ischia Ponte al Castello, frequentato nei giorni di festa da tanti estimatori, essendo  il vecchio Borgo, carico di storia e di fascino antico. Il Ponte Aragonese nella sua atavica bellezza  ed esempio secolare  di audace ed apprezzata  ingegneria di opera marittima del passato,  da sempre rientra, nella sua centralità storica,  nel novero dei luoghi preferiti  di chiunque arrivi ad Ischia, in qualsiasi stagione, per salutari e distensive passeggiate  e soste, di giorno e di sera, ed anche percorso obbligato per raggiungere il Castello  per le visite culturali di conoscenza. Vederlo ancora una volta in quelle pietose condizioni, con  tratti i basoli gonfiati e dislivellati, scalette crollate, banchine nella  parte terminale distrutte e pareti cedute con la scomparsa in mare di molti dei vecchi basoli di piperno a fungere da rivestimento estetico ,  alcuni dei quali risalenti addirittura all’800, fa male alla vista, alla cultura della conservazionie di beni patrimoniali architettonici pubblici superiori; fa male al turismo, alla paesaggistica, alla cultura in senso lato, alla storia, all’arte  e ai quei tanti pittori locali, nazionali e stranieri che l’hanno dipinto in tante loro opere, alcune  delle quali esposte in gallerie e musei d’arte di tutto il mondo.  Di qui la rabbia e le parole di critica giustificata di molti turisti della Napoli bene, di Roma, di Milano, Firenze, Torino, Brescia che hanno trascorso le vacanze natalizie a Ischia,  con particolare frequentazione di Ischia  Ponte, illuminata ed ospitale meglio e più del solito.  Essendo  noi  inguaribili appassionati  di Ischia Ponte e del suo fascino, confondendoci  fra i turisti di Natale e Capodanno che hanno sostato nel Centro Storico, non ci è stato difficile raccogliere alcune impressioni  fra le più pesanti   di chi si è giustamente lamentato dell’indecoroso spettacolo del Ponte degradato e cadente che si poneva davanti ai loro occhi. I coniugi Ferrarotti di Firenze  con cui ci siamo intrattenuti a parlare, si sono così sfogati.” Veniamo a Ischia  da dieci anni , nell’agosto di tutte le estati. Per la prima volta stiamo trascorrendo le

 

 

 

Annuncio

vacanze natalizie fino a capodanno sull’isola dove abbiamo trovato un clima festoso mai vissuto in altre località dove in passato siamo stati. Bellissimi gli addobbi stradali. Ma mai pensavamo di trovare l’antico Ponte che porta al castello, diventato per noi familiare, nelle  condizioni di abbandono  come ci è apparso l’agosto scorso ed  anni addietro. Pensavamo di ritrovarlo restaurato, Invece niente,  una vera pena  che ci rattrista  molto sopratutto perchè conosciamo la sua storia antica. Un luogo prestigioso e frequentato da turisti di tutto il mondo come  è effettivamente Ischia, non può trascurare i suoi tesori architettonici pubblici  e lasciarli alla corrosione del tempo. Sottrarsi ad ogni forma di manutenzione speciale e ordinaria, secondo come noi la vediamo, concludono i Ferrarotti di Firenze,  è un atto delittuoso  che in nessun modo può essere giustificato, specie se per lo mezzo  c’entrano  volontà politiche ed altre cose squallide di questo tipo”. L’avv. Franco Buonaiuto del Vomero, altro habituè di Ischia ed innamorato di Ischia Ponte “perche ne condivido la sua bellezza antica, ci dice subito l’avvocato, e continua,  sono indignato con i vostri governati  che lasciano il Ponte in quello stato di misero abbandono, senza muovere un dito per  ridargli il decoro che merita”  “Assurdo, ci dice ancora l’avv. Buonaiuto, vedere l’antica gradinata circolare attraverso la quale si accede alla banchina  disastrata ai piedi del Castello, una volta fiore all’occhiello di una struttura balneare creata   dall’arch. Sandro Petti, a corredo  del famoso nigtht club Castillo d’Aragona che da giovane frequentavo. “Belle le luci di Natale, conclude il nostro interlocutore arrabbiato, ma inspiegabilmente brutto lo spettacolo indecente del Ponte Aragonese cadente, ed in alcuni tratti anche pericoloso per la pubblica incolumità”. Dello stesso tenore,  le voci critiche di  decine di  altri turisti presenti ad Ischia in questo periodo festivo, giunto a conclusione. Critiche forti mosse da sinceri amici frequentatori di Ischia Ponte, che noi, non riportiamo così come ci sono state esposte, soltanto per mancanza di spazio.  Al Comune d’ Ischia si sostiene che nello specifico caso è competente l’ufficio del Genio CIvile alle Opere Marittime, il quale solo due anni fa si scomodò a depositare un insufficiente numero di scogli accanto a quelli già esistenti vecchi, a protezione del Ponte dal lato degli scogli di Sant’Anna e della Torre di Michelangelo. Un intervento rimasto isolato che non ha risolto alcun problema serio in zona.  La situazione per tanti aspetti è grave. Il Ponte Aragonese è uno squallido biglietto da visita per chi si reca in visita al Castello aragonese per altro ben curato dai suoi proprietari  Mattera. Il sindaco Giosi Ferrandino, il nuovo assessore al Patrimonio Paolo Ferrandino e lo stesso ex sindaco di Ischia Giovanni Sorrentino  tornato di recente in Consiglio Comunale con lodevoli propositi di ripresa della sua attivita politico-amministrativa in favore di Ischia Ponte, tengano presente che il rilancio turistico di Ischia passa anche per il bell’aspetto che si riesce a  conferire  al patrimonio architettonico pubblico che il paese vanta. Quindi il Ponte Aragonese è in alto alla lista dei suoi storici ed amati monumenti. Nella difesa della sua stabilità e decoro Il Comune c’entra  eccome. Costringere con ogni mezzo (lecito) il Genio Civile alla Opere Marittime per Giosi  e suoi collaboratori è ora, più che mai, la priorità.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close