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Un sabato di ordinaria follia, traffico da paura a Ischia

ISCHIA. Se ci sono mattinate in cui si nota che Ischia è diventata un letto di lamiere che si muovono sull’asfalto, quella di ieri è da prendere assolutamente ad esempio. Sarà che ci troviamo nell’imminenza delle feste natalizie e che magari si è alle prese con lo shopping natalizio (fosse così, buon per l’economia, almeno c’è il bicchiere mezzo pieno), ma quanto accaduto nella mattinata di ieri è veramente roba da giudizio finale, proprio alla Armageddon per intenderci. Le strade di Ischia sono state a lungo caratterizzate da file chilometriche. Basti pensare che a un certo punto dai semafori della Pipirissa al termine della Superstrada, la fila arrivava fino quasi all’incrocio tra Piedimonte e Barano. Ingolfatissime le strade del centro, ma anche arterie decisamente meno frequentate sono letteralmente collassate. A un certo punto una lunga coda si è formata anche in via dell’Amicizia, una strada che in molti avevano deciso di percorrere in entrambi i sensi di marcia nel tentativo rivelatosi vano di riuscire ad evitare il torpedone di vetture che faceva da cornice in via Michele Mazzella. E, va rimarcato, tutto questo è successo in una fascia oraria estranea all’entrata ed uscita degli studenti dai plessi scolastici. Dalle 10 alle 13 si è davvero vissuto il finimondo, e in tanti sono stati colti da una crisi di nervi.

Il sovraffollamento dei veicoli, ovviamente, è stato esacerbato anche dalla chiusura dei varchi 1 e 2 che rendeva impossibile l’attraversamento da Ischia Porto verso il centro del paese e viceversa. Un divieto che mai come nella mattinata di ieri ha mostrato il suo lato negativo: val bene voler tutelare determinate zone, ma quando tutti vanno all’assalto con la macchina, i risultati sono deprimenti. E quello che si è manifestato in tutto il suo “orrore” ieri mattina è l’ennesima dimostrazione che senza un cambiamento di mentalità davvero non si va da nessuna parte e soprattutto non c’è piano traffico che tenga. Un atteggiamento questo, che evidentemente deve essere stato percepito chiaramente anche nelle stanze dei bottoni. Non a caso, infatti, ieri mattina era aperto il varco che conduceva in piazzetta San Girolamo, con le auto che dunque potevano accedere anche nella fascia oraria abitualmente chiusa alla circolazione. Una decisione presa evidentemente per dare una mano al commercio che da quelle parti pare che non se la passi granché bene (anche per il costo pesante delle strisce blu), ma a questo punto non si è compreso perché non si è adottato lo stesso metro di paragone anche a porto d’Ischia, in modo tale da poter provare almeno a limitare i danni.

Ma al netto di tutto quanto esposto, resta una situazione insostenibile e che per giunta diventa ogni giorno più gravosa e pesante e che in un modo o nell’altro prima o poi dovrà essere affrontata. Ischia, l’isola, chi l’amministra ma anche noi comuni cittadini abbiamo il dovere di interrogarci su una deriva che proprio non può proseguire. E va arginata, se non frenata. Altrimenti siamo condannati al peggio. Appunto, senza speranza.

DI GAETANO FERRANDINO

FOTO FRANCO TRANI

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