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Via dagli alberghi, gli sfollati non ci stanno: e spunta il “compromesso”

Ieri nuova manifestazione al Capricho: il Comune propone al Commissario l’erogazione di tre mensilità anticipate del Cas per agevolare i terremotati e mettere fine una buona volta all’accoglienza alberghiera dopo le reiterate proroghe

Nuova manifestazione dei terremotati a Casamicciola. Dieci giorni dopo, un’altra delegazione degli sfollati si è radunata all’esterno degli uffici comunali al Capricho di piazza Marina, dove sono accorsi anche Carabinieri, Polizia e vigili urbani, per protestare ancora una volta contro l’annunciata conclusione del programma di assistenza alberghiera, definitivamente terminato lo scorso 18 maggio, dopo l’ennesima proroga. E anche stavolta il consigliere Giovanni Barile è stato attivo nel mantenere calmi gli animi e recepire i malumori e le rimostranze di chi continua a volere essere ospitato in albergo anche dopo tale proroga – l’ennesima- concessa ai terremotati, i quali tuttavia sin dallo scorso novembre erano stati avvertiti della necessità di dover lasciare le strutture ricettive già lo scorso 30 aprile. Un anticipo quindi consistente. Il copione ieri si è ripetuto stancamente, con l’arrivo dopo un paio d’ore del sindaco Giovan Battista Castagna, il quale ha ancora una volta parlamentato con la delegazione (invero sempre più ridotta, e della quale facevano parte anche cittadini lacchesi).

In ogni caso l’amministrazione, tramite l’ufficio guidato dal dottor Carcaterra, si è messa a disposizione per tentare di cercare una soluzione abitativa per gli ultimi sfollati, analizzando caso per caso, e arrivare a un’alternativa.

Per inciso, lo stesso ufficio aveva avvertito qualche giorno fa gli alberghi che ancora ospitano i terremotati: le strutture sono state infatti invitate a procedere “tassativamente e obbligatoriamente” alla messa in uscita formale degli ospiti inserendoli sul portale “Designa”. Anzi, il responsabile del procedimento aveva anche specificato che “resta inteso che attualmente la persistenza in albergo degli ospiti non viene coperta in alcun modo né dalla Struttura commissariale né dal Comune”. In sostanza, né il Capricho né Schilardi si faranno più carico delle spese d’accoglienza negli alberghi, visto che del resto tutto ciò era previsto nella convenzione stipulata con le strutture. E anche se viene specificato che una eventuale ulteriore proroga sarà comunicata “ad horas”, al momento pare improbabile che una circostanza del genere si verifichi.

Il Comune ha comunque intenzione di inoltrare una specifica richiesta al Commissario Schilardi, in quanto gli sfollati sostengono di non avere la liquidità necessaria a fronteggiare le richieste di anticipo da parte dei proprietari di appartamenti nei quali dovranno trovare nuova sistemazione. Secondo il Comune, «sussiste un’oggettiva difficoltà da parte di un gruppo di persone che beneficiavano dell’assistenza alberghiera cessata come per legge il 18 maggio 2020 a far fronte alla richiesta da parte dei proprietari di immobili dell’anticipazione delle 3 mensilità come anticipazione di fitto». La missiva specifica che è «in itinere ed in fase di ultimazione la presentazione delle istanze per poter accedere al Contributo di Autonoma Sistemazione da parte degli ex ospiti delle strutture alberghiere. Per quanto sopra, si chiede che questa Struttura valuti la possibilità di erogare anticipatamente almeno n. 3 mensilità del suddetto contributo, secondo lo specifico diritto spettante ai richiedenti. Si provvederà a trasmettere quanto più celermente possibile le istruttorie dei nuclei familiari già alloggiati nelle strutture alberghiere che hanno fatto richiesta del Contributo di Autonoma sistemazione».

Va sottolineato una volta di più che, anche se tra gli sfollati ci sono proprietari di immobili, che hanno perso una o più abitazioni (che spesso dunque oltre a essere dimora rappresentavano pure una sorta di reddito aggiuntivo) e che aspettano la ricostruzione, altri invece sono cittadini che in precedenza erano solo inquilini e che dal sisma, di fatto, non hanno subìto un danno reale, in quanto pagavano l’affitto. E adesso il Comune, che da parte sua conferma la disponibilità ad aiutare tutti, si fa promotore della richiesta diretta a ottenere un consistente anticipo dalle casse commissariali per aiutarli a trovare finalmente la sistemazione che sin da dicembre avrebbe dovuto costituire la loro naturale destinazione. Resta da capire se il Commissario sarà disponibile ad accogliere questa proposta, pur di mettere una buona volta la parola fine a una vicenda alquanto singolare.

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