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I “vecchi” vanno a casa. Chiusa un’epoca

La “mia generazione” con questa elezione viene consegnata alla storia. Luigi Boccanfuso, Luigi Telese, Gino Di Meglio, Carmine Bernardo, lo stesso Giosi Ferrandino non hanno ottenuto la consacrazione di un seggio in consiglio comunale e una nuova leva, con in testa Enzo Ferrandino e Gianluca Trani  avrà il compito di guidare il paese.  E’ un  cambio generazionale che segna una nuova epoca. A questi ragazzi lasciamo una eredità non facile: siamo riusciti a costruire ben poco e quel poco è stato fatto anche male. Polemiche, beghe, una totale mancanza di visione strategica per il ‘bene del paese” hanno caratterizzato questi ultimi anni.  Non lasciamo nessuna opera pubblica degna di nota. Non ne addosso la colpa a nessuno, anzi ne faccio una colpa “collettiva”di una intera generazione che non ha saputo trovare una sintesi.

La mia speranza è che i “ragazzi” sappiano fare meglio di noi: non ci vuole molto e sono sicuro che “gestiranno” la politica e la cosa pubblica molto meglio di noi. Soprattutto spero che abbiano imparato dai nostri errori e che non li ripeteranno. Ischia è un paese sostanzialmente ancora sano, ma con problemi e nodi storici irrisolti che gettano una seria ombra sul futuro. In poco tempo il “mondo” è cambiato e il ruolo dell’amministratore non è impresa facile, occorre una preparazione sia giuridica che amministrativa di non poco conto, avendo a disposizione risorse scarne e dubbie e una richiesta sociale sempre più pressante. Il paese reale vive una drammatica crisi finanziaria con una tassazione alle stelle con i conti pubblici “allegri” e una forbice tra ricchi e poveri che si allarga sempre di più.

Il lavoro è la vera emergenza:  sempre più precario e con famiglie che non riescono più a sbarcare il lunario.  Ma sono fiducioso: Ischia, a differenza di gran parte degli altri comuni napoletano, ha una marcia in più e soprattutto ha una cultura della solidarietà. La nostra ricchezza non è solo il turismo gli introiti che ne derivano, ma la pace sociale, una società interclassista e solidale che sa accoglie, integrare e crescere. E’ questa concezione che noi abbiamo ereditato dai nostri padri ed è l’ unica cosa “bella” che vi trasmettiamo. L’ideale è conservare una società equilibrata, specchio di un paese che funziona. Ed in paese che funziona ci sono occasioni e possibilità per tutti.  Non disperdiamo questo patrimonio. Cari ragazzi” la guida ora spetta a Voi. Sono sicuro che saprete fare molto meglio di noi.

Benedetto Valentino

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