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Una nuova stagione del turismo, ma la strada è lunga

di STEFANO CRUPI

ISCHIA – Sono segnali profondamente incoraggianti quelli che ritraggono la Campania come una delle regioni in maggiore crescita per quanto riguarda il settore del turismo nell’anno 2015.

Dai dati provenienti dal TTI di Rimini, la maggiore fiera nazionale dedicata al turismo, sembra infatti che la Campania risulti essere la quinta regione italiana per grado di interesse da parte dei viaggiatori internazionali e la quinta regione per numero di vendite dai tour operator mondiali. Si parla di turisti provenienti prevalentemente da Francia, Spagna e Regno Unito con un incremento che sfiora il 10% per quanto riguarda i viaggiatori provenienti dagli Stati Uniti.

Già nel mese di novembre il sindaco di Napoli Luigi De Magistris commentava con parole entusiastiche il nuovo trend positivo sottolineando gli aspetti benefici di questa crescita. «I dati per il turismo a Novembre, mese storicamente debole per Napoli, sono straordinari. Tutti gli indicatori sono in crescita. I turisti aumentano progressivamente come numero assoluto, si trattengono di più in città e spendono di più negli Alberghi, nei B&B, nei ristoranti, nelle trattorie, nei negozi e nelle botteghe artigiane. E’ di pochi giorni fa la notizia che Easyjet la terza compagnia low cost più importante al mondo ha deciso di puntare sempre più su Napoli. Dopo averne fatto nei mesi scorsi la sua terza base operativa in Italia ha annunciato per l’anno nuovo 7 nuove rotte. Aggiungerà ai già numerosi voli diretti da Napoli anche Amsterdam, Barcellona, Vienna, Praga, Cagliari, Lione e Minorca.”

Anche nei primi giorni di dicembre i numeri sembrano dare ragione al positivismo del sindaco di Napoli;  i dati di Trivago (una delle principali piattaforme per la ricerca online di strutture alberghiere), infatti, indicano Napoli come la terza città d’Italia per il periodo dell’Immacolata in termini di prenotazioni con oltre il 90% delle strutture alberghiere che dichiarano il tutto esaurito.

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Guardando in casa nostra, l’isola di Ischia aveva già visto nel corso del 2014 un sensibile aumento delle prenotazioni e delle presenze sul proprio territorio (si parla di circa un 5%) rispetto al 2013. Il vero obiettivo  sta però nel mantenere e anzi migliorare questo trand. Ci sono dei dati abbastanza preoccupanti secondo cui nonostante le grandi bellezze e le enormi potenzialità che l’isola verde detiene, il mercato del turismo isolano continua a basarsi prevalentemente sulla presenza di italiani. Se poi si considera che della fetta di turisti stranieri, più del 70% è composta da russi e tedeschi, appare evidente come persista una concreta incapacità di ampliare il raggio di azione su mercati diversificati.

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Bisognerebbe entrare nella concezione, molto poco italiana, che il turismo non è solo un’evenienza ma una concreta, importantissima opportunità di business. Il turismo, infatti, come dichiara Mario Rispoli in un’intervista rilasciata nel gennaio del 2015 «non può essere improvvisato… bisogna andare verso la domanda turistica con un approccio maggiormente scientifico. E’ necessario uscire da questa logica dell’improvvisazione, partendo da analisi macroeconomiche dei paesi che vogliamo intercettare, fino ad arrivare ad indagini sulla domanda per comprendere in maniera precisa le esigenze dei nostri ospiti. Poi bisogna migliorare le condizioni sull’isola per adeguare l’offerta alla domanda. Non basta fare feste o attività estemporanee ma ci vuole maggiore programmazione insieme ad uno studio scientifico».

Basti pensare al modo di fare turismo dei nostri cugini spagnoli, i quali sono riusciti a creare dal nulla un vero e proprio mondo del lusso e del divertimento intorno a due isole quali Formentera e Ibiza che per quanto belle ed affascinanti esse siano, non hanno nulla in più rispetto alle terre e alle bellezze nostrane. O alla costiera romagnola che nonostante un mare che non brilla per limpidezza e una costa piuttosto anonima richiama ogni anno turisti provenienti da tutto il mondo attratti dall’industria del divertimento.

Bisognerebbe probabilmente ripensare da capo il percorso di avvicinamento all’isola, dalla pubblicità sui canali mediatici tradizionali e social passando per i trasporti per finire all’accoglienza, dando risalto a quanto c’è di bello e sottolineandone i punti di forza. Attuare imponenti campagne di advertising e far girare sulle piattaforme social video di grande impatto mediatico ed emozionale come ad esempio ha fatto il Perù per la propaganda di rilancio internazionale nel 2012.

Sembra assurdo, ad esempio, che a fine 2015 ancora nessuna delle numerose compagnie di trasporti marittimi abbia un servizio che permetta ai passeggeri di poter accedere all’imbarco mostrando semplicemente un codice a barre sullo schermo del proprio smartphone come succede ormai da diversi anni in tutti gli aeroporti del mondo. La tecnologia va avanti, il mondo è costretto ad adeguarsi.

C’è un nuovo movimento di viaggiatori, che sta avendo sempre più seguaci in Europa e nel mondo; il movimento dei “Silent Travelers”. Questi “viaggiatori silenziosi” si caratterizzano per la loro propensione ad  evitare qualsiasi tipo di interazione superflua nel corso del viaggio. Loro fanno tutto attraverso il proprio smartphone, dalla prenotazione del volo, alla ricerca dei luoghi di interesse attraverso Google maps, alla stesura di recensioni attraverso TripAdvisor. Certo se volessimo approfondire questo tema entrerebbero in gioco aspetti sociologici legati all’essenza stessa del viaggio; viaggiare è da sempre il più bel modo di conoscere nuovi luoghi, nuove culture e soprattutto nuove persone. Ma del resto il mondo è vario e il futuro del turismo potrebbe prevedere accanto alle classiche modalità più tradizionali e proprie della nostra cultura, possibilità di innovazioni estreme.

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