CULTURA & SOCIETA'

Valerio D’Ambra e i suoi “Punti di vista”

DI ARIANNA ORLANDO

Valerio D’Ambra, 22 anni, aspirante architetto che attualmente risulta iscritto presso l’università Federico II, è un giovane appassionato della fotografia e nello specifico della fotografia paesaggistica. Ha coniugato la passione per la fotografia a questo suo interesse primitivo ossia l’amore materno per il nostro luogo, nato dalla qualunque, avvinghiatosi alla naturale propensione dell’ischitano di amare o di odiare l’isola-e lui è finito per amarla suscitato dalla bellezza dei contorni di Ischia, talora nitidi, talora sfocati tra mare e terra. Dice infatti:”La passione per la fotografia l’ho sempre avuta, già prima degli studi di architettura in cui la propensione alla fotografia comunque è una valida aiutante. Le passeggiate a Ischia Ponte suscitavano in me l’interesse a fotografarlo per via dei giochi della luce su di lui”. Lo stimolo alla fotografia è crescente soprattutto in relazione alla conoscenza della macchina fotografica: non è un semplice oggetto statico ma un occhio meccanico capace di catturare gli istanti di luce e farne capolavori. Ma ecco, l’uomo alle spalle della macchina deve essere capace di cogliere gli istanti corretti, di scegliere la luce in base al gusto (come si trattasse di una bevanda o di un piatto a tavola?), di diversificare le cose anche se si trattasse di ritrarre lo stesso soggetto (le nuances di uno smalto nude non sono mai uguali, tutt’al più simili, e lo stesso principio di applica alle sfumature della luce). Punti di vista è l’opera magna di Valerio D’Ambra, esposta presso il Negombo, grazie alla partecipata sensibilità del direttore Marco Castagna: una mostra che Valerio D’Ambra definisce “nuova” per struttura, armonia cromatica e luci, essendo composta da un percorso diurno, situato a est delle mura, è uno crepuscolare, situato a ovest , per seguire il percorso di RA, che a est nasce e a ovest muore e a est risorge in-sconfitto a ogni nuovo giorno.

La bravura di un fotografo si misura nel suo occhio e nella capacità di quest’ultimo di cogliere le gradazioni dei vari punti di vista: alti, bassi, laterali. Sapere infondere volume alle cose, sapere aggiungere tridimensionalità persino al piatto e dare valore al simbolico. In ciò noi auguriamo a Valerio D’Ambra di avere sempre l’occhio giusto.

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