CULTURA & SOCIETA'

Una torta augurale a stelle e strisce per gli americani di Ischia che festeggiano in famglia e con gli amici il loro 4 luglio

Il 2 luglio 1776 a Philadelfia la dichiarazione d’indipendenza redatta da Thomas Jefferson, John Adams, Robert R. Livingston, Roger Sherman e Benjamin Franklin

Shirley Meals Lubrano, socia della “Federation of American Women’s Club Overseas” con la sua famiglia residente a Ischia e con amici connazionali anch’esso residenti sull’isola festeggianop oggi 4 òuglio 2024 dell’Indipendenza Americana. Sulla nostra isola vivono trecento americani ed americane “doc” senza contare i tantissimi ischitani emigrati e poi ritornati a vivere nel paese natio, provenienti da San Pedro di California, da Los Angeles, da New York, dal New Jersey e ioschitani d’america giunti a Ischia in questi giorni in vacanza La grande festa nazionale del 4 luglio per gli  Americani d’Ischia è forse la festa più importante dell’anno. La si celebra con gioia secondo alcuni schemi tradizionali: grigliate all’aperto, fuochi artificiali cinesi e pic-nic sulle nostre spiagge. E’ un giorno che gli europei ed, in particolare, gli italiani fanno spesso fatica a comprendere fino in fondo. Non è un semplice giorno di festa, non si tratta di un giorno di vacanza, come invece, è diventato il nostro 25 aprile. E’ un giorno che ogni americano (di nascita o  di passaporto) è fiero ed orgoglioso di celebrare. Banalmente, si può dire che il 4 luglio si celebra la festa dell’indipendenza  (Independence Day) delle colonie americane, ottenuta dall’Inghilterra nel 1776. Questa, è la data che, per un americano segna la nascita della DEMOCRAZIA nel suo paese natio. Questa è la data che segna la vera nascita degli Stati Uniti d’America e, poichè gli Americani si sentono profondamente attaccati alla loro PATRIA, tanto da identificarsi interamente con essa, si può dire che il 4 luglio e la festa degli Americani stessi. Il 4 luglio è vietato stare da soli, la regola è riunirsi con la propria famiglia, anche se sparsa in luoghi diversi, o con gli amici più stretti. Si canta l’inno nazionale con la mano sul cuore e con gli occhi fissi verso il cielo. I nostri americani-ischitani nell’isola verde da anni fanno sventolare la Bandiera dell’Indipendenza fieri di essere America e fieri ed orgogliosi della nuova terra di adozione. La storia di questa importante ricorrenza è sintetizzata qui di seguito e dà l’idea del perchè gli americani tengono tanto all’evento. Con un territorio così vasto, diviso in 13 colonie gli americani puntarono all’indipendenza con una strategia di largo conflitto. La guerra vera e propria scoppia nel 1775, anno del primo scontro tra le milizie volontarie delle 13 colonie e le truppe inglesi. È dunque nel pieno della guerra d’indipendenza che si tiene il secondo congresso continentale, il 2 luglio 1776 a Philadelfia, in cui viene approvata una risoluzione d’indipendenza dalla Gran Bretagna, che viene tramutata in Dichiarazione d’Indipendenza e redatta da Thomas Jefferson, John Adams, Robert R. Livingston, Roger Sherman e Benjamin Franklin. Il 2 luglio è quindi il giorno in cui la dichiarazione viene stilata, riveduta e firmata dai delegati. Mentre il 4 luglio è il giorno in cui questa viene resa pubblica. E’ il 1781 quando la guerra finisce, mentre l’indipendenza vera e propria arriva solo nel 1783 con il Trattato di Versailles, ma il giorno simbolo resta il 4 luglio 1776: da allora tutti gli anni gli americani partecipano alle parate mattutine nelle grandi città; poste, banche e uffici restano chiusi e a mezzogiorno in punto nelle basi militari si volge “Il saluto all’Unione” e vengono sparati tanti colpi quanti sono gli stati che compongono gli Stati Uniti, e che in 238 anni sono passati da 13 a 50. Da sempre i colori che contraddistinguono questa festa sono quelli della bandiera americana,  bianco, rosso e blu. È poi un classico barbecue con amici e parenti che si riuniscono all’aperto, in mezzo a decorazioni a stelle e strisce, prima dei fuochi d’artificio serali e dei canti patriottici cantati a squarciagola, come ad esempio l’inno nazionale The Star-Spangled Banner. Ma come accennato il 4 luglio è anche sinonimo di fuochi d’artificio. Nel 2011, New York ha battuto ogni record con i fuochi più imponenti del paese, sparando oltre 22 tonnellate di fuochi, un evento straordinario nel luogo più iconico d’America, New York City: sia trascorrendo la giornata a Central Park, che vedendo l’orizzonte illuminato da fuochi d’artificio, New York, offre un’esperienza patriottica che non può essere trovata altrove. Oltre alla Grande Mela, si festeggia in particolare a Chicago, sul Lago Michigan, a San Diego sulla Mission Bay, a Saint Louis sul Mississippi River, a San Francisco sulla San Francisco Bay e al National Mall a Washigton D.C. dove il concerto gratuito che precede i fuochi d’artificio attira ogni anno oltre mezzo milione di persone.

michelelubrano@yahoo.it

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Pulsante per tornare all'inizio
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex