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Vacanza speciale per Samuele Di Natale e la sua famiglia

Di Isabella Puca

Ischia – “Ischia, ascolta, accogli, ama”. Le parole che il papa Giovanni Paolo II pronunciò a Ischia durante la sua visita, era il 5 maggio del 2002, risuonano ancora nella mente dei tanti e sembrano essere i motivi della storia che stiamo per raccontarvi. Sì perché in uno degli alberghi del comune di Ischia, ospiti del signor Salvatore Di Meglio, sta trascorrendo una settimana di vacanza una famiglia davvero speciale. Parliamo della famiglia Di Natale, che da Gela, in Sicilia sono giunti qui a Ischia per premiare il 100 con cui si è diplomato Samuele, 19 anni, un ragazzo autistico con una grande passione per il canto e per il Milan. Di Samuele, nei mesi scorsi, si è parlato in televisione e nei vari quotidiani nazionali perché subito dopo il suo esame, il presidente del consiglio Matteo Renzi lo ha telefonato per complimentarsi con lui. É stato dopo aver conosciuto la sua storia raccontata a “Estate in diretta” a Eleonora Daniele che il signor DI Meglio ha contattato la famiglia, mettendosi completamente a disposizione per offrir loro una vacanza di relax.  «L’invito ci è arrivato tramite la trasmissione – ci racconta Provvidenza, la mamma di Samuele, – lì per lì mi sembrava uno scherzo e invece c’è stata una nostra rete privata che ci ha contattato dicendo che Salvatore Di Meglio voleva parlare con noi. Lo abbiamo chiamato e ci ha detto di aver visto la trasmissione e, rimasto colpito da Samuele, ha voluto premiarlo e ora siamo qui. Una settimana tutta la famiglia riunita; abbiamo accettato volentieri, è stato gentilissimo e sentiamo di essere trattati in modo speciale». Sono andati a prenderli con un’imbarcazione privata al molo Beverello e fuori all’hotel dove alloggiano c’è sempre un’auto a disposizione pronta ad accompagnarli in giro.  «Tutti i giorni ci viene a trovare a ora di pranzo per vedere come stiamo, è una persona davvero religiosa. Io lo vedo come un padre di famiglia, nonostante abbia tutto questo ben di Dio è rimasto una persona umile. Guardandolo negli occhi si vede che sta facendo tutto questo con il cuore quando ha incontrato Samuele lo ha abbracciato e aveva gli occhi lucidi». La famiglia di Natale andrà via sabato sera e aspetta loro un settembre davvero impegnativo; il comune di Gela ha fatto una proposta d’impegno per Samuele offrendogli due ore di lavoro lì in Municipio. Ovviamente Samuele non vede l’ora di iniziare a lavorare anche se Ischia gli piace tanto. «A noi interessa tenerlo sereno e impegnato e vedremo come andrà. Un impegno è stato preso anche da parte dello Stato e non possono tirarsi indietro. A Gela non c’è proprio nulla, ma ci hanno promesso di aprire un centro diurno. Per noi lo stato è stato assente, prima come adesso. Oggi tanti ragazzi di 12 anni fanno terapia privata o restano a casa quando non c’è la possibilità, il problema di un genitore non è oggi, un genitore pensa a un domani». Samuele è ora un portavoce, non solo a Gela, ma in tutta Italia; da pochi giorni è nata infatti l’associazione “Ama autismo” formata dai genitori che vivono in prima linea questa situazione, «dopo 17 anni di terapie private la speranza è che Dio ci guidi». È forte la fede della famiglia di Natale, «Dio ha voluto metterci alla prova», ci dice più volte mamma Provvidenza, un nome che ha in sé tutto lo spirito di questa donna forte amata e sostenuta da suo marito, dai due fratelli di Samuele, dalla cognata e dalla piccola Giulia. Sono tante le storie simili qui a Ischia dove ragazzi autistici dopo la scuola restano nelle loro case, soli con la famiglia, in una società che non sembra avere posto per loro. Ma Samuele è speciale, così come lo sono tutti gli altri e merita che vengano riconosciuti loro i diritti che spettano a noi tutti.  «Dopo i 18 anni questi ragazzi non esistono per lo Stato la malattia diventa altro e si sta cercando tramite Samuele di far cambiare le cose». Aveva solo 17 mesi Samuele quando sua mamma ha sentito per la prima volta la parola “autismo”, «Samuele non parlava e aveva la tendenza a isolarsi, come suonavano il campanello scappava in cameretta e non usciva fin quando non eravamo soli. Il sacrificio è anche nel contatto, non potevo sfiorarlo. Oggi, dopo anni e anni di terapia, fatta anche alla famiglia, le cose vanno meglio. A casa è autonomo, e voglio che domani lui possa riuscire anche a farsi un piatto di pasta perché una mamma non dura una vita. Il mio primo pensiero al mattino e l’ultimo alla sera è di renderlo autonomo. Inizierà un percorso che gli farà capire il valore del denaro e i pericoli della strada. Grazie a quest’esperienza ischitana, per la prima volta, dorme staccato da me, in una camera con suo fratello Antonio». Mentre parliamo Samuele è attentissimo, se gli chiedi un anno ti sa dire chi ha vinto Sanremo, ma già pensa a martedì prossimo quando andrà al cinema e a settembre quando avrà il suo primo lavoro. Gli chiediamo cosa vuol fare da grande ed è mamma Provvidenza a parlare per lui, «a Samuele piace cantare, il suo idolo è Renato Zero». Subito ci fa vedere un video mentre canta “Cercami” ed è davvero bravo!

 

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