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Una spesa, una colomba, un uovo e un sorriso per le famiglie della Catena Alimentare

di Isabella Puca

CASAMICCIOLA- «Dovrebbe essere sempre Pasqua e Natale», esclama così Nunzia Mattera, presidentessa della Catena Alimentare Casamicciola, mentre accoglie i tanti che, giovedì scorso, si sono susseguiti nel vicoletto di Via Elena dove, da qualche tempo, ha sede l’associazione, per ricevere la spesa pasquale. Per l’occasione ha deciso di vestirsi da coniglio per donare, oltre che la spesa, una colomba e l’uovo per i più piccoli, anche un sorriso. Dalle 17:00 in punto è un via vai continuo di ischitani che, portando la loro busta attendono che sia riempita di generi alimentari da Imma e Lucia. Qualcuno chiede omogeneizzati per i più piccoli, di latte in polvere questa settimana non ce n’è, ma non si scoraggiano perché c’è pasta, uova, carne macinata, pollo e biscotti in quantità. Grazie all’iniziativa della borsa verde, svolta in sinergia con la cooperativa sociale Kalimera e la Pietra Slow, anche quelli che prima non conoscevano affatto l’azione della catena alimentare che, da ormai tre anni, dona una spesa settimanale alle famiglie in difficoltà, hanno preso parte al baratto solidale. Un uovo di pasqua con accanto un peluche riciclato, ma in buone condizioni, oppure realizzato in uno dei due laboratori con materiali di riciclo per avere un sorriso in più dai bambini delle famiglie in difficoltà. Nel vicoletto di Via Elena è un insieme di storie e di occhi che, nonostante il brutto e difficile momento, sembrano non perdere la speranza. C’è una donna che vive a casa con 4 figli piccoli, prova a non far mancare loro niente anche se l’ex marito le passa solo 20 euro al mese. C’è un ragazzo, avrà forse 13 anni, viene a prendere la spesa con suo padre. Il volto è quello di un adolescente che, per le difficoltà economiche in cui versa la sua famiglia, ha dovuto diventare uomo prima del tempo, ma gli occhi sono quelli di un bambino quando riceve tra le mani l’uovo di cioccolata e un peluche. Abbraccia Nunzia che dà loro anche la colomba e va via contento con suo padre; questa volta non ha niente di meno dei suoi compagni di scuola. Tra le famiglie ce ne sono due, perfettamente integrate, ma di religione musulmana. Per loro niente carne nella spesa, ma le uova, quelle sì. Spesso, quando il sabato vanno a ritirare la spesa, portano del pane o delle frittelle particolari; le realizzano loro, a casa, con un po’ di acqua e farina come a voler ricambiare la bontà nel ricevere la spesa. Tra quelli che vanno a ritirare la spesa c’è pure, però, chi resta in disparte, sembra avere fretta, non vuole che qualcun altro lo veda e lo annoveri tra i nuovi poveri dell’isola d’Ischia. «Siamo delusi – ci dice una signora quando le dicono che siamo giornalisti – forse la soluzione è andare via dall’isola. Mio marito ha lavorato per 26 anni in un supermercato, gli hanno detto di prendersi una settimana di ferie, ma quando è rientrato non lo hanno voluto più perché vecchio». Fino alle 18:30 è un via vai davvero continuo, e tutto il vicoletto partecipa; Enzo e Filomena abitano di fronte alla sede e non mancano di fare un po’ di caffè per tutti, altri caffè arrivano dal bar di Alessandro Lunar Flyght e la catena alimentare diventa una catena d’affetto, tante maglie d’acciaio unite con l’ unico scopo di fare del bene. Una volta finito di consegnare le spese alle famiglie, Franco e Nunzia, con due carrelli colmi di uova di Pasqua, carne macinata, uova e tanto altro bussano alle porte di Suor Edda. Quando entriamo nell’orfanotrofio di Casamicciola i bambini, circa una decina, sono tutti intorno al tavolo per la cena. Nel vedere Nunzia vestita da coniglio qualcuno è un po’ spaesato, ma dopo averla riconosciuta è tutta una giostra di baci e abbracci. Ognuno di loro riceve il suo uovo di Pasqua, iniziano a scambiarsi i peluche e a giocare, sereni, con la maschera di coniglio che si divertono a indossare un po’ per volt. Suor Edda ci prende in disparte e ci dice che fare del bene è importante, ma va fatto in silenzio e con il cuore. Poi, tornando dalla cucina, annuncia ai bambini che oltre la pasta, quella sera, con la carne macinata portata da Nunzia e Franco, si mangeranno le polpettine, ed è subito festa. – foto Francesco Di Noto Morgera

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