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Una carriera di successi che continua, poi il Danì Maison

ISCHIA. La salita è lunga e ripida. Ma basta entrare nel giardino per mettersi alle spalle la fatica e sentirsi subito in un’oasi di pace. Le luci del tramonto ed i profumi dell’Epomeo sono una cornice affascinante e da soli valgono la strada percorsa. Ammirare Ischia dal “Danì Maison” ha un sapore ancora più particolare. Appena varcato il cancello del Danì Maison diventa ovvio il motivo per il quale lo chef Nino Di Costanzo sia voluto tornare qui, nella sua isola: l’atmosfera è incantata. Nel giardino limoni, olivi ed il Golfo di Napoli. Tutto ciò che lo chef mette nei suoi piatti e che l’isola gli offre.  Il territorio è fondamentale nella cucina che diventa un tutt’uno col “Danì Maison”. Il “Dani Mison” è un’antica casa ischitana, immersa in un giardino di macchia mediterranea piena di ‘objet trouvé’ da scoprire, e dove ogni piccolo dettaglio viene curato per costruire un viaggio nel gusto tecnicamente ricercato, capace di suscitare emozioni e ricordi. Il progetto del ristorante è dello chef, e nasce dal principio per cui l’ambiente deve servire a veicolare l’esperienza. Per questo è ricco di arte e riferimenti alla cultura e alla tradizione campana, come la “Bella ‘Mbriana”, lo spirito protettore della casa, il Pulcinella, emblema della “napoletanità”, ambedue del maestro Antonio Nocera. Prima di tornare a casa per Nino Di Costanzo c’è stato Ristorante Mosaico dell’Hotel Terme Manzi a Casamicciola Terme. A 25 anni lo chef guidava la cucina del rinomato ristorante.

A cavallo tra il 2006 ed il 2007 la prima stagione. L’anno dopo arrivò la prima stella. E nel 2010 la seconda. Una soddisfazione incredibile soprattutto per uno chef così giovane. Nel 2016 è iniziata la storia di “Dani Maison” che ha ottenuto vari riconoscimenti: le due Stelle Michelin, i quattro Cappelli dall’Espresso, nonché il titolo di Ristorante dell’Anno per la guida Fols Olei. L’ultimo riconoscimento ad ottobre quando è entrato nell’olimpo dei 174 migliori ristoranti del mondo, ovvero “Les Grandes Tables du Monde”. Un riconoscimento importante e sudato, perché entrare nel ristretto novero di chef super eccellenti non è certo un’impresa facile. L’annuncio in Marocco all’annuale convention dell’associazione che è fra le più importanti del settore a livello mondiale e riunisce i ristoranti impegnati nella salvaguardia della tradizione a livelli di eccellenza. In tutto sono solo 174 i ristoranti premiati di 25 Paesi sparsi nei 5 continenti, di questi almeno una ventina sono italiani. E tra di loro c’è Nino, l’isolano dell’anno per “Il Golfo”.

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