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Un viaggio nell’anima di Forio con gli “Uomini di Mondo”

Gli Uomini di Mondo dopo il successo dello scorso settembre, tornano in scena con “Scarium” e raddoppiano con “La locanda delle cose perdute” due rappresentazioni che portano la firma di Corrado Visone e Valerio Buono. Un viaggio nell’anima di Forio, nella memoria dei luoghi. Spettacoli teatrali che si allargano a comprendere la rievocazione storica, la musica, il cibo, l’arte, l’architettura. Il 3 gennaio torna “Scarium”, la visita teatralizzata nel vicolo del Torrione che tanto successo ha riscosso a settembre. Sono previste tre repliche alle 17.30, alle 19.00 e alle 20.30. Un modo per raccontare la strada, il tempo che si ferma in un incastro di vicolo, la luce calda e accecante e Forio incastonata come gemma preziosa a coronare un’isola. Scarium, un vicolo stretto, sghembo, una virgola che porta al mare. E’ il vicolo di Scaro, cioè quella piccola porzione di costa che i foriani hanno destinato alla costruzione delle barche. Un piccolo cantiere navale, scarium, in latino. In questo vicolo c’è tutta Forio, quella mescolanza di sacralità, genio artistico, difesa del territorio, l’humus e il retroterra che modellano l’indole foriana. La storia di un vicolo saraceno, dei personaggi reali e immaginari che fanno parte della cultura Foriana: il Torrione che tutto vede e recita poesie in foriano, Palazzo Covatta prigione e rifugio. Sono personaggi che raccontano e si raccontano, non chiedono né vogliono un giudizio, sono persone che hanno vissuto a Forio. Scarium va a integrarsi con l’altro spettacolo nuovo che gli Uomini di Mondo presentano: “La locanda delle cose perdute” che si svolge il 6 gennaio nel chiostro di San Francesco (ex municipio di Forio) con due repliche alle 16.30 e alle 17.45. Uno spettacolo che racconta di assenze, di cose che c’erano una volta e adesso non ci sono più. Una locanda che custodisce il tempo smarrito. Si può mangiare alla locanda delle cose perdute, e a volte qualche boccone può risultare difficile da mandare giù, succede sempre così quando riaffiorano i ricordi che credevi di aver perso, risalgono alla gola. Un format che fonde insieme teatro, buon cibo e cultura della comunità. Un’occasione per ricordare persone, luoghi, situazioni della Storia foriana. Perché raccontare è la miglior maniera di coltivare la memoria. Ci sono posti sazi di vento, dove il sole si insinua e non riposa. Una donna intreccia canestri in una corteglia cantando a mezza bocca una nenia di paese. C’è una strada che è un crinale nella storia. Si percorre a piedi, perché le macchine del tempo non possono passare. Ogni musica conduce in un anfratto che nasconde una storia minima. È Forio che narra un po’ di se stessa ferma in mezzo al guado tra ciò che è stata e quello che voleva diventare. Racconta di assenze, del nero che giace sotto il basolato. Ciò che Forio racconta non può stare nascosto. In definitiva i due spettacoli rappresentano un atto d’amore per Forio, terra di poeti ribelli, sacerdoti visionari, donne coraggiose, uomini liberi.

Con la collaborazione dell’Associazione Actus Tragicus, l’Associazione Radici, la Banda Città di Forio e l’Associazione Le Carucce.

Si può partecipare solo su prenotazione ai numeri: 3486417667 – 3388614943

 

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