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CRONACA

Urina in municipio, basta il video: a novembre la sentenza

Il giudice ha ritenuto sufficiente acquisire il filmato e gli atti di indagine, senza ascoltare Carmine Barile e Gianluca Trani, contro cui Carmelo Amente scagliò un bicchiere pieno del liquido fisiologico durante il consiglio comunale del giugno 2015

Il giudice Pizzi ha deciso di non ascoltare le testimonianze del dottor Carmine Barile e di Gianluca Trani nel processo a Carmelo Amente. Il magistrato ha ritenuto sufficiente l’acquisizione del filmato, della denuncia e degli atti di indagine, dopo che le parti hanno prestato il consenso a tale acquisizione. Il filmato a cui si fa riferimento è quello che documenta l’atto per cui Amente è accusato del reato di oltraggio a pubblico ufficiale. Fatto accaduto nel giugno 2015 durante una seduta del Consiglio comunale di Ischia, quando il noto parrucchiere si avvicinò all’allora sindaco facente funzioni, dottor Carmine Barile, e al presidente del Consiglio comunale Gianluca Trani, lanciando un bicchiere di plastica contenente urina, il cui contenuto colpì quasi esclusivamente l’allora vicesindaco che reggeva le redini dell’amministrazione vista la temporanea impossibilità del primo cittadino.

Il giudice ha stabilito la data del 17 novembre per la prossima udienza, nella quale si svolgerà la discussione finale, e potrebbe arrivare anche la sentenza. Il magistrato non ha accolto la richiesta di eseguire una perizia per accertare la capacità di intendere e di volere dell’imputato, e ha aggiornato il processo. Come molti ricordano, Amente organizzò il gesto al culmine di una serie di proteste contro l’amministrazione comunale, ritenuta colpevole di aver prolungato i lavori fognari in via Leonardo Mazzella, dove l’imputato possiede due negozi per la propria attività di parrucchiere. I rallentamenti in realtà erano stati causati dall’imprevisto rinvenimento di alcune rocce sottostanti la carreggiata, di difficile rimozione: di qui il ritardo nel cronoprogramma dei lavori, che avrebbe arrecato disagi e danni da mancato lavoro alle attività del posto. Durante la seduta del consiglio in cui venne commesso l’atto per il quale Amente fu denunciato, alcune testate giornalistiche locali filmarono l’episodio, e sarà proprio quel video quindi a costituire il principale elemento probatorio sul quale il giudice formerà il proprio convincimento.

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