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Via i medici di rinforzo, vaccinazioni a rilento

Due ore di attesa presso l’hub allestito al Palasport di Ischia, globalmente il numero di somministrazioni quotidiane cala da 1.000 a 500. La speranza è che D’Amore invii nuovamente unità sull’isola

Partiamo da un presupposto. Le finalità che ispirano questo resoconto giornalistico, e lo diciamo a scanso di equivoci, vogliono essere assolutamente costruttive e costituire un “pungolo” per riprendere quel cammino virtuoso che si è soltanto in parte interrotto nell’ambito della campagna vaccinale che si sta portando avanti presso gli hub allestiti nei palazzetti dello Sport di Ischia e Forio. Dove anche ieri, senza soste, è proseguito il rituale delle somministrazioni ai pazienti per lo più compresi nella fascia di età tra i 70 e i 79 anni. Purtroppo però, rispetto allo sprint che abbiamo registrato nelle giornate comprese tra mercoledì e sabato scorso, bisogna prendere atto del fatto che il quadro sembra mutato e per un solo particolare. Con l’inizio della nuova settimana, infatti, non sono più in servizio i dieci medici provenienti dalla terraferma e che l’ASL Napoli 2 Nord aveva inviato come rinforzi sull’isola proprio per terminare in tempi da record la vaccinazione della categoria cosiddetta over 70 (oltre che naturalmente dei pazienti fragili). Unità importantissime non soltanto perché limitavano le attese e acceleravano i tempi, ma anche perché in alcuni casi mettevano in condizione anche le unità in servizio sull’isola di poter lasciare temporaneamente gli hub per recarsi a vaccinare a domicilio pazienti non deambulanti.

L'ATTESA ALL'ESTERNO DEL PALASPORT DOPO AVER PRESO IL NUMERO
L’ATTESA ALL’ESTERNO DEL PALASPORT DOPO AVER PRESO IL NUMERO

La testimonianza diretta ve la riportiamo dal Palazzetto dello Sport di Ischia, dove possiamo documentare di preciso che rispetto all’orario preventivato per vaccinarsi si è registrato un ritardo di due ore, decisamente troppe. Non è colpa dell’organizzazione (dei cui meriti parliamo in altra parte della pagina) ma semplicemente del fatto che i medici “al fronte” siano appena quattro. Pochi, troppo pochi, ed è inevitabile che così si vada a rilento e non è un caso che da fonti bene informate apprendiamo che l’obiettivo è quello di somministrare 500 dosi al giorno a fronte delle precedenti 1.000. I passaggi da affrontare per arrivare al vaccino sono quattro. Quando si arriva a destinazione si ritira il proprio numero, e nel frattempo si attende all’esterno della tensostruttura. Successivamente si viene chiamati all’interno dove ci si può accomodare ed attendere il proprio turno (la divisione tra dentro e fuori serve anche per scaglionare al meglio i presenti ed evitare assembramenti). Poi arriva il momento più importante, quello dell’anamnesi, dove ogni soggetto interloquisce col medico per svelare eventuali patologie, assunzione di farmaci, insomma tutte le informazioni che potrebbero sconsigliare la somministrazione di un determinato tipo del vaccino. Quella che vi abbiamo appena esposto è una fase che spesso può essere decisamente lunga: l’ultima tappa, quella della puntura, rappresenta a quel punto poco più di una formalità. Ma 120 minuti di attesa sono tanti, davvero tanti, e l’assenza di personale medico in numero sufficiente rischia inevitabilmente di rallentare anche il numero di vaccinati quotidianamente e al riguardo la giornata di ieri avrebbe già mostrato un segno “meno”. E allora lanciamo al direttore generale della Asl Napoli 2 Nord Antonio D’Amore un accorato appello: perché non rimanda un po’ di medici a supporto degli hub di Ischia e Forio?

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