POLITICAPRIMO PIANO

Un’isola sempre più green, ecco la sfida di Enzo Ferrandino

Lunga chiacchierata col sindaco di Ischia, che illustra le varie tessere del mosaico che l’amministrazione è impegnata a varare nell’ottica della svolta ecologica

Un’anomalia c’è stata. Non tanto la durata estremamente ridotta del consiglio comunale, perché non è la prima volta: tuttavia non è mancata qualche perplessità su questa convocazione last minute. In realtà..?

«Abbiamo ottenuto un finanziamento per la bonifica dell’area intorno al Polifunzionale e presto inizieranno i lavori: un importante concreto risultato a fronte di chiacchiere spesso inutili»

«In realtà non c’è alcuna problematica di carattere politico nell’esigenza della convocazione d’urgenza del consiglio. C’era invece un’esigenza di tipo tecnico e procedurale in quanto il Comune si è aggiudicato un finanziamento da parte del Ministero di circa 130mila euro per bonificare la zona circostante il Polifunzionale, e bisognava ratificare entro sessanta giorni questa delibera: inizialmente si era pensato di rinviare e rinnovare la delibera di giunta, ma ci si è resi conto che, per come si erano portate avanti le procedure, non era più possibile modificare gli estremi della delibera in questione che approvava il progetto esecutivo. Pertanto giovedì abbiamo dovuto convocare d’urgenza il consiglio per sabato, per procedere all’approvazione. E comunque io tendo a sottolineare che la convocazione e la veloce approvazione della delibera sono segno di salute politica della maggioranza, che è compatta e vuole portare a termine i progetti e i programmi stabiliti».

Una cosa è certa: quel finanziamento serve come il pane, viste le immagini che circolano sulle condizioni della zona in questione. Da una parte serve la bonifica, dall’altra forse questo è l’ennesimo caso in cui bisognerebbe richiamare al dovere la coscienza civica dei cittadini.

«Sulla situazione politica di Lacco Ameno non sono in grado di dare un giudizio, non conoscendo le dinamiche interne. Dal punto di vista umano dispiace la caduta dell’amministrazione in un momento molto impegnativo per la vita del paese»

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«Diciamo che quell’area era rimasta “incompiuta” relativamente ad alcune infrastrutture, specialmente per quanto riguarda il drenaggio e il pompaggio delle acque piovane che venivano raccolte nel punto di minore quota della zona. Il progetto che abbiamo approvato prevede una stazione di pompaggio dell’acqua nella fogna e una rivitalizzazione del verde e dell’asfalto, contribuendo a dare una connotazione diversa a quel contesto che oggi appare quasi come una periferia degradata, quando invece ci troviamo a ridosso del centro, con la presenza di importanti strutture ricettive. Del resto, negli anni è stata più volte richiamata l’esigenza di un intervento radicale della zona, e finalmente con l’ufficio tecnico siamo riusciti a realizzare una progettazione, a candidarla e ottenere anche il finanziamento. Di questo sono particolarmente contento e auspico quanto prima l’inizio dei lavori. Questo è l’unico dato degno di nota e di attenzione di questa vicenda, che si contrappone a una politica “chiacchierona” molto spesso vuota, anche “cattiva” nel rappresentare quadri di riferimento completamente privi di verità».

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Qualche esempio?

«Io non leggo uno dei quotidiani locali, che non è degno di attenzione, ma mi hanno raccontato qualcosa su cui non vale la pena di soffermarsi».

È un po’ l’argomento delle ultime settimane. Lo stiamo chiedendo a tutti e lo chiediamo anche a Lei: un commento su ciò che sta accadendo a Lacco Ameno.

«Ci sono dinamiche che io non conosco in maniera approfondita. C’era un’amministrazione che stava operando in un momento di particolare importanza per Lacco Ameno. Da un punto di vista umano dispiace perché comunque l’amministrazione era impegnata nella risoluzione di problemi. Naturalmente saranno sorti delle problematiche politiche che non conosco o che conosco poco, rispetto alle quali non posso esprimere un giudizio».

Se ne parla spesso: il modello Ischia sembra capace di lanciare diverse proposte concrete, dalla mobilità sostenibile alla navetta, oppure la sperimentazione della gestione-traffico allo scalo portuale, le domeniche ecologiche. L’impressione è che Ischia in questo momento stia tracciando il solco da percorrere. Ci si domanda se si riuscirà a realizzare il tutto in maniera compiutamente organica.

«Con l’Eav lavoriamo di concerto per decongestionare le strade interne e creare un nuovo capolinea. Finora sono stati positivi i risultati ottenuti con la deflazione del traffico in zona porto»

« Con l’amministrazione stiamo affrontando temi che a prima vista potrebbero sembrare slegati tra loro, ma che sono uniti in una visione globale. Dopo la linea di navetta che abbiamo istituito, d’accordo con l’Eav stiamo per varare un’altra linea che copra la parte occidentale del territorio. Sempre con l’Eav ci stiamo confrontando per rivisitare la percorrenza e circolazione dei bus nel centro del paese, specialmente lungo la direttrice di via Alfredo De Luca. Oggi tale strada rappresenta una strada di servizio per l’Eav per il ricongiungimento con il capolinea di piazza Trieste. L’intenzione dell’amministrazione, di concerto con la stessa Eav, è di deflazionare il piazzale del capolinea, che risale a oltre sessant’anni fa. Oggi è arrivato il momento di far sì che il turista che sbarca abbia un impatto diverso, anche cambiando la connotazione dell’area portuale deflazionandola dai mezzi di grandi dimensioni, immaginando un secondo capolinea, e facendo in modo che le linee di collegamento interne adottino bus di ridotte dimensioni, in maniera tale da rendere più fluido il traffico veicolare. Similmente, si sta lavorando alacremente sulla valutazione della fattibilità di piste ciclabili sul territorio. Una tenderà a congiungere la zona del Palazzetto dello Sport, tramite la Pineta degli Atleti, con via Foschini e l’arrivo su via Sogliuzzo, e stiamo lavorando di concerto con tutti gli attori coinvolti sulla definizione dei due sensi unici, uno che vanno da Piazza degli Eroi verso Ischia Porto su via De Luca, e quello che parte da Piazza degli Eroi e arriva all’incrocio del bar Violetta, in maniera tale da immaginare la realizzazione di una pista ciclabile che colleghi idealmente Ischia Porto con Ischia Ponte. Naturalmente questa idea è oggetto di un confronto con le parti coinvolte».

In effetti, come ha detto il sindaco di Barano, c’è da fare i conti con l’eccessiva concentrazione di uffici nel centro del paese, circostanza che cozza con tali intenti.

«Stiamo agendo per la realizzazione di piste ciclabili tra Fondobosso e via Sogliuzzo, e tra Ischia Porto e Ischia Ponte»

«È vero. In passato si è verificato questo accentramento di uffici e scuole nel territorio comunale di Ischia, cosa che ha portato a un contesto molto “inflazionato” e limitativo verso alcune iniziative. È comunque anche vero che è giunto il momento di effettuare serie riflessioni rispetto a processi ragionati di decrescita quantitativa su alcune zone del nostro territorio, o quantomeno l’individuazione di nuovi spazi: un esempio è stato quello dell’ex parcheggio sulla SS270 asservito all’area portuale, intervento che ha sposato questa filosofia, cioè aumentare le superfici per garantire una sorta di deflazione della zona del porto. Stiamo chiedendo lo spostamento degli uffici commerciali dell’Evi da Palazzo D’Ambra, che ridurrà in modo significativo il numero di persone che converge in zona, e laddove è possibile si cerca di allontanare dal centro di Ischia alcuni uffici che sarebbero meglio collocati in zona periferica. Non va comunque dimenticato che a volte si è obbligati ad agire in controtendenza, ad esempio nel garantire l’ospitalità agli uffici del collocamento di via Morgioni, oppure nella trattativa con la Città Metropolitana nello spostamento del biennio del liceo Scientifico da Lacco Ameno a Ischia, cosa che significherà aumentare il carico veicolare verso il nostro Comune».

Sappiamo tutti che nel centro di Ischia il problema si potrebbe risolvere ancor più radicalmente se i tassisti accettare di far parte di una cordata che lavori in sostituzione degli autobus. Un sistema del genere indurrebbe anche gli automobilisti a usare maggiormente il trasporto pubblico. Perché la categoria non è ancora pronta a recepire un cambiamento che potrebbe anche essere remunerativa?

«Negli anni molti uffici e scuole si erano concentrate nel comune di Ischia. Stiamo dunque lavorando a un possibile “decentramento”»

«In questi due anni di amministrazione, una delle cose di cui sono maggiormente soddisfatto è proprio il rapporto con i tassisti. La genesi di tale rapporto fu molto conflittuale, sfociato a inizio estate in un inedito sciopero. Dopo questo momento, c’è stata una fase di avvicinamento, che penso e spero possa preludere a un rapporto ancora più fruttuoso, dopo aver già messo in atto una razionalizzazione degli spazi portuali. Con il dispositivo messo in campo, siamo riusciti a venire incontro alle loro esigenze, e allo stesso tempo siamo riusciti a ridurre sensibilmente il numero dei taxi contemporaneamente presenti nell’ambito dell’area portuale. Si tratta di un caso esemplare in cui sedendosi a un tavolo e assumendo posizioni razionali, le parti in causa possono elaborare provvedimenti che migliorano il paese senza creare troppi danni alle dinamiche consolidate della categoria. Sicuramente, in una dialettica più distesa, poter insinuare ulteriori modifiche come l’introduzione del taxi collettivo e di servizi complementari rispetto a quelli che già oggi vengono svolti, a condizioni vantaggiose per i residenti, potrebbero essere quell’asso nella manica da giocarci per risolvere in gran parte il problema dell’eccessiva affluenza di auto nel centro cittadino. Forse un po’ in sordina l’approvazione, con l’avallo dei tassisti, del regolamento del corso pubblico che prevede una moratoria di cinque anni l’adozione di macchine elettriche: a breve inizieremo a montare delle colonnine per la fornitura dell’energia elettrica. Questo può essere un’altra tessera da inserire in un più ampio puzzle teso a dare una connotazione più “green” al nostro Comune e all’intera isola, più al passo coi tempi e più rispondente alle innovazioni tecnologiche che tutelano l’ambiente».

Oggi c’è il tavolo tecnico promosso dal nostro giornale, con in primo piano l’ambiente, dove l’isola è stata spesso precursore dal punto di vista culturale, ad esempio la messa al bando della plastica, con provvedimenti che però si fatica ancora a far rispettare in pratica.

«Coi tassisti abbiamo instaurato un rapporto costruttivo, e i risultati cominciano a vedersi. Col loro avallo, abbiamo approvato un regolamento che prevede una moratoria di cinque anni l’adozione di macchine elettriche: a breve inizieremo a montare delle colonnine per la fornitura dell’energia elettrica»

«I Comuni isolani si stanno rivelando molto sensibili a questi temi. Dirò di più: noi stiamo per varare un “piano Gussone”, dal nome di un medico e botanico di corte dei Borbone che lanciò la piantumazione dei pini che generò le nostre pinete. Questo piano prevede la piantumazione di mille alberi, da adesso fino al termine del mandato. In un contesto come il nostro, in cui i parassiti stanno seccando molti pini, si tratta di un altro intervento che tende a garantire un’isola più “verde”. Stiamo cercando di interpretare tutte le possibili attività in tal senso. Sul fronte della depurazione c’è un’attenzione massima, con grandi sforzi sia nelle attività finalizzate al completamento degli impianti in costruzione alla collina di San Pietro, sia al depuratore di Barano, dove il sindaco sta promuovendo un’azione tesa a ottenere l’autorizzazione alla gestione del funzionamento dei microimpianti, cercando di individuare delle forme di depurazione più “light”. Il depuratore di San Pietro è completo al 60%, gli altri impianti saranno invece pronti tra molti anni, quindi è significativo che le amministrazioni comunali si stiano muovendo in sinergia per poter garantire una depurazione appunto più “light” tesa a ridurre gli sversamenti e preservare il mare. Si tratta di un tema importante nel quale verrà profuso il maggior sforzo possibile».

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