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Un terremoto a Ischia

Nessuno ne parla. I vari terremoti succedutisi in Italia negli ultimi anni non hanno scosso minimamente la coscienza degli amministratori dell’isola. Il terremoto del 1883 a Casamicciola commosse tutto il mondo e fu preso come riferimento da molti paesi per avviare la “prevenzione e protezione civile”.

Negli anni ’80 al Comune di Ischia, Augusto Muro abbozzò un piano di protezione civile.

Da allora, come si volesse esorcizzare un terremoto sull’isola, io non ho mai sentito che qualche amministrazione comunale dell’isola abbia preso in considerazione l’argomento.

Eppure qualcosa bisogna pur fare. Osservando quello che è avvenuto negli ultimi terremoti in Italia bisognerebbe ricorrere al “Servizio nazionale protezione civile” per farsi consigliare su tutte le cose da fare subito dopo un evento pericoloso. Sulle navi, quando ero Comandante, erano obbligatorie esercitazioni per incendio a bordo e abbandono nave. Mica ci spaventavamo.

Sapevamo che l’organizzazione in caso di evento del genere ci avrebbe permesso  di sopravvivere.

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Due volte ho avuto un incendio a bordo. Una volta in piena navigazione in Oceano ed un’altra volta in un porto cubano.

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In tutte e due i casi riuscimmo a venirne fuori solo con danni marginali. Grazie alle esercitazioni.

Mi piacerebbe partecipare a esercitazioni di protezione civile tanto più che la maggior parte di esse sono affidate al volontariato.

Volontariato che avvicina la gente e fa capire un sacco di cose.

Chi tra i tanti consiglieri comunali dell’isola, che si stanno distinguendo in questa fase amministrativa per la loro inutilità, vuole rifarsi una verginità ed affrontare questa problematica anche vincendo l’ignoranza dei più, che per superstizione preferiscono ignorare il problema?

 

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