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Vaccini ad hoc per le isole, i sindaci esultano e plaudono a De Luca

I commenti di alcuni primi cittadini alla nuova ordinanza del presidente della Regione, che rilancia l’obiettivo di velocizzare la vaccinazione di massa

La nuova ordinanza del presidente della regione De Luca ha in qualche modo rilanciato la strategia per arrivare alle isole covid-free. Come è noto, il provvedimento stabilisce che chi è residente o lavori stabilmente a Ischia, Procida e Capri, potrà essere vaccinato ad avvenuto completamento della somministrazione ad almeno il 90% degli aderenti inseriti nelle fasce fragili. In sostanza, stop con l’attesa che tutti gli appartenenti a una determinata fascia si mettano al passo, visto che molti rifiutano di sottoporsi alla vaccinazione. Non si attenderanno gli indecisi ma si vaccinerà chiunque da isolano ne abbia titolo e diritto. Dunque, dopo le polemiche che hanno investito le isole, accusate di volere una indebita corsia preferenziale nella campagna vaccinale quasi che l’elemento economico fosse la sola discriminante, la Regione sottolinea l’importanza dell’aspetto eminentemente sanitario, vista la debolezza congenita delle isole sotto tale profilo. La decisione di De Luca è stata ben accolta dai sindaci isolani, anche se resta il dubbio che forse all’inizio le polemiche a livello nazionale fossero basate su un messaggio non corrispondente alla realtà.

In particolare, il primo cittadino di Forio, Francesco Del Deo, presidente Ancim, ha commentato: «Il contenuto dell’ordinanza è sostanzialmente lo stesso di ciò che avevamo chiesto come isole minori presentando l’apposito piano al Generale Figliuolo. Adesso è trascorso altro tempo, siamo quasi a maggio, e non ne possiamo perdere ancora: è necessario procedere con gli open-day del vaccino altrimenti continuando per fasce finiremo a settembre, perdendo la stagione. Sono convinto che molti giovani in tal modo coglieranno l’occasione per vaccinarsi, ma anche tanti cittadini che “litigano” con l’informatica e non sono capaci di prenotarsi on line.

Del Deo
Francesco Del Deo: «Il presidente ha rimarcato ulteriormente quello che come Ancim abbiamo sempre sostenuto: la congenita debolezza delle isole minori a livello di strutture sanitarie, coi conseguenti rischi per la popolazione locale»

Non so se nelle scorse settimane le polemiche siano state provocate dalla prevalenza delle esigenze turistiche su quelle sanitarie nella comunicazione, ma per quanto mi riguarda, anche come presidente dell’Ancim ho sempre dato priorità all’aspetto sanitario della questione. Ho sempre posto l’attenzione sulla fragilità delle isole dal punto di vista delle strutture sanitarie, dei disagi che sono costretti a subire i soggetti a rischio, come i malati oncologici, i diversamente abili, i cardiopatici, i diversamente abili, oltre agli 80-90enni. Abbiamo anche sottolineato che tra coloro che vivono in terraferma e che in poche decine di minuti possono raggiungere le migliori strutture ospedaliere, e chi vive sulle isole minori, è evidente che la particolare “fragilità” è propria di queste ultime. Solo quando abbiamo parlato di turismo e di un tipo di occupazione stagionale, siamo stati strumentalmente attaccati, come noi pensassimo solo all’aspetto economico. Dunque le polemiche sono state pretestuose ed è indicativo il fatto che De Luca adesso abbia privilegiatoil dato della debolezza sanitaria come punto-chiave delle nuove disposizioni. A Ischia dobbiamo persino dirci fortunati per avere almeno una struttura, voluta da Rizzoli, mentre tante altre isole minori versano in condizioni nettamente più gravi».

Pascale
Giacomo Pascale: «De Luca dimostra ancora una volta la sua concretezza e coerenza, continuando a perseguire l’obiettivo delle isole covid-free, a dispetto di un governo di “tutti dentro” dove poi ognuno si smarca a danno degli altri»

Ancora più evidente il plauso del sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale: «Tale provvedimento prova che De Luca non rinuncia all’opzione di rendere Ischia un’isola covid-free. Solo con questa opzione possiamo pensare di raggiungere l’obiettivo. In questa iniziativa a mio parere si leggono due elementi: il primo è la coerenza di De Luca che si dimostra persona concreta, che persegue la strada in cui crede, mentre il secondo dato che emerge è che il presidente dimostra di essere l’unico uomo politico oggi in Italia che, per quanto riguarda le esigenze prioritarie del turismo campano, tiene conto dell’equilibrio tra l’aspetto sanitario e l’aspetto economico. Dopo la prima iniziativa poi frenata dal governo, il suo andare avanti nella stessa direzione testimonia che egli è l’unico ad aver immaginato una possibile opzione che coniuga le due esigenze. Non so se, inizialmente, la proposta delle isole covid-free abbia sofferto di una comunicazione non adeguata che avrebbe fatto scattare le polemiche, ma in realtà il concetto stesso di “covid-free” porta in sé la realtà di strutture sanitarie non sufficientemente attrezzate per affrontare l’emergenza. Quelle che sono sorte a livello nazionale sono sterili polemiche tipiche di un governo dove sono “tutti dentro”, e dove ognuno poi prova a smarcarsi per accrescere il proprio consenso, al punto che se si chiude è colpa di Speranza e se si apre è merito di Salvini, un messaggio ovviamente errato che ogni persona di media intelligenza dovrebbe saper smascherare. In ogni caso, De Luca ha varato l’iniziativa pensando sia all’aspetto della salute pubblica, e quindi alla debolezza infrastrutturale dal punto di vista sanitaria, sia a quello economico: è noto il grande peso delle isole e della Costiera nel Pil regionale, ma se non si riparte subito, anche questa stagione sarà perduta».

Caruso
Rosario Caruso: «Positiva la volontà del presidente De Luca, ma anche noi cittadini dobbiamo fare la nostra parte e prendere consapevolezza che la vaccinazione è l’unica strada per ripartire»

Rosario Caruso, primo cittadino di Serrara Fontana, ha sottolineato l’importanza della consapevolezza individuale sull’importanza della campagna di vaccinazione: «Il presidente De Luca, pur non potendo ovviamente andare contro le disposizioni nazionali, ha giustamente preso atto del fatto che una volta vaccinata la gran parte dei soggetti fragili, è auspicabile iniziare sollecitamente la vaccinazione di massa delle isole, in maniera tale da contemperare le due esigenze, quella dell’emergenza sanitaria, e quella dell’emergenza economica nelle isole, che vivono prevalentemente di turismo, in maniera tale da mettere in condizione le attività del settore di ripartire in tempi brevi. L’unico modo, lo sappiamo, è la vaccinazione. E il presidente si è mosso di conseguenza, facendo un grande sforzo che deve essere accompagnato dalla volontà e dalla disponibilità di noi cittadini delle isole: abbiamo visto che le prenotazioni non sono tantissime, e c’è bisogno di prendere adeguata coscienza di tale necessità per ripartire. Sicuramente nelle scorse settimane c’è stata una lettura errata oltre che parziale, ma si tratta due aspetti che sono le facce di una stessa medaglia, come le emergenze che ho citato prima».

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