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Vaccini alle isole, De Luca torna alla carica: e i sindaci plaudono

Il governatore spiega di non volersi adeguare all’ordinanza di Paolo Figliuolo e lancia il guanto di sfida al generale che risponde: «Non sono ammesse deroghe». Ma la politica locale accoglie con favore il fatto che lo “sceriffo” intenda proseguire la sua battaglia

Una speranza che si riaccende e poi si rispegne nello spazio di un amen, anche se l’impressione è che il braccio di ferro sia appena alle prime schermaglie. Dopo l’ordinanza con cui di fatto sabato scorso il commissario Figliuolo ha imposto lo stop alle vaccinazioni di massa sulla nostra isola, era lecito attendersi una replica del governatore Vincenzo De Luca. Che ieri, da Benevento, non ha tardato ad arrivare e pure in maniera perentoria: «Una volta completati gli ultra ottantenni e i fragili noi non intendiamo procedere per fasce di età. Dedicheremo la struttura pubblica a curare i fragili e le persone anziane ma lavoreremo anche sui settori economici perché se decidiamo di andare avanti solo per fasce di età, quando avremo finito le fasce di età l’economia italiana sarà morta».

Castagna: «Il turismo produce ricchezza e dunque non soltanto occupazione ma anche tributi che si pagano e non può non avere una corsia preferenziale, altrimenti i nostri territori saranno messi definitivamente in ginocchio dalla fame prima ancora che dal virus

Poi dal Sannio, dove era presente per l’apertura dello sportello Spazio Lavoro, lo “sceriffo” è ancora più chiaro e aggiunge: «Vogliamo partire dalle isole per due ragioni: la prima perché, ovviamente, abbiamo una dimensione limitata, abbiamo poche decine di migliaia di persone e quindi la vaccinazione si fa rapidamente. La seconda è perché lo capiamo tutti che Ischia e Capri sono dei marchi turistici di valore mondiale e quindi trainano tutto il turismo della regione e anche dell’Italia». Poi De Luca ha concluso: «Un conto è stare così, un conto è poter fare da oggi una campagna di promozione turistica sul piano mondiale prima di farsi sottrarre turismo dalla Grecia e dalla Spagna, che ha già cominciato a immunizzare le Baleari. Non è possibile che dobbiamo arrivare sempre in ritardo».

Nemmeno il tempo che le parole del presidente risuonassero sul web che già dall’isola piovevano applausi a scena aperta. A interrompere la festa, però, ci ha pensato il generale e commissario per l’emergenza covid, Paolo Figliuolo, chiaro come il suo “rivale” ma molto più sintetico e diretto: «Con riferimento alle dichiarazioni del Presidente della Regione Campania, il Commissario Straordinario per l’emergenza Covid ribadisce che la campagna vaccinale deve proseguire in modo uniforme a livello nazionale, senza deroghe ai principi che lo regolano, facendo riferimento all’Ordinanza n. 6, che indica le categorie prioritarie di persone da proteggere dal Covid 19». Insomma, lo scontro è aperto e l’impressione è che ci siano tutti i presupposti per farlo durare ancora, anche perché lo stesso De Luca ha controreplicato che per raggiungere l’obiettivo si utilizzeranno le dosi di Astrazeneca rimaste inutilizzate. Il primo a schierarsi al fianco di Vincenzo De Luca è stato il sindaco di Casamicciola, Giovan Battista Castagna: «Il ragionamento del presidente della giunta regionale è condivisibile in ogni suo aspetto – spiega – è sacrosanto tutelare le fasce più deboli (anziani e fragili, per intenderci), che sono quelle maggiormente esposte a rischio covid, ma parallelamente credo sia giusto e anzi indispensabile fare un’accelerazione verso realtà territoriali che contribuiscono non poco al prodotto interno lordo su scala regionale.

Caruso: «Ci sono settori economici che stanno soffrendo ormai da un anno e serve un segnale. L’unico che si può dare è quello di metterli in condizione di lavorare e per fare questo bisogna vaccinare. Perciò è giusto insistere sulla vaccinazione nelle isole minori, e non solo quelle campane. In fondo parliamo di appena 240.000 persone»

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Il turismo produce ricchezza e dunque non soltanto occupazione ma anche tributi che si pagano e non può non avere una corsia preferenziale, altrimenti i nostri territori saranno messi definitivamente in ginocchio dalla fame prima ancora che dal virus. E poi ricordo ancora una volta le problematiche di natura sanitaria: i cittadini isolani sono stati attenti ed avveduti in quest’anno di pandemia, evitando che la diffusione del covid sfociasse in situazioni che sarebbero state ingovernabili vista la presenza di un piccolo ospedale».

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Dello stesso tenore, pur con qualche precisazione, anche Rosario Caruso che sottolinea: «Da un lato sono dell’idea che ci debba essere una sola cabina di regia a livello nazionale, ma non posso non essere d’accordo con De Luca quando rappresenta che ci sono settori economici che stanno soffrendo ormai da un anno e serve un segnale. L’unico che si può dare è quello di metterli in condizione di lavorare e per fare questo bisogna vaccinare. Ed è questo che mi rende favorevole alla vaccinazione sulle isole minori, e non solo quelle campane. In fondo parliamo di 240.000 persone e quindi di un numero esiguo se rapportato al panorama nazionale». Anche Giacomo Pascale non ha dubbi: «Plaudo all’iniziativa di De Luca che guarda a una vaccinazione per categorie e non per età: se non raggiungiamo il covid free noi come località turistiche siamo morti. Non capisco, in altre realtà europee si vaccinano le realtà di villeggiatura e qui invece si fanno polemiche sterili. Insomma, nessun dubbio: bravo De Luca».

Ferrandino: «Il presidente fa bene a rivendicare la possibilità di differenziare i parametri di vaccinazione lasciando spazio a un criterio che prendesse in considerazione settori produttivi e ambiti territoriali, tenendo conto della fragilità economica del comparto turistico ma anche delle criticità sanitarie delle isole»

A ruota anche il sindaco d’Ischia, Enzo Ferrandino: «Era facile prevedere – spiega – conoscendo idee e pensiero di De Luca, che il presidente avrebbe continuato a rivendicare la possibilità di differenziare i parametri di vaccinazione lasciando spazio, dopo ultraottantenni e categorie fragili, a un criterio che prendesse in considerazione settori produttivi e ambiti territoriali, tenendo conto della fragilità economica di alcuni settori come il turismo e delle criticità sanitarie che si registrano nelle isole partenopee e non solo, aspetti questi acuiti ancor più dalla pandemia».

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