CULTURA & SOCIETA'

Vanity Fair e l’artista Angela Impagliazzo con i suoi “quadretti” di raffinata ironia fanno rivivere l’eccentrico mondo dei “tipi da spiaggia” di ieri e di oggi

IL CURIOSO FENOMENO ESTIVO NATO NEGLI ANNI ’30 SULLA RINOMATA SPIAGGIA DEL VECCHIO LIDO DI ISCHIA FU “CELEBRATO” ED IMMORTALATO IN UN FILM DEL 1959 CON UGO TOGNAZZI, LUCIANO SALCE, LAURETTA MASIERO, JONNY DORELLI ED UN GRUPPO DI BELLE ATTRICI EMERGENTI: IL FILM SI CHIAMAVA PER L’APPUNTO “TIPI DA SPIAGGIA ” – IL BAGNO DI TOTONNO COLUCCI FU “PALCOSCENICO” DELLE ESIBIZIONI PIU’ STRAVAGANTI - A dire il vero, i tipi da spiaggia che dagli anni ’30 ad oggi hanno alla loro maniera ravvivato in positivo le nostre spiagge non sono solo quelli che simpaticamente hanno fatto scena sugli arenili e “rubato” il più delle volte qualche cuore infranto fra le ragazze cadute nella rete, ma anche altri di tipo vario che qui vogliamo ricordare. Vanity Fair ci fornisce una sua versione che noi rivisitiamo e sintetizziamo. Dal salutista fissato con lo yoga al dipendente dallo smarthphone, dall'altruista (o meglio impiccione) all'amante di Fido, dal venditore di Cocco al marocchino con braccialetti, cappelli e oggettistica varia

L’artista Pittrice isolana Angela Impagliazzo con le sue raffinate ed ironiche composizioni, ci riporta in un mondo d’atri tempi in cui l’isola d’Ischia con le sue numerose, lunghe e larghe spiaggia già faceva concorrenza alla consorella Capri per le eccentriche ed originali mode estive. L’espressione identitaria “Tipi da Spiaggia” nacque negli anni ’30 proprio nell’sola verde per diventare un decennio dopo moda estiva nazionale per soli particolari personaggi da copertina.

(ANGELA IMPAGLIAZZO –
SPIAGGIA DEI MARONTI

Ma prima che la moda si espandesse alle spiagge della Versilia ed ai faraglioni e alla“Canzone del Mare” di Capri, a fornire la passerella ai primi Tipi da spiaggia “ischitani” fu lo storico bagno Colucci sulla grande spiaggia del Lido di Ischia frequentato oltre che da play Boy locali d’epoca, soprattutto da famiglie della buona borghesia napoletana in vacanza ad Ischia. Ad attirare l’attenzione dei bagnanti e di qualche pittore straniero di passaggio in cerca di soggetti che rispondessero alla sua fantasia d’artista estemporaneo, si lasciavano notare due giovani signorine che di sera si inghirlandavano per recarsi al ballo all’aperto sul Corso e di mattina si abbigliavano con larghi copricapo colorati,con addosso costumi da bagno castigati fino alle caviglie tipo camicia da notte infiocchettata con borsetta merlettata attaccata al braccio.

(ANGELA IMPAGLIAZZO) – I TIPI DA SPIAGGIA
SBARCANO A FORIO

Le chiamavano le Contesse De Biase. Altro esempio di appariscenza balneare del Bagno di Totonno Colucci al Lido erano le due amiche Mariella De Luca e Flora Sarnelli che abbigliate con pagliaccetti a palline colorate e cappellino a cuffia con laccetto stretto al mento tipo divisa da educande, figuravano quasi come le De Biase. Non potevano mancare i maschietti rappresentati in due diverse epoche da due soggetti che a vederli apparire in spiaggia destavano subito l’attenzione di tutti. Erano autentici “Tipi da Spiaggia”. Il primo che spopolava negli anni ’30 rispondeva al nome del Conte Fifì ed il secondo vero signore di compagnia, squattrinato e colto rispondeva al nome di Scisciò sulla breccia, negli anni ’50 e ’60. Il Conte Fifi indossa mattina e sera un abito bianco, papillon nero, scarpe scure e per copricapo portava una paglietta rigida stile belle epoque. In Spiaggia arrivava sempre allora di pranzo evidentemente per scroccare qualche panino alla signorina di turno in sdraio attratta dal suo stile.

(ANGELA IMPAGLIAZZO) –
SPIAGGIA DELLA MANDRA

Scisciò invece preferiva farsi notare con altre caratteristiche tra le quali spiccava il suo evidente fascino giovanile di bel giovanotto di buone maniere ed ossequioso, vestito semplice con infradita ai piedi, pantaloncini colorati, maglietta a righe e cappellino da corridore in testa e sottobraccio l’immancabile libro di autore noto per la sua lettura sotto l’ombrellone sempre di altri. Scisciò era il tipo da spiaggia simpatico a volte anche atteso. In sostanza erano i primi tipi da spiaggia di quel tempo. Ormai presentarsi in spiaggia pienamente coperti fino alle orecchie era la moda amata e difesa d’epoca e nulla si faceva per farla cambiare. A dire il vero, i tipi da spiaggia che dagli anni ’30 ad oggi hanno alla loro maniera ravvivato in positivo le nostre spiagge non sono solo quelli che simpaticamente hanno fatto scena sugli arenili e “rubato” il più delle volte qualche cuore infranto fra le ragazze cadute nella rete, ma anche altri di tipo vario che qui vogliamo ricordare. Vanity Fair ci fornise una sua versione che noi rivisitiamo e sintetizziamo.

(ANGELA IMPAGLIAZZO) – SPIAGGIA DI FORIO

Dal salutista fissato con lo yoga al dipendente dallo smarthphone, dall’altruista (o meglio impiccione) all’amante di Fido, dal venditore di Cocco al marocchino con braccialetti, cappelli e oggettistica varia. 1) il primo tipo da spiaggia vive con lo smartphone in mano. Dopo avere fatto il check in su FourSquare, immortala la sua vicina di sdraio, sottoponendola al filtro. Con il risultato che, dopo essere stata condivisa su Instagram la foto verrà divulgata su Pinterest e caricata su Facebook e Twitter, con lo stato “Conquiste in spiaggia”. 2) LO SPORTIVO – Si presenta all’alba in tenuta da jogging e corre, senza una meta, da un bagno all’altro. Alle dieci, si confronta con un’estenuante sessione di addominali, o cimentandosi in flessioni che mettono in mostra i suoi muscoli guizzanti e tonici, sollevando una tempesta di sabbia. Convinto di trovarsi a Wimbledon, si cimenta in smash sui passanti del bagnasciuga a colpi di racchettoni. Nei pressi di una piscina, tenta il tuffo carpiato, innaffiando gli ignari lettori sotto l’ombrellone e spanciando contro un muro d’acqua.

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(ANGELA IMPAGLIAZZO) – SPIAGGIA DI SAN MONTANO

3. IL SALUTISTA  – Da non confondere con lo sportivo. A differenza dell’esemplare precedente, il salutista saluta il sole nella posizione del loto. In spiaggia beve centrifugati biologici e ripete mantra come fossero preghiere di un rosario. 4. L’ALTRUISTA – Altrimenti detto impiccione. Si interessa della vostra sorte. A dispetto dell’apparenza che lo vuole cerimonioso, in realtà è un curioso patologico. Dietro la domanda, “Cosa ha fatto di bello ieri sera?”, batte il cuore di una pettegola da social network. Appena vi sarete girati batterà un’ANSA e attiverà il vituperato “telefono senza fili” storpiando totalmente il contenuto della conversazione. 5. L’ANIMALISTA – Preferisce i quadrupedi ai bipedi, permettendo loro ogni sfogo. Occhio a dove mettete i piedi e attenti a nuotare in un raggio troppo vicino a Fido il barboncino, perché pestarla porterà anche fortuna ma le doccette e il mare sono sempre troppo distanti in casi come questi.

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COPERTINA D’EPOCA DI VANITY FAIR

6). L’INTELLETTUALE – Trasforma la sdraio in una succursale di una libreria. Viaggia con uno zaino capiente pieno di tomi dalle trecento pagine in su. I più tecnologici adottano il tablet, passando il tempo a sbuffare e a lamentarsi, per la pioggia di sabbia che riga lo schermo e i raggi del sole che rendono ostica la lettura. Lettore onnivoro, spazia dalla critica della ragion pura di kant, all’ultimo successo di Dan Brown.7. IL COATTO – Infine, degno di menzione è il coatto. Rimasto agli anni ottanta, si presenta con radiolone, canotta sbracciata e ciabattina di plastica, impestando di musica dance i vicini d’ombrellone  La versione evoluta lo vuole con un riproduttore mp3 ma, cantando a squarciagola, è impossibile non sentirlo. I tatuaggi, insieme alla ferramenta di piercing, sparsi su tutto il corpo, completano e decorano la figura. Quando non canta, parla al telefono, sfondando i timpani del suo vicino oppure gioca a ruzzle, inventandosi parole inesistenti. Sebbene il più pericoloso resti l’ottavo. L’impensabile e, dunque, in quanto tale il più subdolo, ovvero quello rimasto in città che, nonostante l’etichetta del marito fedele, ha fatto suo il detto Agosto, moglie mia non ti conosco.

8)La bionda bellona: la tipa che ha passato gli ultimi 300 giorni tra sauna e palestra. La ragazza che in un secondo ha reso inutili i tuoi sforzi per mantenerti costante al corso di pilates. Lei, dal fondoschiena satellitare che fa ruotare intorno a sé l’intero sistema solare maschile. Che di cognome fa Panténe e brilla al sole più di Edward Cullen. Nel momento in cui toglie il vestito, fa evaporare insieme all’acqua di mare l’orgoglio per quei due chili persi. La maledici e bevi tutto d’un fiato la bottiglia di acqua Vitasnella. 9) La famiglia: nel momento in cui devi scegliere dove posizionare il telo, la individui con il radar ( facile, è la tendopoli vicino le docce) e cerchi di metterti il più lontano possibile dalla rumorososa masnada. Esistono diverse sottocategorie ma l’elemento comune è la straordinaria capacità di rompere gli zebedei. Mamma (coatta), papà ( coatto) e figli ( coatti) sono il nucleo tipo. Il pargolo più grande ha l’incredibile potere di calcolare la parabola che farà finire la palla esattamente sul tuo asciugamano, ripetendo l’operazione dalle 10 alle 20 volte.

DELLA SERIE TIPI DA SPIAGGIA

Nel frattempo il fratellino / sorellina strilla come un ossesso/a, tenendo in allenamento i tuoi timpani per arrivare al livello di udito dei cani. La madre lo ignora continuando a spalmarsi copiose quantità di crema solare, con il risultato di somigliare a un orso polare in vacanza. Il padre gioca con lo smartphone e sta ore e ore al telefono mettendo a conoscenza l’intera spiaggia di vita , morte e miracoli del suo collega di lavoro Mario. Terminata la chiamata si esibisce in un “raffinato” tuffo  a bomba che provoca uno tsunami forza nove. 10) Il molestatore: per questo tipo da spiaggia andare a mare equivale a una battuta di caccia. Le sue armi? Occhialoni da diva, capello bagnato e occhio ammiccante. Il più delle volte sarebbe meglio che restasse nel suo angolo di mondo, ma a lui non importa. Deve portare a termine la missione, ovvero ottenere il numero di telefono di qualche gentile pulzella prima che arrivi il tramonto. Altrimenti gli dei dell’acchiappo lo puniranno.

LA RAGAZZA AL MARE COL SMARTPHONE

11 L’ATLETA FISSATO: l’obiettivo è lo stesso del molestatore, ma con diverso tipo di approccio. Lui punta sulla seduzione del colore, come i pappagalli brasiliani. Giallo o verde fluo e tutina che aderisce all’addominale scolpito, spara testosterone alla velocità della luce, con atteggiamento indifferente, ergendosi al di sopra della plebaglia sudata. Lui non cerca l’esemplare femmina, è lei che deve “garrire” il suo interesse. Nell’attesa percorre distanze lunghe come la Salerno- Reggio Calabria, oppure gioca a racchettoni sentendosi come Andrea Agassi alla finale di Orlando.12) L’intellettuale: trasforma la sdraio nella sua libreria personale. Il suo zaino contiene di tutto, da La critica della ragion pura all’ultimo successo di Sophie Kinsella. Esige il silenzio come se il lido fosse la National Library. I più tecnologici sono dotati di Kindle e sbuffano quando i raggi UV incontrano lo schermo del loro prezioso amuleto. Imprecano contro chiunque alzi un granello di sabbia in direzione della loro sdraio. I più coraggiosi si mettono sul bagnasciuga sperando di attirare i loro simili e intraprendere così una conversazione sui massimi sistemi.

RARA LOCANDINA DEL 1959 DEL FILM TIPI DA SPIAGGIA

13) La pettegola: se avete fatto l’abbonamento trimestrale per la cabina, state sicuri che in mezz’ora saprà tutto di voi. Segue i vostri spostamenti, calcola traiettoria di partenza e arrivo, studia il vostro pareo per capire a che status sociale appartenete. Si avvicina con una domanda innocente come “Siete nuovi del posto?” e in due secondi vi ha fatto i raggi X. 14) Il coatto: colui che, tutto sommato, regala quel tocco di pepe alle giornate al mare. Nonostante la fastidiosa presenza dettata dal tono di voce o dal cellulare che diffonde musica house a volume discoteca, regala sempre qualche perla di lessico regionale. Immancabile outfit: maglietta senza maniche, costume a mutanda bianco e tribale sulla coscia. Ogni cm del suo corpo si deve abbronzare quindi assume spesso e volentieri la posizione del partoriente, con il risultato che , nel suo raggio d’azione, tutta la spiaggia è girata dal lato opposto. Emette suoni gutturali al passaggio della biondona. 15) La lucertola: non conosce l’espressione piaghe da decubito. La sua capacità di restare ferma al sole la rende ormai parte del paesaggio. I bagnini la tengono d’occhio nel dubbio che respiri ancora.

Composizioni dell’Artista Pittrice ANGELA IMPAGLIAZZO

antoniolubrano1941@gmail.com

info@ischiamondoblog.com

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