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Undici scuole sull’isola senza verifiche sulla vulnerabilità sismica

ISCHIA. E’ forse il caso che questo falso mito venga (finalmente… e purtroppo, aggiungiamo noi, perché evidentemente ne faremmo volentieri a meno) sfatato. Negli ultimi dodici mesi, complice il drammatico sisma del 21 agosto 2017, quando si è parlato di scuole sull’isola d’Ischia l’attenzione è ricaduta inizialmente su Casamicciola e Lacco Ameno e in seconda battuta sulla sola cittadina termale, che anche con l’inizio del nuovo anno didattico si è ritrovata a dover fare i salti mortali causa inagibilità di diversi plessi sparsi sul territorio. Ma non facciamoci ingannare, perché un’inchiesta condotta da “La Verità” evidenzia un dato a dir poco sconfortante. I numeri e la ricerca, invero, sono stati condotti a 16 anni da un’altra drammatica strage, quella di San Giuliano, quando il crollo di una scuola costò la vita a 27 bambini e a un’insegnante. In molti ricordano che all’epoca partì una vera e propria crociata sulle leggi antisismiche che però sono rimaste carta straccia. Anche in quel drammatico caso, in Molise, la scuola crollò su se stessa a causa di un terremoto, e non tutto sommato reggendo come successo sulla nostra isola ma letteralmente sbriciolandosi. E uccidendo tanti piccoli angeli innocenti.

Ebbene, il report del quale ci occupiamo evidenzia un dato inquietante, angosciante: nonostante quel monito, ancora oggi figurano nel belpaese oltre 4.000 istituti scolastici, disseminati in tutte le venti Regioni dello Stivale, totalmente sprovvisti delle verifiche sulla vulnerabilità sismica, che pure sono previste dalla legge. E ce ne sono addirittura undici sulla nostra isola, e tenete presente che i Comuni di Casamicciola e Lacco Ameno non vengono censiti in questo report. Cinque plessi si trovano a Barano (esattamente in via Luigi Scotti, via Acquedotto, via San Giovanni Battista, via Vittorio Emanuele, via Croce Testaccio), uno a Forio (in via Provinciale Lacco Ameno), cinque anche ad Ischia (via Nuova Cartaromana, via Acquedotto, via Casciaro, via Michele Mazzella, via Traversa Vico). Il Comune che esce immacolato è Serrara Fontana, per la cronaca due plessi non sono in regola con le normative antisismiche neppure nella vicina Procida e si trovano in via Vittorio Emanuele e via Principe Umberto.

Insomma, la situazione come vedete dalla mappatura è tutt’altro che allegra. Anche perché gli edifici in questioni, in termini di classificazione, non rientrano tra quelli che non corrono alcun pericolo ma si parla di strutture classificate in zone 1 e 2, ovvero a rischi di terremoti di alta intensità e con possibili effetti distruttivi. Non proprio il massimo della vita, insomma.

Gaetano Ferrandino

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