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Un presidio di osservazione sismica sulla collina della Sentinella

Gli eventi sismici del 21 agosto c.a., che hanno interessato i territori di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e marginalmente Forio,  hanno riportato alla ribalta la storia antica e quella recente legata alle vicende…urbanistiche dell’ex Osservatorio Geofisico della Sentinella, lasciato passare per alcuni anni come “Museo Civico” della cittadina termale. I dati scientifici riferiti dall’Osservatorio Vesuviano, dopo due ore dal verificarsi del terremoto isolano, si sono rivelati completamente sballati, un po’ per responsabilità da addebitarsi ai “tecnici” presenti quella sera nella sala sismica dell’OV, un po’ per le errate rilevazioni effettuate –su scala e parametri nazionali- dall’Istituto di Geofisica e Vulcanologia di Roma. A detta degli esperti, fra cui il prof. Giuseppe Luongo, la presenza in loco di un osservatorio funzionante con un semplice sismografo, avrebbe evitato figuracce barbine ai dirigenti partenopei della specola vesuviana e messo in condizione l’intera Unità di crisi, messa in piedi immediatamente da palazzo Chigi, di conoscere nei dettagli l’entità del danno sismico onde fronteggiarlo in modo adeguato.

Inutile ripercorrere l’intera vicenda legata alle polemiche insorte fra il direttore dell’OV Francesca Bianco e la comunità scientifica, che ha contestato vivacemente la “svista” clamorosa dell’osservatorio vesuviano; basti ribadire l’assoluta necessità di ripristinare la vecchia specola della Sentinella e lasciar perdere lo “sterro di una terrazza” che comporterà la spesa di 700.000 euro, utili per investirli in personale e attrezzature sismiche. Va ancora ricordato che occorre sdemanializzare lo stabile dell’ex osservatorio, annullarne la vendita all’incanto, interrompere i pagamenti di affitto che il Comune di Casamicciola continua a corrispondere all’Agenzia del Demanio per tenere quest’oasi nel deserto, ma soprattutto –ha dichiarato Barbieri-–  è giunto il momento di finirla una buona volta con il giochetto infantile e…delittuoso (Vedere codice penale) del museo fantasma, perché, alla fine qualcuno si farà male!

Barbieri ha consegnato una petizione rivolta al presidente della repubblica Sergio Mattarella in occasione della visita di stato a Casamicciola avvenuta il 27 agosto con allegata una documentata denuncia alla procura della Repubblica in cui si ripercorre l’intera storia dell’ex osservatorio geofisico, alla luce di avvenimenti “antichi” e recenti di cui si va occupando l’autorità anticorruzione di Cantone. Per la comprensione dell’intera storia, è sufficiente leggere il dettagliato esposto di Barbieri, che si sofferma a narrare antefatti e vicende di viva attualità, già attenzionate dal presidente dell’Anac  e che hanno portato  all’annullamento di una gara di appalto e alla perdita del finanziamento  europeo già concesso per i lavori –perfettamente inutili- di uno sbancamento di terreno di un terrazzo per ricavarne ambienti da destinare al…nulla!

Barbieri scrive:” Da notizie di stampa, è stata diffusa  la notizia che il TAR Campania, accogliendo un ricorso proposto dall’Impresa Di Stefano avverso le modalità della gara di appalto per i lavori a farsi nella fatiscente struttura dell’ex Osservatorio Geofisico di Casamicciola Terme, ha stabilito la nullità del contratto stipulato fra il Comune e la Impresa Triade, aggiudicataria dei lavori, ed ha condannato i contraenti al pagamento di una somma risarcitoria in favor della Di Stefano. Tale controversia nasce da una lunghissima storia , al cui centro rifulge, non certo di onorevole ruolo, l’amministrazione del Comune termale e la figura di certo Andrea Di Massa, nominato alcuni anni fa “direttore” di un Museo inesistente che sarebbe stato istituito nei vetusti locali  dell’ex Osservatorio Geofisico, situato sulla collina della Gran Sentinella di Casamicciola Terme.

Ripercorrere a grosse linee le vicende di questa struttura scientifica, abbandonata a un iniquo degrado, non sembri vuoto esercizio accademico. Le fasi controverse di una vera e propria speculazione, architettata per motivi di interesse personale, aiutano a capire la “trastola museale” messa in piedi dal sindaco di Casamicciola Terme Giovan Battista Castagna e del suo grande elettore (nonché collega-docente nell’Istituto Termico “C.Mennella di Casamicciola T.) Andrea Di Massa. Iniziamo col dire che il Comune di Casamicciola Terme, fin dal 1885 (due anni dopo il luttuoso terremo dell’83) ha in uso dal Servizio Sismico Nazionale uno stabile costruito dal ministero dei Lavori Pubblici dell’epoca per adibirlo a Stazione sismica, vulcanica e meteorologica. Fu il triestino Giulio Grablovitz, stabilitosi a Casamicciola dopo gli eventi sismici, a fondare e gestire la Specola, forte dei suoi studi da autodidatta in geodinamica e della sua innovativa e geniale “vasca sismica”, utile per registrare gli eventi sismici su rulli di carta carbonata.

Anni pionieristici, in cui la geofisica e il vulcanismo –sebbene fenomeni caratteristici della nostra isola d’Ischia, dei vicini Campi Flegrei e dei vulcani attivi Vesuvio-Monte Somma- muovevano passi incerti e non all’altezza degli studi e delle strumentazioni in uso in Francia. Con l’entrata in funzione della piccola Specola di Casamicciola Terme, si ottennero buoni risultati, sia nel tenere sotto stretta sorveglianza il territorio isolano, sia nella registrazione di micro-sismi e movimenti tellurici di bassa intensità avvenuti negli anni  Sessanta – Settanta  e Ottantaa. Morto lo scienziato, subentrò nella conduzione dell’Osservatorio il prof. Cristofaro Mennella, studioso di fenomeni endogeni, nativo di Casamicciola e particolarmente versato nell’attività divulgativa correlata alla geologia, vulcanismo, metereologia e astronomia.

Il prof. Mennella dedicò l’intera esistenza a questa sua creatura: l’Osservatorio Geofisico, ormai ampiamente superato per consistenza strumentale e idoneità strutturale, aveva bisogno di un radicale potenziamento alla luce delle moderne conquiste scientifiche in geodinamica e geologia applicata. La sfida fu raccolta dal prof. Giuseppe Luongo, direttore dell’Osservatorio Vesuviano e luminare nel settore del vulcanismo e fenomeni endogeni. Dietro suo interessamento la Specola di Casamicciola fu ristrutturata negli anni Ottanta e dotata di un sismografo elettronico oltre a strumentazioni per rilevamenti vulcanici e osservazioni di meteorologia.

L’Osservatorio svolse un ruolo molto importante per la Sorveglianza sismica locale, ma necessità di Bilancio dello Stato e addirittura “programmi di vendita di Beni Demaniali” suggerirono la sua soppressione con sommo disappunto del prof. Luongo. Nel 2002 l’Agenzia del Demanio dello Stato esponeva lo stabile al pubblico incanto con un prezzo a base d’asta di 950.000 euro. Intanto bisogna fare un passo indietro per riammagliare i fili della nostra storia. Con la “partenza” delle strumentazioni scientifiche, l’Osservatorio conosceva un triste periodo di degrado e fatiscenza dei locali. Pur tuttavia il Comune di Casamicciola non aveva mollato lo stabile, né il ministero preposto si era preoccupato di sloggiare un inquilino ormai privo di titolarità e per di più “colpevole” per non aver eseguito quella manutenzione ordinaria indispensabile a un fabbricato che si avviava a “festeggiare” i suoi cento anni di vita!

Come tutte le cose italiane che “vanno avanti” nell’ambiguità, anche per l’ex Osservatorio si apparecchiarono tempi burrascosi, in parte dovuti all’inettitudine di sindaci insensibili e amministratori comunali in ben altre faccende, affaccendati! Per conferire una parvenza di funzionalità della struttura e non consegnare le chiavi allo Stato, sindaco e Giunta Municipale studiarono il metodo per…resuscitare un morto conclamato e certificato, ma alterandone i connotati. Si decise di creare un fantomatico “Museo Civico” nelle vuote stanze dell’ex Osservatorio, visto che di struttura scientifica neanche a parlarne! Si posero all’opera “culturale” cime di politici locali, tecnici ruotanti nell’orbita dell’A.C., funzionari regionali di eccessiva disponibilità e un grande elettore del sindaco, tale Andrea Di Massa, già presidente della Pro Loco casamicciolese e organista della parrocchia di Santa Maria Maddalena. Un giovanotto mosso da mire ambiziose e da una certa disinvoltura nel recitare la parte di Direttore di un Museo…fantasma!

Il gruppo, per non dire un’associazione allegra,  non molto attenta alla serietà di un’istituzione culturale credibile,  partì con passo spedito, mirando ai Finanziamenti Europei che a partire dal Duemila costituirono una vera cuccagna per gli Enti Locali semi-falliti,  in completo predissesto,  con le partecipate a pezzi e i creditori furibondi che minacciavano atti esecutivi. Il progetto, stilato da “esperti” in dizioni letterarie e acrobazie tecniche,  porta la data del 2001:”Restauro e rifunzionalizzazione ex Osservatorio Geofisico da destinare a centro Scientifico-Didattico polivalente” con il Fondo per la tutela e lo sviluppo economico-sociale delle Isole Minori – Legge 448/2001.  Ma veniamo al progetto, che non esitiamo a definire “criptico” per i paroloni vuoti e senza senso sparsi a piene mani per…infinocchiare i  funzionari regionali ed europei addetti alla gettata di confetti pluriennali, infiocchettati dalle sigle più stravaganti ed eterogenee (Fondi Por – Fondi Fesr – Fondi Strutturali – Fondi Fse – Fondi Feasr, ecc.ecc.). Per prima  cosa, la “rifunzionalizzazione” dell’Osservatorio da destinare a “Centro Scientifico-Didattico polivalente”. Buum! Una fanfaronata gigantesca, laddove lo Stato ha detto chiaro e tondo:”Chiusura e vendita. Punto e basta!!

Sarebbe bastata questa semplice dizione per stracciare il progetto e deferire tutti quanti  all’Autorità Giudiziaria per truffa aggravata. Ma siamo in Italia, repubblica centimana e bifronte, che afferra tutto e dice tutto e il contrario di tutto! I soldi arrivarono, furono in parte spesi, ma di Scienze e Polifunzionalità soltanto il fumo delle parole. Alle pareti del fabbricato, rabberciato e attintato con un rosa pallido da anemico mediterraneo, tante fotografie, crocifissi e cartoline d’epoca: Una Mostra estemporanea che precludeva all’apertura ufficiale di un cosiddetto Museo Civico,  con esposti gli scritti di Grablovitz e la famosa “vasca sismica” , simile ad un grosso pentolone buono per cuocervi la pastasciutta in occasione della inaugurazione…museale!

Ma non è affatto finita. Nel 2007 (con le foto, le cartoline e i crocifissi sempre appesi ai muri!) Il direttore museale Andrea Di Massa annunciava ai poveri cittadini di Casamicciola (che si erano saggiamente tenuti alla larga dal “Museo”) che il Comune  aveva ottenuto un ulteriore finanziamento per “Recupero di volumi esistenti del complesso monumentale (sic!) dell’ex Osservatorio Geofisico – Fondi Por 2007-2013). Di che si tratta? Semplice. Dopo l’attintatura dell’unico piano fuori terra del fabbricato, si intendeva  metter mano agli scantinati, completamente interrati, per renderli “fruibili” con altre fotografie, cartoline , stampe, carte geografiche e cartuscelle ottocentesche di Grablovitz, che risulta essere un ecclettico studioso ma anche un grafomane di prim’ordine!

Per non farla troppo lunga anche in questa occasione a Casamicciola arrivarono gli Euro dell’Europa sciupona e spendacciona; soldi dissipati in modo indecoroso e messi sotto la lente di ingrandimento dall’ANAC di Cantone. E del ripristino dell’Osservatorio? Come più volte evidenziato, nulla di fatto, ma il pericolo incombente, questo si, della vendita all’incanto dello stabile, “rifatto” due volte a spese della collettività, a qualche magnate imprenditore, per aprirvi un nuovo Supermercato! Chiudiamo in bellezza. Anno Domini 2015 e l’impavido e irriducibile “Direttore Museale” ancora in carica, Andrea Di Massa, ne inventa un’altra delle sue. Fra una passeggiata e l’altra nel suo… museo fantasma, ha scoperto che al di sotto di un grande terrazzo con vista mare, c’è un terrapieno che potrebbe essere sterrato e offrire la possibilità di creare un immenso salone per feste, ricorrenze e saucicciate varie!

La solita associazione di sapientoni si riunisce e approva il progetto di “Recupero volumi in ampliamento” per un importo di  circa 700.000 euro. Naturalmente la befana in arrivo è sempre quella dell’Unione Europea – Fondi Fesr per Beni e siti culturali. E qui arriviamo al nocciolo della presente denuncia. La gara di appalto dei lavori (anno 2015) vede in campo cinque imprese, ma la procedura non è corretta in quanto i lavori affidati alla Triade iniziano in assenza di un contratto firmato ritualmente. L’impresa concorrente Di Stefano costruzioni ricorre al Tar, accampando anche altre irregolarità . Il braccio di ferro fra le due Ditte richiama l’attenzione dell’ANAC di Raffaele Cantone che apre un’inchiesta e stabilisce che tutta la faccenda presenta “profili di illegittimità”.

Poi l’ultimo atto del TAR che annulla tutta la procedura e dà ragione all’Impresa Di Stefano. Comune di Casamicciola Terme e Triade condannati a pagare! Finanziamento revocato. “Museo” a pezzi, chiuso e ribazzato. Cartuscelle che volano dall’alto della collina della Grande Sentinella. “Direttore” Di Massa in fuga, sindaco da deferire all’A.G. e alla Corte dei Conti per i danni erariali cagionati all’Ente Locale. Le autorità in indirizzo, secondo le rispettive competenze, sono invitate con la presente denuncia a individuare le responsabilità emergenti in ordine ai fatti descritti che presentano profili di reato penale e amministrativo. Non va sottaciuto che l’edificio in uso al Comune di Casamicciola Terme, dovrà essere sdemanializzato e affidato gratis all’Ente Locale con il vincolo della riapertura dell’Osservatorio Geofisico, alle dirette dipendenze dell’Osservatorio Vesuviano, nella considerazione che l’area sismica isolana va tenuta sotto stretta Sorveglianza anche per i recenti avvenimenti tellurici di grave intensità.

Gino Barbieri

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