Statistiche
CULTURA & SOCIETA'

Vendemmia e Andare per Cantine aprono sull’isola la suggestiva stagione autunnale

È TEMPO DI ANDAR PER VIGNE E CANTINE, CONOSCERE I VITIGNI STORICI DELL’ISOLA VERDE - L’inizio dell’autunno sull’isola di Ischia racconta l’anima più vera ed antica dell’isola, quella di contadini e viticoltori che, con tenacia e fatica, coltivano terrazzamenti di terreno impervi, sui crinali dell’Epomeo, tra fumarole, odore di zolfo e panorami immensi. Intanto sabato 1 e domenica 2 otttobre avrà luogo l’evento organizzato con la Fattoria Coldiretti nell’ambito di Andar per Cantine presso il piazzale di Panza il MERCATO DI CAMPAGNA AMICA dove oltre ai tanti prodotti a Km zero vi saranno laboratori didattici, animazione e STREET FOOD con seminari di educazione alimentare sul cibo sano.

Settembre inoltrato con la fine dell’estate e l’inizio da l’altro ieri dell’autunno 2022, E’ il mese di “Andar per Cantine”, dell’uva matura e della vendemmia in atto che nei secoli non ha perso per niente il suo naturale ed atavico fascino, nonostante la si pratichi oggi con attrezzature sofisticate e ultramoderne rispetto al passato, e per altro privata anche di quel calore ed allegria di gruppo che la rendevano particolarmente attesa da tutti i contadini dell’isola e dai curiosi appassionati. Ma nonostante tutto questo, rimane sempre la vendemmia che tutti attendono.

VIGNETI DI SUCCHIVO CON S.ANGELO SULLO SFONDO

L’altro Ieri martedì 20 settenbre la Proloco di Panza ha radunato gli appassionati della natura e dell’aria aperta di boschi e campagne fra ischitani e turisti per dare avvio alla quattordicesima edizione di “Andar per Cantine”. In pratica da quattordici anni l’autunno a Ischia è “Andar per Cantine”, l’evento che si concluderà il 2 ottobre prossimo che celebra l’anima contadina dell’isola, da ventinove secoli custode della cultura del vino. Intanto sabato 1 e domenica 2 ottobre avrà luogo l’evento organizzato con la Fattoria Coldiretti nell’ambito di Andar per Cantine presso il piazzale di Panza il MERCATO DI CAMPAGNA AMICA dove oltre ai tanti prodotti a Km zero vi saranno laboratori didattici, animazione e STREET FOOD con seminari di educazione alimentare sul cibo sano. A Ischia si coltivano qualità di uve uniche ed autoctone, che si trovano solo qui: tra i bianchi possiamo elencare : la biancolella, la forastera, l’arilla ed il S. Lunardo, mentre tra i rossi troviamo: il Per”è Palummo ( piede del colombo, in quanto l’uva assomiglia al piede a tre dita del colombo ), la guarnaccia ed il cannamelu.

VIGNETI CASA D’AMBRA DEI FRASSITELLI

Tracce storiche hanno dimostrato che queste uve sono coltivate da almeno 300 anni, con una produzione annuale che ad oggi si è attestata sui 50.000 q.li di uva. Per la raccolta delle uve quando queste si trovano in vigneti lontano dal punto di lavorazione c’è chi come la D’Ambra Vini di Forio a Panza, ha dovuto dotarsi di una teleferica, altrimenti alcuni vigneti sarebbero stati quasi irraggiungibili, o meglio i costi per la raccolta ed il trasporto delle uve sarebbero stati proibitivi. Si pensi che nel 1960 la produzione di vino sull’isola era attestata sui 250.000 hl, poi con l’inizio del boom turistico, molti isolani hanno abbandonato l’agricoltura e viticoltura, per dedicarsi ad attività ben piu’ redditizie quali ristoranti, alberghi ecc. ed oggi si è attestata sui 35.000 hl, quindi circa il 15% del totale.  

VIGNETI DELLE CANTINE TOMMASONE

Il prestigio del vino ischitano, frutto di una tradizione plurimillenaria, ha ricevuto il suo primo riconoscimento ufficiale nel 1966 quando all’Ischia Bianco e all’Ischia Rosso viene assegnata la prima DOC campana e la seconda nazionale. A quell’epoca la crescita turistica dell’isola d’Ischia era sì iniziata ma non aveva ancora raggiunto la sua massima espansione, erano messi a coltura con la vite almeno 2000 ettari di terreno e la produzione di vino era di circa 120mila ettolitri. Oggi la produzione è dimezzata, mentre i terrazzamenti su cui crescono i vigneti si estendono per soli 300 ettari. I vitigni che hanno fatto la fortuna del vino dell’isola d’Ischia sono il biancolella, che si coltiva praticamente nella sola isola d’Ischia, il vino forastera (chiamato così perché è un vitigno che fu introdotto tardi e perciò fu definito “forestiero”), il “per ‘e palummo“, unico vino rosso, chiamato così perché la forma e il colore del raspo ricordano la zampa dei colombi, e che in Campania è chiamato piedirosso.

PIAZZALE ARAGONESE 1949 FESTA DELLA VENDEMMIA SILATA DI CARRI A ISCHIA

Successivamente, quindi, si è deciso di introdurre una variazione al disciplinare della DOC, che adesso fa riferimento direttamente a questi tre vitigni, valorizzandone in tal modo le peculiarità. Ma nei secoli di attività enologica dell’isola d’Ischia ne sono stati coltivati in numero assai maggiore, dal nome spesso evocativo e che in parte erano esclusivi dell’isola stessa: per esempio ecco alcuni varietà dalle quali si ottiene un ottimo vino: uva rilla, coglionara, guarnaccia, san lunardo, levante, tintora, cacamosca… e ancora, zibibbo, lugliese, catalanesca, lentisco, pane, nocella, san filippo, sorbigno, coda cavallo, cornicella, ecc. Da un po’ di anni si sta assistendo – dopo un lungo periodo in cui gli abitanti dell’isola d’Ischia hanno preferito abbandonare la coltivazione della terra a favore del lavoro nell’attività alberghiera e turistica – a un progressivo e costante ritorno di interesse per l’agricoltura e, in particolare, per l’enologia e produzione di vino a Ischia. Quindi, i caratteristici terrazzamenti sostenuti da muri realizzati con pietra locale a secco, senza l’uso di malte (chiamati in dialetto ‘parracine’), sono tornati a ospitare file ordinate di viti lungo i fianchi delle colline in molte località dell’isola.

Ads

A Forio hanno recuperato antichi vigneti case vinicole come Casa D’ambra Vini, Cantine Pietratorcia e Arcipelago Muratori senza dimenticare la tenuta Calitto di Villa Piromallo,Cantina Bellavista, l’Antica Fattoia Greca, l’agritueismo Sapori della Nonna, Cantina Pasariello, Fattoria Greca, Cantine villa Spadara, Tenuta C’e la Vie.. A Campagnano, sulle colline del Comune di Ischia Cantine e vigneti di Antonio Mazzella e figli ma anche a Serrara Fontana dove svolge attività anche la Cantina Rustichella e ‘A Cantina ‘e Ciro, ci sono i vigneti di Antonio Mazzella. Altra località privilegiata per il tipo di esposizione e ventilazione che conferiscono al prodotto vinicolo caratteristiche specifiche è la zona Fango a Lacco Ameno, dove ha recuperato un vigneto abbandonato la casa vinicola Tommasone. Poi vi sono le cantine Crateca e Giardini Ar Cntina e vigneti mei, Cantine Fattoria Greca,Pelliccione, le Cantine di Filippo Florio, Giorasole, La Vigna dei Mille anni, Cantine Cannavale, ‘A Cantina Lu’ Scultore, Cantine Villa Spadara, Azienda agricola La Pergola. Se la quantità di vino prodotta nell’isola d’Ischia rimane inferiore a quella che si ricavava dai vigneti isolani fino agli anni ’50, è pur vero che la qualità del vino prodotta è molto elevata. Alla fine del XIX sec. il vino ischitano era richiesto soprattutto per “tagliare” vini più forti come quello pugliese e si era diffuso come vino da bere, per lo più bianco, in tutti i centri del Tirreno e a nord fino alla Francia, dove veniva trasportato via mare con velieri, utilizzando contenitori in castagno da circa 700 litri ognuno che si chiamavano carrati

Ads

Foto di Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

antoniolubrano1941@gmail.com

info@ischiamondoblog.com

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Back to top button
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex