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Un tesoro di hashish nella Torre di Sant’Anna

I carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile hanno tratto in arresto gli ischitani Salvatore Curci e Alessandro Anastasio e il lacchese Raffaele Pone, accusati di detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti

Un tesoro nascosto sotto al terreno. Non il solito forziere ricco di monete d’oro, però, ma un “carico” di sostanza stupefacente da poter sfamare un esercito. Per questo motivo i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Ischia, guidati dal cap. Angelo Pio Mitrione e coordinati dal luogotenente Sergio De Luca, hanno tratto in arresto gli ischitani Salvatore Curci (25 anni) e Alessandro Anastasio (20) e il lacchese Raffaele Pone (21), tutti già noti alle forze dell’ordine e che dovranno rispondere del reato di detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti.

Tutto ha avuto inizio nella prima serata di lunedì quando i militari dell’Arma a seguito di un normale posto di controllo attuato nella zona di Piazzale dell’Ancora a Casamicciola Terme, fermavano una Smart condotta da Salvatore Curci che nel corso del controllo dei documenti di guida mostrava segni di irrequietezza che insospettivano non poco i carabinieri. Di qui scattava immediatamente una perquisizione personale e domiciliare che dava esito: infatti veniva rinvenuto un pezzo di hashish dal peso di 0.60 grammi oltre alla somma di denaro contante.

In un terreno dello storico edificio i militari dell’Arma hanno rinvenuto oltre un chilo e mezzo di “fumo”, ma anche 51 grammi di cocaina e materiale per il taglio e il confezionamento. I tre sono finiti a Poggioreale. Tutto ha avuto inizio da un normale controllo a Piazzale dell’Ancora

A questo punto i tutori dell’ordine decidevano di effettuare anche una perquisizione domiciliare presso l’abitazione del 25enne ischitano e qui venivano ritrovati nell’ordine: un pezzo di hashish del peso di 41.70 grammi; un pezzo di hashish di 2.50 grammi; un pezzo di hashish di 1.90 grammi; una bustina termosaldata contenente 0.30 grammi di cocaina; un bilancino di precisione elettronico funzionante; quattro coltelli intrisi di sostanza stupefacente;  materiale di varia natura per il confezionamento. Tutto quanto elencato, naturalmente, veniva posto a sequestro per essere messo a disposizione dell’autorità giudiziaria, così come la somma di denaro ritenuta provento dell’attività di spaccio. Nel frattempo, però, una pista allargava l’attività investigativa: l’ispezione del telefono cellulare di Salvatore Curci consentiva di accertare all’interno della messaggistica whatsapp una serie di messaggi vocali tra lo stesso e Alessandro Anastasio, relativi al taglio ed al confezionamento dello stupefacente destinato alla cessione a terzi.

Le successive indagini, poi, permettevano di localizzare un’area – ubicata a Ischia nei pressi della Torre di Michelangelo – in cui era nascosto ulteriore stupefacente: la zona in questione è un edificio storico, circondato da un ampio giardino di proprietà demaniale. Gli uomini guidati dal capitano Mitrione, nel percorrere via Nuova Cartaromana, al fine di raggiungere il luogo segnalato. Arrivati in zona, i carabinieri notavano nei pressi dell’ingresso al giardino della Torre un giovane appoggiato ad una Fiat Panda, poi identificato in Raffaele Pone. Gli investigatori non nutrivano alcun dubbio sul fatto che lo stesso svolgesse la funzione di “palo” a guardia dell’ingresso dell’edificio, proprio per poter essere sicuro che non ci fosse l’accesso di presenze più o meno indebite. A distanza e in posizione più defilata c’era poi Alessandro Anastasio il quale, avvicinandosi al Pone, dopo aver confabulato entrava nella sua macchina per mettersi in marcia verso il Piazzale di Cartaromana. A questo punto i militari dell’Arma sono intervenuti fermando i due che venivano sottoposti a controllo. Immediatamente venivano ispezionati alcuni anfratti e parti del giardino dove verosimilmente poteva essere stata occultata sostanza stupefacente e l’intuizione dava esiti positivi: sotto una zolla di terreno segnalata dalla presenza di un bastone venivano rinvenuto un involucro di colore verde contenente complessivamente un chilo di hashish (dieci panetti del peso di 100 grammi cadauno) e altri 500 grammi sempre di hashish occultati in un’altra busta aperta (cinque panetti da 100 grammi ciascuno.

Insomma, un chilo e mezzo di “roba”, un vero e proprio tesoro pronto a essere immesso su un mercato, come quello isolano, dove la richiesta è sempre più fiorente. A quel punto l’Anastasio e il Pone si vedevano alle strette e così il primo si rendeva anche collaborativo dinanzi ai carabinieri. Era lui stesso a condurre i carabinieri dietro un muretto dove gli stessi recuperavano un quantitativo di cocaina pari a 51 grammi, un ennesimo panetto di hashish del peso di 97.20 grammi e una busta postale di colore giallo contenente 54 grammi di caffeina che veniva utilizzata per il taglio della cocaina. Secondo quanto si apprende, l’ispezione del cellulare di Alessandro Anastasio, consentiva di appurare che nella stessa giornata lo stesso aveva conversato via whatsapp con Raffaele Pone, con oggetto di discussione la cocaina che era stata fatta recuperare dal predetto Anastasio. In piena notte Curci, Pone e Anastasio sono stati dichiarati in stato di arresto e sono stati tradotti presso il carcere di Poggioreale alle prime luci dell’alba, qui resteranno rinchiusi a disposizione dell’autorità giudiziaria

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