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Un’altra giornata di lacrime, l’isola saluta le vittime della frana

Ieri mattina al Buon Pastore e nel pomeriggio a Santa Restituta il rito funebre di Valentina Castagna e Gianluca Monti, dei figli Michele, Francesco e Mariateresa, di Nikolinka Gancheva Blangova e Mariateresa Arcamone. Il ricordo toccante di amici e familiari e le parole del vescovo Pascarella

Un’altra giornata di passione, mestizia, dolore. Che se non altro segna la chiusura della parentesi più triste della tragica frana che il 26 novembre ha devastato Casamicciola, e ci riferiamo alla celebrazione dei riti funebri per le ultime sette vittime del Celario. Adesso l’auspicio è che possano tutte riposare in pace e soprattutto che chi resta possa fare in modo che un tale sacrificio di vite umane non cada nell’oblio e non si riveli un prezzo pagato invano. Ricostruire, rimettere in sicurezza l’isola sotto il punto di vista idrogeologico, lavorare perché fatti tragici del genere non abbiano più a verificarsi diventa a questo punto una missione davvero inderogabile. La terza e ultima giornata dedicata ai funerali è iniziata ieri mattina alle 11 presso la Chiesa del Buon Pastore a Ischia, dove sono giunte le salme della famiglia composta dai coniugi Gianluca Monti e Valentina Castagna con i loro figli Michele, Francesco e Mariateresa. Con loro anche la 58enne Nikolinka Gancheva Blangova, per tutti Nina, di origine bulgara ma ormai casamicciolese acquisita.

Anche stavolta a celebrare l’omelia è stato il vescovo d’Ischia, mons. Gennaro Pascarella, che ha detto: “Della famiglia Monti ho davanti due immagini: una di una famiglia unita e serena, che traspare in una foto che li vede tutti insieme, sorridenti, che si prendono per mano; l’altra, colma di tristezza: i corpi deposti nelle bare, tre di esse bianche, poste l’una accanto all’altra nella chiesa dove erano state portate in attesa di dare loro una degna sepoltura. Oggi li pensiamo nel paradiso uniti e sorridenti. È questo che ci fa chiedere la preghiera in questa celebrazione”.

Poi il pastore della Diocesi isolana ha aggiunto: “La morte porta sempre con sé sofferenza, tristezza, amarezza; sentimenti che diventano ancora più intensi, quando essa avviene in modo drammatico e coinvolge giovani vite. La frana in poco tempo ha strappato all’affetto dei propri cari soprattutto giovani vite: da un bambino di 22 giorni, a Maria Teresa di 6, a Francesco di 11 anni e Michele di 15, solo la signora Nikolinka aveva 58 anni, tutti gli altri sotto i 40 anni!”. Un dramma nel dramma, quello della giovane età di molte delle vittime e di una età media che rappresenta un’altra pugnalata in una tragedia che continua ad avere tratti e contorni assolutamente difficili da descrivere (e comprendere). Pascarella ha proseguito ricordando: “Stiamo dando l’estremo saluto a questi nostri fratelli e sorelle in questa chiesa intitolata a Gesù Buon Pastore. Nelle catacombe a Roma (fin dall’inizio del III secolo) troviamo spesso su soffitti all’interno di una cornice paradisiaca immagini di un pastore con una pecora sulle spalle. Nell’immagine del pastore si cela quella del Cristo Salvatore, che evoca la vita eterna e, contemplandola, ogni battezzato può identificarsi nella pecora salvata”, poi l’ultima riflessione: “Ci sarà, dopo aver dato degna sepoltura ai vostri cari, il tempo di una riflessione critica sull’accaduto, spingendo le autorità amministrative e politiche a trovare soluzioni, non rimandabili, perché eventi drammatici come questi non si ripetano. Nello stesso tempo siamo provocati a conoscere, difendere, valorizzare, prenderci cura del nostro territorio, bello e ferito. Urge, soprattutto nelle giovani generazioni più attente a queste tematiche, educare al rispetto del creato”.

Ma tira tanta aria di dolore dal pulpito della Chiesa. Ci sono i compagni di scuola di Michele, Francesco e Mariateresa che non riescono a capacitarsi di quello che è successo e nemmeno ad accettarlo. Gli studenti del Mattei leggono una lettera (la trovate in altra parte del giornale) che rappresenta una sorta di album dei ricordi, all’esterno fanno di nuovo capolino striscioni ed anche gli immancabili palloncini bianchi, con la pioggia che lascia intendere come abbia voglia di piangere anche il cielo. Ci sono poi le parole di Sara Castagna, la sorella di Valentina, che con voce rotta dal dolore ricorda: “Eravamo una famiglia unita, i nostri ragazzi erano i loro ed i loro figli erano come nostri, erano una famiglia da prendere a modello per la loro serenità e felicità”. Infine la tumulazione presso il cimitero di Casamicciola Terme. Nel pomeriggio, l’ultimo capitolo di un calvario che la cittadina termale e l’isola non potranno mai dimenticare. Presso una Basilica di Santa Restituta gremita all’inverosimile (e con tante persone anche a riempire la piazza) si sono svolti i funerali di Mariateresa Arcamone, l’ultima delle vittime ad essere recuperata dalle macerie del Celario dopo giorni di lunghe ed estenuanti ricerche. La solita cornice di lacrime, dolore, incredulità e domande destinate al solito a rimanere senza risposta. Anche stavolta ad officiare il rito è stato il vescovo Gennaro Pascarella, sull’altare un’amica ha voluto ricordare Mariateresa con parole toccanti ed emozionanti, a manifestare quanto fosse una ragazza benvoluta da tutti. Quando la bara esce all’esterno del luogo di culto è ormai buio, c’è un ragazzo che con la tromba suona il silenzio, quel silenzio che ci ha accompagnato per questi giorni interrotto soltanto dagli applausi alle salme. Domani è un altro giorno, ma l’impressione è che da queste parti nulla sarà più lo stesso.

FOTO FRANCO TRANI

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