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Un premio in memoria di Artemisia Massa

Di Isabella Puca

Ischia- La danza unisce tutti anche quelli che non ci sono più. Da Ischia sono partiti in 50 alla volta di Riccione per il MC Hip Hop contest  l’evento più importante della cultura hip hop, organizzato da Idea s.r.l/Cruisin’ in collaborazione con Comune di Riccione che, ogni anno,  permette a generazioni di ballerini di crescere e trovare nell’hip hop uno strumento di espressione e una infinita passione. Accompagnati da Paolo Massa, Ischia è da 13 anni partecipa a questa manifestazione che è nata ben 21 anni fa, «quest’anno – ci racconta Paolo – siamo andati con un ricambio generazionale;  i Soul Dancers ormai hanno preso altre  strade, del gruppo originale sono rimasti  solo 3 ballerini e, lì a Riccione,  hanno fatto la loro bella figura. Secondi  nelle semifinali e al quinto posto nella finale, ma hanno avuto molti consensi». A gareggiare poi è stato il gruppo delle Street Style per la categoria hip hop over b, le Lil Dancers che hanno gareggiato sempre in hip hop over b e altre cinque ragazze che hanno preso parte alla competizione nella categoria video dance young guadagnandosi il terzo posto in semifinale. Quest’anno è stato il primo anno a Riccione senza Misia che però era lì con l’anima e con tutta la sua passione per la danza. 1-57_0006«È stata dura tornare sul posto, l’anno scorso – ci racconta Paolo – eravamo lì con Misia che già non stava bene. Gli organizzatori la conoscevano bene; ha ballato per ben 10 competizioni guadagnandosi anche un paio di podi. Quando hanno saputo della faccenda hanno deciso di intitolare a Misia il premio al miglior ballerino. A vincere il premio è stato Dudu, un ballerino che tra l’altro piaceva molto a Misia. Sono salito sul palco a premiarlo ed è stato un po’ come se su quel podio di fosse stata anche lei». È quasi tutto pronto per presentare l’Associazione “Artemisia una voce per l’anoressia”, a causa di alcuni cavilli burocratici la presentazione è slittata a febbraio ma Paolo e tutti gli altri hanno già iniziato a muovere i primi passi a favore di questa importantissima causa, «lì a Riccione, ci hanno dato la possibilità di mettere un banchetto, abbiamo distribuito dei  volantini e i presentatori, durante alcuni passaggi, hanno parlato ai microfoni dell’Associazione. Contiamo già una trentina d’iscritti, cosa che testimonia ancora una volta che la problematica è molto sensibile a tutti». La prima associata è  Alberta Levi Temin una sopravvissuta alla Shoah che conosceva la battaglia di Misia attraverso un’insegnante amica della famiglia Massa. «Di anoressia muoiono seimila persone l’anno, è la seconda malattia mortale in Italia ma fa più notizia uno che muore ubriaco per un incidente stradale. Ci stiamo muovendo con altre organizzazioni, è tosta da partire ma stiamo facendo i primi passi. Sono stati contattati dottori e medici psichiatrici per i corsi di “informazione” e la loro risposta dopo aver spiegato il nostro intento è stata “dobbiamo solo partire” ». Paolo Massa è stato scelto da “IL Golfo” come isolano dell’anno appena trascorso e non per  la disgrazia che ha colpito la sua famiglia, ma per il coraggio che ha avuto di rimettersi in piedi nonostante tutto il dolore che può provocare la perdita di una figlia, creando un’associazione che si propone di formare genitori, insegnanti e quanti ancora ignorano la pericolosità di questa terribile malattia. «Mi fermano per dirmi che è una cosa bellissima e quindi penso che stiamo seminando bene per il nostro territorio. Certo essere per voi isolano dell’anno ha dato una spinta in più, sicuramente. La cosa importante è che la gente sta capendo cosa voglio fare e mi sta accanto. Non voglio avere fretta, ci vuole tempo, ma ci muoviamo».

 

 

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